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"5 Km + 5: un test per tutti gli amici del forum"
Testo
<blockquote data-quote="MrSpock" data-source="post: 2235094" data-attributes="member: 11324"><p>Dal punto di vista puramente fisico e velocistico la prestazione migliore, a parità di potenza media espressa, è quella a potenza costante (Che non coincide automaticamente con una velocità costante).</p><p>Mi spiego con un esempio. Facendo lo stesso percorso e nelle stesse condizioni :</p><p> </p><p>(1) 20 Km a 400w.</p><p>(2) 10 Km a 450w, 10 Km 350w.</p><p>(3) 5 Km a 420w, 5 Km a 380w, 5 Km a 440w, 5Km a 360w.</p><p> </p><p>(1) arriva prima di (2) e (3) pur avendo espresso tutt'e tre la stessa potenza media.</p><p> </p><p>Il modo migliore sarebbe quindi valutare o calcolare in base a dei test quale sia la potenza critica sostenibile per un certo tempo e applicarla, tenendo conto comunque che il giorno della gara si potrebbe "averne di più" o "averne di meno" e quindi di doversi comunque adeguare in corso d'opera.</p><p>Io nei vari test che ho fatto in passato sulle varie potenze critiche da 15" a 1', 5', 8', 20' e 60' (sui rulli) ho sempre fatto così. Con un po' di esperienza e mestiere si impara a tenere la potenza molto costante. Certo è che sui rulli è molto più facile farlo che su strada.</p><p> </p><p>Tutto parte comunque dal presupposto che generare una potenza costante o variabile sia la stessa cosa per chi la produce (cosa probabile per un motore, ma non affatto scontata per un uomo).</p><p> </p><p>Nella realtà per l'uomo non è detto che dal punto di vista del nostro "fisico" esprimere una potenza costante sia la cosa migliore in quanto è noto che la potenza fisicamente esprimibile nel tempo durante la pedalata scenda tipicamente con un curva logaritmica (a meno ovviamente di tirare troppo scoppiando o di tirare troppo poco).</p><p> </p><p>Ma qui mi fermo perchè ci vorrebbe il parere di un preparatore che abbia fatto studi specifici sul rendimento umano in varie condizioni di pedalata.</p><p> </p><p>Massimo</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="MrSpock, post: 2235094, member: 11324"] Dal punto di vista puramente fisico e velocistico la prestazione migliore, a parità di potenza media espressa, è quella a potenza costante (Che non coincide automaticamente con una velocità costante). Mi spiego con un esempio. Facendo lo stesso percorso e nelle stesse condizioni : (1) 20 Km a 400w. (2) 10 Km a 450w, 10 Km 350w. (3) 5 Km a 420w, 5 Km a 380w, 5 Km a 440w, 5Km a 360w. (1) arriva prima di (2) e (3) pur avendo espresso tutt'e tre la stessa potenza media. Il modo migliore sarebbe quindi valutare o calcolare in base a dei test quale sia la potenza critica sostenibile per un certo tempo e applicarla, tenendo conto comunque che il giorno della gara si potrebbe "averne di più" o "averne di meno" e quindi di doversi comunque adeguare in corso d'opera. Io nei vari test che ho fatto in passato sulle varie potenze critiche da 15" a 1', 5', 8', 20' e 60' (sui rulli) ho sempre fatto così. Con un po' di esperienza e mestiere si impara a tenere la potenza molto costante. Certo è che sui rulli è molto più facile farlo che su strada. Tutto parte comunque dal presupposto che generare una potenza costante o variabile sia la stessa cosa per chi la produce (cosa probabile per un motore, ma non affatto scontata per un uomo). Nella realtà per l'uomo non è detto che dal punto di vista del nostro "fisico" esprimere una potenza costante sia la cosa migliore in quanto è noto che la potenza fisicamente esprimibile nel tempo durante la pedalata scenda tipicamente con un curva logaritmica (a meno ovviamente di tirare troppo scoppiando o di tirare troppo poco). Ma qui mi fermo perchè ci vorrebbe il parere di un preparatore che abbia fatto studi specifici sul rendimento umano in varie condizioni di pedalata. Massimo [/QUOTE]
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