Ti posso garantire per esperienza personale che qualche anno fa i giudici di gara allora UDACE chiedevano spiegazioni anche agli atleti allora UDACE: è successo a me, mi avevano sbagliato la data sul tesserino e sono andato in giro per diversi mesi con copia del certificato per non avere problemi. Comunque non mi sembra abbiano scritto 'non facciamo partire nessuno', ma semplicemente 'presentatevi col certificato'. E comuque quand'anche da organizzatore ti trovassi un giudice (di tribunale) che alla fine ti dichiara esente da colpe (le sentenze da noi anche se indicative non fanno giurisprudenza come nel mondo anglosassone, quindi la cosa è possibile), per arrivare all'assoluzione devi spendere un bel po' di soldini e trovarti un buon avvocato e comunque ti fai un gran sangue marcio (ti ricordo che Tortora è morto dopo l'assoluzione) e d'altra parte se la moglie o i figli di uno di noi che decede denunciano tra gli altri l'organizzatore, o ti sei parato ben bene il di dietro per puntare all'immediata archiviazione o rischi di finire nelle mani delle interpretazioni del sostituto procuratore di turno. Poi se mi si dice che il problema è all'attenzione del Coni che non ha ancora combinato niente, bhe, non mi sembra proprio una scusa decente
a volte sembri voler prenderci per esaurimento
In merito alla responsabilita' del presidente per la idoneita' agonistica del suo tesserato e la mancanza di relativi problemi per il comitato organizzatore penso che la situazione sia oramai chiara a tutti, fa testo l'ottima sintesi tombale fornita di crisso.
Come mi sembra stabilita che la grana calcistica citata da Negri non e' pertinente allo scenario ciclistico, ove le gare sono dichiaratamente agonistiche e le tessere riportano (o negano) lo status di agonista.
Di grane nell'attuale legge ce ne sono, come avevo detto in partenza, in particolare l'eccessivo carico di responsabilita' sul presidente e le scadenze indipendenti di certificato e tessera. Non nascono da ambiguita' nella legge, se non in piccola parte (per esempio la imprecisa definizione di attivita' agonistica, come rilevata dalla Cassazione, o la mancata equiparazione di manifestazioni non competitive ma gravose come le randonnee o le utratrail ). Sono comunque grane da risolvere a livello governo e CONI. Come notato da dogmafpx, sono vent'anni che procediamo cosi', ma non vuole dire che non si potrebbe migliorare, anche con interventi relativamente semplici e poco controversi - per esempio portare la scadenza del certificato a 15 mesi in modo di poter concedere la tessera solo a chi ha copertura per tutto l'anno in corso.
La tessera FIDAL funziona che ad inizio di ogni anno il presidente controlla il certificato, il pagamento ecc. e poi' rinnova direttamente on-line il tesseramento dell'atleta, inserendo anche gli estremi del certificato. Non ci sono ambiguita' in gare FIDAL perche' le iscrizioni sono sempre filtrate on-line per escludere atleti fuori regolamento o sospese o con tesseramento non in regola. I problemi nascono solo quando atleti FIDAL partecipano a gare degli EPS, in quel caso talvolta viene chiesto di mostrare una stampa del rinnovo on-line.Mhs, io non so come funzioni lì da voi, io faccio attività agonistica da quando avevo 13 anni ancora da compiere, ho fatto ciclismo fino a diciott'anni, ho fatto atletica ed ho rifatto ciclismo.
Dalla maggiore età, quanto sopra l'ho fatto spesso e volentieri lontano dal presidente della mia società.
Tolte l'attività giovanile, io avevo il tesserino e ci facevo i miei cosidetti comodi, e, tali comodi, per motivi contingenti mi hanno portato ad avere la scadenza della visita a metà maggio, con, in atletica l'attività indoor che iniziava a gennaio, quindi solitamente mi davano il tesserino e mi rammentavano che dovevo fare le visite entro scadenza: io ero corretto e cercavo di non sgarrare, le persone che mi gestivano si fidavano. nessuno era in gradio di impedirmi, da tesserato, chessò, del cus pavia, con tesserino rilasciato ad inizio anno, a giugno, di presentarmi ad una gara a Livorno senza aver fatto la visita medica.
Una decina di anni fa ho smesso di fare atletica ed ho iniziato a fare cioclismo, il primo anno avevo la scadenza visita vecchia, quindi a marzo mi hanno fatto il tesserino, poi a maggio ho smesso per motivi lavoro, ed ho dimenticato la bici per diversi mesi, ma nessuno mi ha chiesto indietro la tessera, quando ho ricominciato ad andare in bici, ad ottobre avrei potuto fare qualsiasi cosa, chi me lo impediva? Veramente da voi i presidenti delle società vanno a dare la caccia agli atleti?
Ti aggiungo: in tasca ho un tesserrino FIDAL, non so se con FCI funziona uguale, il tesserino non ha scadenza io ad inizio anno ho portato il certificato alla persona che si occupa delle pratiche per la società ma se non lo avessi fatto, il tesserino rimaneva nelle mie tasche, chi mi impediva di cercarmi una gara master e di correrla?
Poi sei libero di credere che le cose siano belle limpide, va tutto bene fino a che non arriva l'informazione di garanzia, da lì in poi si scoprono altre realtà
La tessera FCI invece e' a scadenza annuale, riporta la societa' e l'anno, cambia persino colore ogni anno.
