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<blockquote data-quote="utah" data-source="post: 1333466" data-attributes="member: 4566"><p>Ho scritto pure che sono pronto a ricredermi.</p><p>Ma non sulla base di sofismi vari, appena trovo il tempo posto le interviste dopo il Tour del 96 si quello della trasformazione di Bjarne.</p><p>Si quanto si allenava, applicazione, vita da atleta, telefonta ogni sera al preparatore ecc, ecc.</p><p>Sappiamo tutti come è andata finire 11 anni dopo. con l'ammisione spontanea di aver fatto uso di EPO.</p><p>Le storie te le fai raccontare una volta, poi ci pensi bene prima di credere a qualcuno.</p><p>Non so se riesco ad essere chiaro e poi non è neanche a colpi di querala che si guadagna credibilità, ma questa è solo una mia opinione certo.</p><p> </p><p>Il centro Mapei è stato fondato nel 1995-1996 dal dottor Squinzi, con l'obiettivo di non permettere agli atleti della propia squadra di affidarsi a preparatori esterni e di combattere il dilagante fenomeno del doping ematico, lo stesso anno persero un corridore come Romingher che non ne voleva sapere di rinunciare alle prestazioni del Dott Ferrari, mi ricordo anche che rinunciarono negli anni a venire ad altri corridori per gli stessi motivi o similari vedi un talento come Figueras.</p><p>Poi fondarono Mapei giovani, uno dei progetti piu' felici del ciclismo moderno, il progetto era buono, bastava crederci.</p><p>Visto che ormai è storia la Mapei comunque acettava, subiva? che i corridori del nucleo Belga si insomma poi si è saputo... parecchio vedi Mussew ecc ecc.</p><p>Poi nel 2002 ci fu il fataccio beccarono Garzelli che quell'anno volava positivo ad un diuretico probenecid?( na caxxata diciamolo francamente).</p><p>Personalmente ci ho visto na specie di cong..ra boh da parte dell'UCI.</p><p>Fatto stà che la Mapei se ne uscì dal ciclismo l'anno dopo.</p><p>Hanno lasciato il lavoro neanche a metà, non ho capito perchè.</p><p>Adesso lavorano con Amatori e altri sport certo ci sono delle belle professionalità all'interno ma lo scopo principale si è abortito.</p><p>Almeno io la vedo così i preparatori esterni alle squadre continuano ad esserci in barba a tutto e a tutti.</p><p>Adesso prendono Basso si i dati on line ecc ecc certo che cambiare un corridore dopo i 30 se ce la fanno sono bravi.</p><p> </p><p>Insomma la nascita e la storia del centro MAPEI l'ho seguita magari nel narrare ho scritto qualche inesatezza puo' darsi, vedete voi.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="utah, post: 1333466, member: 4566"] Ho scritto pure che sono pronto a ricredermi. Ma non sulla base di sofismi vari, appena trovo il tempo posto le interviste dopo il Tour del 96 si quello della trasformazione di Bjarne. Si quanto si allenava, applicazione, vita da atleta, telefonta ogni sera al preparatore ecc, ecc. Sappiamo tutti come è andata finire 11 anni dopo. con l'ammisione spontanea di aver fatto uso di EPO. Le storie te le fai raccontare una volta, poi ci pensi bene prima di credere a qualcuno. Non so se riesco ad essere chiaro e poi non è neanche a colpi di querala che si guadagna credibilità, ma questa è solo una mia opinione certo. Il centro Mapei è stato fondato nel 1995-1996 dal dottor Squinzi, con l'obiettivo di non permettere agli atleti della propia squadra di affidarsi a preparatori esterni e di combattere il dilagante fenomeno del doping ematico, lo stesso anno persero un corridore come Romingher che non ne voleva sapere di rinunciare alle prestazioni del Dott Ferrari, mi ricordo anche che rinunciarono negli anni a venire ad altri corridori per gli stessi motivi o similari vedi un talento come Figueras. Poi fondarono Mapei giovani, uno dei progetti piu' felici del ciclismo moderno, il progetto era buono, bastava crederci. Visto che ormai è storia la Mapei comunque acettava, subiva? che i corridori del nucleo Belga si insomma poi si è saputo... parecchio vedi Mussew ecc ecc. Poi nel 2002 ci fu il fataccio beccarono Garzelli che quell'anno volava positivo ad un diuretico probenecid?( na caxxata diciamolo francamente). Personalmente ci ho visto na specie di cong..ra boh da parte dell'UCI. Fatto stà che la Mapei se ne uscì dal ciclismo l'anno dopo. Hanno lasciato il lavoro neanche a metà, non ho capito perchè. Adesso lavorano con Amatori e altri sport certo ci sono delle belle professionalità all'interno ma lo scopo principale si è abortito. Almeno io la vedo così i preparatori esterni alle squadre continuano ad esserci in barba a tutto e a tutti. Adesso prendono Basso si i dati on line ecc ecc certo che cambiare un corridore dopo i 30 se ce la fanno sono bravi. Insomma la nascita e la storia del centro MAPEI l'ho seguita magari nel narrare ho scritto qualche inesatezza puo' darsi, vedete voi. [/QUOTE]
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