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Metodologie di allenamento
37 anni infartuato con stent
Testo
<blockquote data-quote="ischemia" data-source="post: 5543057" data-attributes="member: 90181"><p>Dato che mi sono appena iscritto al forum (ma lo seguo già da un po'), colgo l'occasione per presentarmi.</p><p>Ho 53 anni, vivo al Nord, pratico il ciclismo su strada da alcuni mesi in seguito a gravi problemi cardiaci (2 infarti) e su consiglio (leggi IMPOSIZIONE) del mio cardiologo. In precedenza avevo praticato la boxe e l'escursionismo in montagna.</p><p></p><p>Ho scoperto questa discussione stamattina e l'ho "divorata".</p><p>Rispetto all'esperienza personale, noto negli utenti una certa difficoltà a rendersi conto della natura del problema, in particolare là dove si dice "segui le indicazioni del cardiologo".</p><p>In realtà il cardiologo dice genericamente di aumentare la resistenza evitando "lavori massimali in apnea".</p><p>Il problema quindi è COME raggiungere questo risultato.</p><p>E bisogna altresì tenere presente che l'espressione "frequenza allenante a 130 bpm" non ha più nessun senso per un infartuato che assume 2 pastiglie di beta bloccante al giorno e che non può (neanche volendo) superare i 100 bpm (il betabloccante funziona come un vero e proprio limitatore che taglia l'afflusso di sangue ai muscoli non appena si oltrepassa quella soglia).</p><p>Di conseguenza bisogna ripensare lo schema di allenamento in modo da ottenere tutta la resistenza e tutta la potenza che si possono ottenere in un range compreso tra 50 bpm (frequenza a riposo) e 100 bpm (soglia determinata chimicamente dal beta bloccante).</p><p>In altre parole bisogna modificare il "motore" per farlo funzionare non più come un motore di Formula 1 ma come un motore di trattore.</p><p>Come si può ottenere questo risultato?</p><p>La risposta non la può dare un cardiologo ma un allenatore.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ischemia, post: 5543057, member: 90181"] Dato che mi sono appena iscritto al forum (ma lo seguo già da un po'), colgo l'occasione per presentarmi. Ho 53 anni, vivo al Nord, pratico il ciclismo su strada da alcuni mesi in seguito a gravi problemi cardiaci (2 infarti) e su consiglio (leggi IMPOSIZIONE) del mio cardiologo. In precedenza avevo praticato la boxe e l'escursionismo in montagna. Ho scoperto questa discussione stamattina e l'ho "divorata". Rispetto all'esperienza personale, noto negli utenti una certa difficoltà a rendersi conto della natura del problema, in particolare là dove si dice "segui le indicazioni del cardiologo". In realtà il cardiologo dice genericamente di aumentare la resistenza evitando "lavori massimali in apnea". Il problema quindi è COME raggiungere questo risultato. E bisogna altresì tenere presente che l'espressione "frequenza allenante a 130 bpm" non ha più nessun senso per un infartuato che assume 2 pastiglie di beta bloccante al giorno e che non può (neanche volendo) superare i 100 bpm (il betabloccante funziona come un vero e proprio limitatore che taglia l'afflusso di sangue ai muscoli non appena si oltrepassa quella soglia). Di conseguenza bisogna ripensare lo schema di allenamento in modo da ottenere tutta la resistenza e tutta la potenza che si possono ottenere in un range compreso tra 50 bpm (frequenza a riposo) e 100 bpm (soglia determinata chimicamente dal beta bloccante). In altre parole bisogna modificare il "motore" per farlo funzionare non più come un motore di Formula 1 ma come un motore di trattore. Come si può ottenere questo risultato? La risposta non la può dare un cardiologo ma un allenatore. [/QUOTE]
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