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Giro d'Italia
7° tappa Giro 2012, Recanati - Rocca di Cambio 205km
Testo
<blockquote data-quote="anenkim" data-source="post: 3580697" data-attributes="member: 12366"><p>tornando alla tappa di ieri</p><p><strong></strong></p><p><strong>GIRO. Cavendish, lelicottero e quei 15 chilometri di scandalo</strong></p><p></p><p></p><p></p><p>Voci di popolo, voci di dio. Voci di sospetti, mugugni, insofferenze. E come un anno fa dopo la tappa dellEtna, al centro delle voci cè Mark Cavendish. Già il campione del mondo che ieri si è salvato, con i suoi sette compagni di gruppetto, per meno di 40 secondi dalla mannaia del tempo massimo.</p><p>I mugugni riguardano proprio gli ultimi 15 chilometri della tappa del campione del mondo: quando lelicottero della Rai inquadra il plotoncino mancano ancora 15 chilometri al traguardo e il distacco è superiore dei diciotto minuti. Il conto è presto fatto: 16 minuti per fare 15 chilometri fanno una media degna di una moto. Se ne accorge dal camion regia Auro Bulbarelli che infatti appare in collegamento (non lo faceva al Giro dalla terza tappa dello scorso anno, quando ebbe il triste compito di annunciare la scomparsa di Wouter Weylandt) e dà lallarme, se ne accorge subito Beppe Conti che di esperienza ne ha da vendere e chiede subito giustizia e applicazione dei regolamenti.</p><p>Alessandra De Stefano cavalca largomento, segnala addirittura come «Mauro Vegni si stia dando da fare perché perdere il campione del mondo non sarebbe bello», si comincia a parlare di discrezionalità della giuria nellapplicare il tempo massimo in una corsa tanto dura, poi dincanto lelicottero della Rai è costretto a fermarsi «perché ha finito la benzina» ed i nostri eroi del pedale riappaiono solo in fondo al rettilineo darrivo, pronti a tagliare il traguardo con Mark Cavendish in prima fila a 3312 dal vincitore, giusto un soffio dentro il tempo massimo, calcolato per lesattezza in 3353&#8243;.</p><p>La carovana non ci sta, la carovana mugugna, la carovana stavolta è contro Cavendish.</p><p>Il tanto bistrattato Andrea Guardini, accusato di staccarsi sul primo cavalcavia e di non saper soffrire in salita, è arrivato a 2828, ampiamente nei tempi. E Roberto Ferrari con Chicchi e Demare a 2353, Goss, Modolo, Hunter e Nizzolo a 2111.</p><p>Nessuno accusa a chiare lettere, nessuno apre le virgolette ma questo Cavendish non ci piace e questo modo di agire nei suoi confronti ancora meno. Anche perché il campione del mondo lunedì sarà ancora a mettere in fila quelli che hanno fatto più fatica di lui per rientrare nelle regole: vincerà e saranno tutti là a rendergli omaggio. Ma saranno vittorie con unombra.</p><p> <em>dal nostro inviato Pier Augusto Stagi</em></p><p> da tuttobiciwe b</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="anenkim, post: 3580697, member: 12366"] tornando alla tappa di ieri [B] GIRO. Cavendish, lelicottero e quei 15 chilometri di scandalo[/B] Voci di popolo, voci di dio. Voci di sospetti, mugugni, insofferenze. E come un anno fa dopo la tappa dellEtna, al centro delle voci cè Mark Cavendish. Già il campione del mondo che ieri si è salvato, con i suoi sette compagni di gruppetto, per meno di 40 secondi dalla mannaia del tempo massimo. I mugugni riguardano proprio gli ultimi 15 chilometri della tappa del campione del mondo: quando lelicottero della Rai inquadra il plotoncino mancano ancora 15 chilometri al traguardo e il distacco è superiore dei diciotto minuti. Il conto è presto fatto: 16 minuti per fare 15 chilometri fanno una media degna di una moto. Se ne accorge dal camion regia Auro Bulbarelli che infatti appare in collegamento (non lo faceva al Giro dalla terza tappa dello scorso anno, quando ebbe il triste compito di annunciare la scomparsa di Wouter Weylandt) e dà lallarme, se ne accorge subito Beppe Conti che di esperienza ne ha da vendere e chiede subito giustizia e applicazione dei regolamenti. Alessandra De Stefano cavalca largomento, segnala addirittura come «Mauro Vegni si stia dando da fare perché perdere il campione del mondo non sarebbe bello», si comincia a parlare di discrezionalità della giuria nellapplicare il tempo massimo in una corsa tanto dura, poi dincanto lelicottero della Rai è costretto a fermarsi «perché ha finito la benzina» ed i nostri eroi del pedale riappaiono solo in fondo al rettilineo darrivo, pronti a tagliare il traguardo con Mark Cavendish in prima fila a 3312 dal vincitore, giusto un soffio dentro il tempo massimo, calcolato per lesattezza in 3353″. La carovana non ci sta, la carovana mugugna, la carovana stavolta è contro Cavendish. Il tanto bistrattato Andrea Guardini, accusato di staccarsi sul primo cavalcavia e di non saper soffrire in salita, è arrivato a 2828, ampiamente nei tempi. E Roberto Ferrari con Chicchi e Demare a 2353, Goss, Modolo, Hunter e Nizzolo a 2111. Nessuno accusa a chiare lettere, nessuno apre le virgolette ma questo Cavendish non ci piace e questo modo di agire nei suoi confronti ancora meno. Anche perché il campione del mondo lunedì sarà ancora a mettere in fila quelli che hanno fatto più fatica di lui per rientrare nelle regole: vincerà e saranno tutti là a rendergli omaggio. Ma saranno vittorie con unombra. [I]dal nostro inviato Pier Augusto Stagi[/I] da tuttobiciwe b [/QUOTE]
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