Ti sei perso l'inizio del discorso. La domanda era: cosa deve fare uno per emozionare. Risposta: sorprendere, non seguire un protocollo studiato a tavolino. Lo scorso anno Froome a Bardonecchia ha sorpreso (mi auguro che almeno su questo si sia quasi tutti d'accordo). Però sappiamo che quello che ha fatto se lo erano studiato. E pure nei minimi particolari. Poi lui ci ha messo 350 w medi per 80 km e 2500 d+. Lì ovviamente merito della scialappa.
Bernal direi che ha sorpreso. Ha 22 anni. Ha messo in riga tutti i migliori a 22 anni (tranne Froome e Dumoulin, ma mica colpa sua). Gente più esperta e titolata. E' scattato ai meno 3 dalla vetta della tappa vinta da Quintana. Era previsto dai divanari o è stata una emozione? (tranne che per gli anti Ineos che è stato un colpo al cuore, tutto sommato è emozione anche quella). era già scattato il giorno prima appresso a Pinot. Nella tappa poi mozzata è partito da solo ai -5 della penultima salita. Mancavano 40 km al traguardo. Un 22enne che parte da solo a 40 km dal traguardo, non carneade, ma secondo della generale, da 1' a tutti e 2' alla maglia gialla, non sorprende? Non emoziona? Ne prendo atto.
Poi magari per una tappa da 59 km in telecronaca sembra che abbia segnato Tardelli alla Germania Ovest, ma questo è altro discorso.
Cosa altro poteva dire Brailsford? Stavamo lì, la sera giocavamo alla Play e ai corridori dicevo, mangiate quel che vi piace, andate in disco, tornate quando vi pare e domani in gara se vi parte l'embolo scattate sennò statevene a ruota e pascolate? Ha detto l'ovvio, ma che non prescinde dal dare emozioni, perchè quello che loro pianificano a tavolino, poi bisogna metterlo in atto e ci sono pure gli avversari che mica son sempre d'accordo. E il pubblico questo non lo sa e si sorprende ed emoziona.