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Abbandonare il cardio e passare ai watt ?
Testo
<blockquote data-quote="all_i_need_is_bike" data-source="post: 5385146" data-attributes="member: 5183"><p>Ni: c'è comunque necessità di una certa sensibilità (derivante almeno da conoscenza ed esperienza) nella gestione delle informazioni, per apprezzare gli aspetti individuali. I riferimenti generali e generalizzati, seppur magari imprecisi per il singolo, derivano comunque da una quantificazione molto molto più oggettiva e precisa di quello che permette uno strumento che rileva solo un parametro di risposta, poco sensibile in certe zone di intensità, il cui valore assoluto non è sempre direttamente correlabile con il livello sforzo che si sta effettuando.</p><p></p><p>E' anche vero che se uno strumento ti fornisce meno dati, e punti a farci le stesse cose ottenendo gli stessi risultati (in termini di gestione dell'attività), necessariamente devi cercare di compensare con una dose certamente maggiore di conoscenza ed esperienza (come è nel tuo caso in relazione a te stesso, visto che utilizzi il cardio da più tempo), ma comunque se vai oltre quello che ti dice lo strumento rischi di fare ipotesi troppo spinte.</p><p></p><p>Ogni strumento ha i propri limiti.</p><p>Un PM che funziona correttamente produce dati con validità tale da poter seguire istantaneamente cosa sta succedendo, anche se di per sé lavora un po' a scatola nera, ovvero il numerino non dice esplicitamente tutto quello che sta succedendo all'interno e che ha prodotto quel valore.</p><p>Idem per il cardiofrequenzimetro, che ha limitazioni maggiori; la conoscenza dei limiti rientra nell'uso corretto dello strumento e definisce quello che posso fare (meno dati, meno controllo, più esperienza rischiesta, ma con molte meno certezze).</p><p>Idem per altri strumenti da campo che escono o usciranno.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="all_i_need_is_bike, post: 5385146, member: 5183"] Ni: c'è comunque necessità di una certa sensibilità (derivante almeno da conoscenza ed esperienza) nella gestione delle informazioni, per apprezzare gli aspetti individuali. I riferimenti generali e generalizzati, seppur magari imprecisi per il singolo, derivano comunque da una quantificazione molto molto più oggettiva e precisa di quello che permette uno strumento che rileva solo un parametro di risposta, poco sensibile in certe zone di intensità, il cui valore assoluto non è sempre direttamente correlabile con il livello sforzo che si sta effettuando. E' anche vero che se uno strumento ti fornisce meno dati, e punti a farci le stesse cose ottenendo gli stessi risultati (in termini di gestione dell'attività), necessariamente devi cercare di compensare con una dose certamente maggiore di conoscenza ed esperienza (come è nel tuo caso in relazione a te stesso, visto che utilizzi il cardio da più tempo), ma comunque se vai oltre quello che ti dice lo strumento rischi di fare ipotesi troppo spinte. Ogni strumento ha i propri limiti. Un PM che funziona correttamente produce dati con validità tale da poter seguire istantaneamente cosa sta succedendo, anche se di per sé lavora un po' a scatola nera, ovvero il numerino non dice esplicitamente tutto quello che sta succedendo all'interno e che ha prodotto quel valore. Idem per il cardiofrequenzimetro, che ha limitazioni maggiori; la conoscenza dei limiti rientra nell'uso corretto dello strumento e definisce quello che posso fare (meno dati, meno controllo, più esperienza rischiesta, ma con molte meno certezze). Idem per altri strumenti da campo che escono o usciranno. [/QUOTE]
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