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Allenamento
Metodologie di allenamento
19.12.2008 - Evoluzione delle metodologie dallenamento applicate al ciclismo
Testo
<blockquote data-quote="geminiani" data-source="post: 1409756" data-attributes="member: 4002"><p>Provo a fare un breve riassunto della prima parte, qualcosa non mi ricordo e qualcosa non l'ho capito quindi abbiate pazienza, chi c'era poi può completare o correggermi. L'argomento era l'evoluzione delle metodologie di allenamento.</p><p></p><p>Prima si usava solo contakm e orologio, l'esercizio tipo era ad esempio andare 30minuti a 30km/h poi 20minuti a 40km/h e così via. Ovviamente non era un metodo molto preciso ed era difficile adattarlo ad ogni singolo atleta, era difficile essere in forma nel momento della stagione in cui serviva.</p><p>In un secondo momento è apparso il cardio e con lui si è iniziato ad affermare il concetto di soglia, le varie zone in cui è meglio lavorare per migliorare determinate caratteristiche e in generale si è riuscito a impostare in modo più preciso il lavoro per ogni singolo atleta.</p><p>Infine sono arrivati i vari misuratori di potenza, in un primo momento è sembrato che potessero essere usati da soli ma poi si è visto che non è così, ci ha fatto un esempio: immaginiamo che un corridore debba allenarsi per delle volate ad una determinata potenza X, l'atleta questa potenza la riesce a raggiungere a inizio allenamento ma magari dopo aver fatto 2 ore di fondo riesce solo ad arrivare a X-20watt, vuol dire che a fine allenamento non stà lavorando nella stessa zona? Oppure signifaca che oltre ai watt è importante valutare altri fattori? </p><p>Alla fine quel poco che ho capito è che cardio e misuratore di potenza sono complementari e secondo la sua esperienza uno diventa prevalente sull'altro a seconda se si stia lavorando a bassa (cardio) o alta intensità (misuratore di potenza).</p><p></p><p>Sulla seconda parte che riguardava l'alimentazione ho capito ben poco, giusto qualche concetto straripetuto quindi preferisco che siano altre a parlarne.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="geminiani, post: 1409756, member: 4002"] Provo a fare un breve riassunto della prima parte, qualcosa non mi ricordo e qualcosa non l'ho capito quindi abbiate pazienza, chi c'era poi può completare o correggermi. L'argomento era l'evoluzione delle metodologie di allenamento. Prima si usava solo contakm e orologio, l'esercizio tipo era ad esempio andare 30minuti a 30km/h poi 20minuti a 40km/h e così via. Ovviamente non era un metodo molto preciso ed era difficile adattarlo ad ogni singolo atleta, era difficile essere in forma nel momento della stagione in cui serviva. In un secondo momento è apparso il cardio e con lui si è iniziato ad affermare il concetto di soglia, le varie zone in cui è meglio lavorare per migliorare determinate caratteristiche e in generale si è riuscito a impostare in modo più preciso il lavoro per ogni singolo atleta. Infine sono arrivati i vari misuratori di potenza, in un primo momento è sembrato che potessero essere usati da soli ma poi si è visto che non è così, ci ha fatto un esempio: immaginiamo che un corridore debba allenarsi per delle volate ad una determinata potenza X, l'atleta questa potenza la riesce a raggiungere a inizio allenamento ma magari dopo aver fatto 2 ore di fondo riesce solo ad arrivare a X-20watt, vuol dire che a fine allenamento non stà lavorando nella stessa zona? Oppure signifaca che oltre ai watt è importante valutare altri fattori? Alla fine quel poco che ho capito è che cardio e misuratore di potenza sono complementari e secondo la sua esperienza uno diventa prevalente sull'altro a seconda se si stia lavorando a bassa (cardio) o alta intensità (misuratore di potenza). Sulla seconda parte che riguardava l'alimentazione ho capito ben poco, giusto qualche concetto straripetuto quindi preferisco che siano altre a parlarne. [/QUOTE]
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