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Allenamento
Metodologie di allenamento
Alla fine vincerà chi avrà CUORE !!!
Testo
<blockquote data-quote="sepica" data-source="post: 3925817" data-attributes="member: 2116"><p>A parte certe considerazioni che quelle si sono da ubriaco.</p><p></p><p>Cerco di sviluppae piu compiutamente la mia teoria, che se evidentemente lho postata era appunto per essere argomentata da tutti.</p><p></p><p>Nella mia difficoltà di esprimermi piu tecnicamente io penso che se un atleta ha un cuore di una determinata cilindrata puo intraprendere qualsiasi dottrina di allenamento puo seguire maniacalmente e in maniera talebana e assidua qualsiasi programma di crescita , ma purtroppo, rimarrà di quella cilindrata c'e' poco da fare.</p><p></p><p>Questo puo essere sicuramente un discorso ovvio, ma penso che bisogna capirlo piu profondamente .</p><p>Quello che un atleta con l'allenamento cerca di fare è quello di orrimizzare al massimo risultato le sue risorse che i piu esperti chiamano VO2max, ovvero la capacità di sfruttare al massimo la benzina che arriva ai propri muscoli, indipendentemente dalle sue capacit muscolari (forza).</p><p>Come sappiamo il Vo2max è data da 3 fatttori di partenza capacità cardiaca, capacità vascolare e capacità polmonare (giusto).</p><p>Va da se che se uno ha un motore cardiaco limitato, anche la sua capacità vascolare sarà dipendente dal cuore, ed infine il tutto puo essere in parte compensato da una forte capacità polmonare , ma alla fine ciò che porta l'ossigeno (energia) ai nostri muscoli è il motore cardiaco.</p><p>Se questo ha dei grandi numeri (190 200 220), sappiamo benissimo il nostro limite è spostato molto piu in alto ovvero la soglia aerobica, ovvero la soglia che ci permette di esprimerci ai massimi regimi senza intaccare nel tempo queste potenzialità (acidosi).</p><p>in altre parole un atleta allenato molto allenato ma con relative capacità cardiache puo vincerla sul breve ma alla lunga sopperirà contro chi magari è meno allenato (potenzialità) ma non intacca le sue riserve di potenza. <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/beer.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="o-o" title="Beer o-o" data-shortname="o-o" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="sepica, post: 3925817, member: 2116"] A parte certe considerazioni che quelle si sono da ubriaco. Cerco di sviluppae piu compiutamente la mia teoria, che se evidentemente lho postata era appunto per essere argomentata da tutti. Nella mia difficoltà di esprimermi piu tecnicamente io penso che se un atleta ha un cuore di una determinata cilindrata puo intraprendere qualsiasi dottrina di allenamento puo seguire maniacalmente e in maniera talebana e assidua qualsiasi programma di crescita , ma purtroppo, rimarrà di quella cilindrata c'e' poco da fare. Questo puo essere sicuramente un discorso ovvio, ma penso che bisogna capirlo piu profondamente . Quello che un atleta con l'allenamento cerca di fare è quello di orrimizzare al massimo risultato le sue risorse che i piu esperti chiamano VO2max, ovvero la capacità di sfruttare al massimo la benzina che arriva ai propri muscoli, indipendentemente dalle sue capacit muscolari (forza). Come sappiamo il Vo2max è data da 3 fatttori di partenza capacità cardiaca, capacità vascolare e capacità polmonare (giusto). Va da se che se uno ha un motore cardiaco limitato, anche la sua capacità vascolare sarà dipendente dal cuore, ed infine il tutto puo essere in parte compensato da una forte capacità polmonare , ma alla fine ciò che porta l'ossigeno (energia) ai nostri muscoli è il motore cardiaco. Se questo ha dei grandi numeri (190 200 220), sappiamo benissimo il nostro limite è spostato molto piu in alto ovvero la soglia aerobica, ovvero la soglia che ci permette di esprimerci ai massimi regimi senza intaccare nel tempo queste potenzialità (acidosi). in altre parole un atleta allenato molto allenato ma con relative capacità cardiache puo vincerla sul breve ma alla lunga sopperirà contro chi magari è meno allenato (potenzialità) ma non intacca le sue riserve di potenza. o-o [/QUOTE]
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