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Agilità? Solo per pochi (forse)
Testo
<blockquote data-quote="Shinkansen" data-source="post: 5189882" data-attributes="member: 3881"><p>Non sono un preparatore perciò tutto quello che dico si basa sulla mia esperienza e potrebbe non essere del tutto corretto.</p><p>Premesso questo, faccio un'altra premessa <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" />: è normale che chi è abituato a pedalare agile si trovi a mal partito di fronte ad una riduzione delle rivoluzioni. Si lavora muscolarmente e si ha la sensazione di fare pesi.</p><p>Di per sé andare molto agile non è un gran problema (affatto, si risparmia la gamba), ma potrebbe esserlo nel caso ci si trovi di fronte ad una velocità al limite delle nostre possibilità e fosse per noi impossibile aumentare ancora le rpm. Effetto spinning, lo chiamo io: elevatissima agilità ma scarsa forza e potenza limitata.</p><p>Da qui a metà giugno c'è tutto il tempo per aumentare la forza e trasformarla in potenza. Sempreché tu ne abbia davvero bisogno. Devi valutare se in gruppo ti senti sempre impiccato o semplicemente a tuo agio, ma incapace di aumentare le rpm per un'azione più efficace. </p><p>Nel primo caso vai troppo agile e più che dominarlo il ritmo lo subisci. E, secondo me, va rivisto il concetto di agilità in sé: rapporti e rpm.</p><p>Nel secondo la situazione è migliore, ma un po' di forza non la disdegnerei. E mi metterei al lavoro in modo da averla metabolizzata per la fine di maggio e non ritrovarmi con le gambe imballate a ridosso della prima gara.</p><p>Se la forza la trasformi in potenza, agilizzandola, ottieni due vantaggi:</p><ul> <li data-xf-list-type="ul">possibilità di utilizzare un rapporto più duro senza per questo soffrire di mal di gambe, situazione abbastanza comune in gara</li> <li data-xf-list-type="ul">possibilità di aumentare le rpm a parità di rapporto (sempreché il tuo fisico lo regga. Occorre tenere presente che ogni fisico ha un proprio livello ottimale e un numero massimo di rpm che possiamo sostenere. Quel che va bene per te potrebbe essere troppo per me)</li> </ul></blockquote><p></p>
[QUOTE="Shinkansen, post: 5189882, member: 3881"] Non sono un preparatore perciò tutto quello che dico si basa sulla mia esperienza e potrebbe non essere del tutto corretto. Premesso questo, faccio un'altra premessa :mrgreen:: è normale che chi è abituato a pedalare agile si trovi a mal partito di fronte ad una riduzione delle rivoluzioni. Si lavora muscolarmente e si ha la sensazione di fare pesi. Di per sé andare molto agile non è un gran problema (affatto, si risparmia la gamba), ma potrebbe esserlo nel caso ci si trovi di fronte ad una velocità al limite delle nostre possibilità e fosse per noi impossibile aumentare ancora le rpm. Effetto spinning, lo chiamo io: elevatissima agilità ma scarsa forza e potenza limitata. Da qui a metà giugno c'è tutto il tempo per aumentare la forza e trasformarla in potenza. Sempreché tu ne abbia davvero bisogno. Devi valutare se in gruppo ti senti sempre impiccato o semplicemente a tuo agio, ma incapace di aumentare le rpm per un'azione più efficace. Nel primo caso vai troppo agile e più che dominarlo il ritmo lo subisci. E, secondo me, va rivisto il concetto di agilità in sé: rapporti e rpm. Nel secondo la situazione è migliore, ma un po' di forza non la disdegnerei. E mi metterei al lavoro in modo da averla metabolizzata per la fine di maggio e non ritrovarmi con le gambe imballate a ridosso della prima gara. Se la forza la trasformi in potenza, agilizzandola, ottieni due vantaggi: [LIST] [*]possibilità di utilizzare un rapporto più duro senza per questo soffrire di mal di gambe, situazione abbastanza comune in gara [*]possibilità di aumentare le rpm a parità di rapporto (sempreché il tuo fisico lo regga. Occorre tenere presente che ogni fisico ha un proprio livello ottimale e un numero massimo di rpm che possiamo sostenere. Quel che va bene per te potrebbe essere troppo per me) [/LIST] [/QUOTE]
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