Da come parlate è chiaro che non vi siete mai occupati di organizzare una gara, men che meno una granfondo. Lo dico col massimo rispetto, senza ombra di supponenza da parte mia, ma essere ciclisti e conoscere a menadito le strade della zona non ha niente a che vedere con l'organizzazione di una granfondo. Un conto è passarci in venti, un conto in mille, con magari gli ultimi che anziché pensare alla gara pensano alle foto da far vedere a casa. L'organizzatore si deve preoccupare soprattutto degli ultimi e che problemi gli daranno.
Il fatto che il 99% dei ciclisti della zona pensa che la cosa fosse possibile non conta una beata mazza e, sinceramente, quello che dice il 99% dei ciclisti che manco sa dove si inizia ad organizzare una granfondo vale meno di zero. Alla fine conta solo quello che si può
fare e non quello che
si potrebbe fare.
Lo sanno loro che ogni piccola variazione va comunicata alla Polizia Stradale, alla Provincia, al Comune, alla Prefettura, con tanto di tabella oraria e raccomandate al seguito? O pensano che si vada in Provincia e si dica: «Va be', domenica passiamo di qui e siamo tutti contenti.»? Non è come quando si esce la domenica e si cambiano i giri perché si è stanchi o a qualcuno è venuto il mal di pancia. Ci sono tempi tecnici che vanno rispettati. E personalmente, vedo molto difficile cambiare un percorso a dieci giorni, a meno che non ti chiami Maratona delle Dolomiti,
Sportful o 9 Colli. Tanto per dire, alcuni anni fa, alla 9 Colli permisero lo svolgimento della gara, sebbene fosse giorno di elezioni, cosa non permessa a tutte le altre gare. Quindi se hai 10 mila iscritti puoi permetterti certe cose che con mille non puoi fare.
Passo e chiudo.