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Metodologie di allenamento
Agilità? Solo per pochi (forse)
Testo
<blockquote data-quote="green dolphin" data-source="post: 3733527" data-attributes="member: 7692"><p>Intanto l'agilità, oltre che essere una caratteristica, va allenata: quindi di per sé non vuol dire nulla che tu non riesca a sostenerla e che ti trovi meglio a cadenze basse. Anzi vuol dire una cosa soltanto, che al momento non sei abituato ad andare agile.</p><p> </p><p>Ovvio che in situazioni come una salita con pendenza fino all'8% circa, ed in tutti quei casi in cui è più proficuo per il sistema atleta "pedalare di rapporto", come in pianura per tenere la velocità costante, se cerchi di produrre la stessa velocità con un rapporto più agile, avrai che i mucoli delle gambe saranno meno sollecitati rispetto ad un rapporto duro. Di contro però, se non sei abituato, il cuore sarà più alto e lo sforzo percepito e la fatica maggiori.</p><p> </p><p>La potenza di cui si parla sopra è un'inesattezza: la potenza espressa in watt che puoi esprimere sui pedali e che serve per muovere l'insieme uomo/bici è la stessa sia che tu stia pedalando a 100 o a 70 rpm, a parità di velocità. Diverso sarà l'uso della muscolatura e della pura forza applicata alle leve per ottenere il risultato.</p><p> </p><p>Sono dell'avviso che ognuno deve trovare la propria cadenza ideale, per massimizzare la potenza e la velocità media, dosando lo sforzo in modo da poter protrarre a lungo (quanto necessario da una gara/allenamento) la situazione di più alta intensità sostenibile. Quando a 100 rpm farai la stessa velocità che fai in pianura stando a 80-85, e riuscirai a mantenerre quella velocità per lo stesso lasso di tempo, con lo stesso impegno fisico (misurabile anche con un cardio, sarebbe meglio), allora scoprirai e potrai dire che è meglio andare agili, poiché avrai risparmiato un po' i muscoli è avrai portato più ossigeno ad essi (le contrazioni lente non sono l'ideale).</p><p> </p><p>Ma bisogna allenarsi a farlo, a volte potrebbe volerci una stagione intera.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="green dolphin, post: 3733527, member: 7692"] Intanto l'agilità, oltre che essere una caratteristica, va allenata: quindi di per sé non vuol dire nulla che tu non riesca a sostenerla e che ti trovi meglio a cadenze basse. Anzi vuol dire una cosa soltanto, che al momento non sei abituato ad andare agile. Ovvio che in situazioni come una salita con pendenza fino all'8% circa, ed in tutti quei casi in cui è più proficuo per il sistema atleta "pedalare di rapporto", come in pianura per tenere la velocità costante, se cerchi di produrre la stessa velocità con un rapporto più agile, avrai che i mucoli delle gambe saranno meno sollecitati rispetto ad un rapporto duro. Di contro però, se non sei abituato, il cuore sarà più alto e lo sforzo percepito e la fatica maggiori. La potenza di cui si parla sopra è un'inesattezza: la potenza espressa in watt che puoi esprimere sui pedali e che serve per muovere l'insieme uomo/bici è la stessa sia che tu stia pedalando a 100 o a 70 rpm, a parità di velocità. Diverso sarà l'uso della muscolatura e della pura forza applicata alle leve per ottenere il risultato. Sono dell'avviso che ognuno deve trovare la propria cadenza ideale, per massimizzare la potenza e la velocità media, dosando lo sforzo in modo da poter protrarre a lungo (quanto necessario da una gara/allenamento) la situazione di più alta intensità sostenibile. Quando a 100 rpm farai la stessa velocità che fai in pianura stando a 80-85, e riuscirai a mantenerre quella velocità per lo stesso lasso di tempo, con lo stesso impegno fisico (misurabile anche con un cardio, sarebbe meglio), allora scoprirai e potrai dire che è meglio andare agili, poiché avrai risparmiato un po' i muscoli è avrai portato più ossigeno ad essi (le contrazioni lente non sono l'ideale). Ma bisogna allenarsi a farlo, a volte potrebbe volerci una stagione intera. [/QUOTE]
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