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"5 Km + 5: un test per tutti gli amici del forum"
Testo
<blockquote data-quote="MrSpock" data-source="post: 2330324" data-attributes="member: 11324"><p>Ci mancherebbe che fosse il contrario. Il PT misura una grandezza fisica reale, non entra di certo nel merito di chi la produce, per quanto tempo la produce o perchè la produce (a dire il vero il PT misura Forza e Cadenza e poi calcola una Potenza).</p><p>300w sono 300w, anche fosse un motore a produrli, non sono tempo-varianti o alteta-varianti.</p><p>Per di più nel caso di SRM e PT sono misurati sulle pedivelle o sul mozzo, quindi è potenza "effettiva" utile (a meno delle perdite meccaniche rimanenti).</p><p> </p><p></p><p></p><p> </p><p>Le due frasi in grassetto si contraddicono a vicenda.</p><p>Qui sta il difetto del tuo ragionamento che dice una cosa potenzialmente vera, ma spiegata in modo errato e non sensato dal punto di vista della fisica.</p><p>Se sotto sforzo l'ipotetico atleta che produce 300w costanti a un certo punto inizia a scomporsi facendo oscillare la bicicletta e mantenendo una posizione meno aerodinamica (ma continuando a produrre 300w) cambiano eccome le condizioni esterne : cambia sicuramente il Cx aerodinamico e aumentano le potenze disperse per movimenti non necessari della bicicletta andando quindi diminuire la potenza utile che si traduce in velocità. Ma letto in questo modo non c'è alcuna contraddizione : 300w sono 300w e a parità *veramente* di condizioni esterne produrranno *sempre* la stessa velocità anche dopo 1h, 10h o 1000 anni.</p><p> </p><p>Se poi c'è chi ad esempio in una cronometro non riesce a mantenere la posizione ideale per tutta la gara è un problema intrinseco dell'atleta (o un atleta che va semplicemente oltre le proprie possibilità) e non una dimostrazione che "300w del primo km sono più veloci di 300w all'ultimo km a parità di condizioni esterne" che di per sè è un non senso fisico.</p><p> </p><p>Per inciso comunque io non vedo Cancellara o altri veri cronomen scomporsi nella seconda metà della gara.</p><p> </p><p>Questo solo per precisare, altrimenti passano messaggi sbagliati su ipotetici legami non ben chiari tra la potenza che uno sviluppa e la velocità prodotta su strada, quando in realtà la fisica che ne regola il funzionamento è perfettamente chiara, bisogna solo applicarla correttamente.</p><p> </p><p>Massimo</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="MrSpock, post: 2330324, member: 11324"] Ci mancherebbe che fosse il contrario. Il PT misura una grandezza fisica reale, non entra di certo nel merito di chi la produce, per quanto tempo la produce o perchè la produce (a dire il vero il PT misura Forza e Cadenza e poi calcola una Potenza). 300w sono 300w, anche fosse un motore a produrli, non sono tempo-varianti o alteta-varianti. Per di più nel caso di SRM e PT sono misurati sulle pedivelle o sul mozzo, quindi è potenza "effettiva" utile (a meno delle perdite meccaniche rimanenti). Le due frasi in grassetto si contraddicono a vicenda. Qui sta il difetto del tuo ragionamento che dice una cosa potenzialmente vera, ma spiegata in modo errato e non sensato dal punto di vista della fisica. Se sotto sforzo l'ipotetico atleta che produce 300w costanti a un certo punto inizia a scomporsi facendo oscillare la bicicletta e mantenendo una posizione meno aerodinamica (ma continuando a produrre 300w) cambiano eccome le condizioni esterne : cambia sicuramente il Cx aerodinamico e aumentano le potenze disperse per movimenti non necessari della bicicletta andando quindi diminuire la potenza utile che si traduce in velocità. Ma letto in questo modo non c'è alcuna contraddizione : 300w sono 300w e a parità *veramente* di condizioni esterne produrranno *sempre* la stessa velocità anche dopo 1h, 10h o 1000 anni. Se poi c'è chi ad esempio in una cronometro non riesce a mantenere la posizione ideale per tutta la gara è un problema intrinseco dell'atleta (o un atleta che va semplicemente oltre le proprie possibilità) e non una dimostrazione che "300w del primo km sono più veloci di 300w all'ultimo km a parità di condizioni esterne" che di per sè è un non senso fisico. Per inciso comunque io non vedo Cancellara o altri veri cronomen scomporsi nella seconda metà della gara. Questo solo per precisare, altrimenti passano messaggi sbagliati su ipotetici legami non ben chiari tra la potenza che uno sviluppa e la velocità prodotta su strada, quando in realtà la fisica che ne regola il funzionamento è perfettamente chiara, bisogna solo applicarla correttamente. Massimo [/QUOTE]
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