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Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 3345035" data-attributes="member: 20890"><p>dipende da punto di partenza del soggetto, eventuali deficit e obiettivi.</p><p>Tra gli atleti che seguo solo ad uno (con disabilità ciclismo LC3) in maniera specifica faccio svolgere esercizi di muscolazione agli arti inferiori poiché c'è (c'era) un deficit notevole che si poteva in parte arginare.</p><p>Un ciclista normodotato non ha in genere nessun limite nell'applicazione della forza richiesta nella pedalata (vedi post sopra), il limite è nelle capacità di lavoro in ambito aerobico (Vo2max) allenabile specificatamente con il gesto da esprimere (e che coinvolge anche aspetti neuromuscolari che le macchine per arti inferiori possono solo in parte riprendere).</p><p>Più tempo si toglie alla specificità del carico richiesto più si rischia appunto di perdere adattamento nei fattori effettivamente limitanti la prestazione.</p><p>Quello che consiglio ai "miei" atleti sono esercizi di muscolazione "core" a corpo libero e/o meglio con swissball: quanti atleti vedo e che conosco che si "ammazzano" di pressa e/o altre macchine e poi hanno magari dei disequilibri e instabilità accentuate spesso a livello di bacino (addominali/lombari) e che quindi gettano alle ortiche un'eventuale (scientificamente non provata) possibilità di trasferimento/utilità di tempo speso con esercizi muscolazione arti inferiori a DETRIMENTO di tempo applicato per mantenere/migliorare le proprie capacità aerobiche (che fanno la differenza in tutti gli ambiti di espressione prestativa >60-120'').</p><p>Altra applicazione con un buon riscontro l'ho avuta con atleti indirizzati all'esecuzione di piccola o medi (mai grande) pliometria.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 3345035, member: 20890"] dipende da punto di partenza del soggetto, eventuali deficit e obiettivi. Tra gli atleti che seguo solo ad uno (con disabilità ciclismo LC3) in maniera specifica faccio svolgere esercizi di muscolazione agli arti inferiori poiché c'è (c'era) un deficit notevole che si poteva in parte arginare. Un ciclista normodotato non ha in genere nessun limite nell'applicazione della forza richiesta nella pedalata (vedi post sopra), il limite è nelle capacità di lavoro in ambito aerobico (Vo2max) allenabile specificatamente con il gesto da esprimere (e che coinvolge anche aspetti neuromuscolari che le macchine per arti inferiori possono solo in parte riprendere). Più tempo si toglie alla specificità del carico richiesto più si rischia appunto di perdere adattamento nei fattori effettivamente limitanti la prestazione. Quello che consiglio ai "miei" atleti sono esercizi di muscolazione "core" a corpo libero e/o meglio con swissball: quanti atleti vedo e che conosco che si "ammazzano" di pressa e/o altre macchine e poi hanno magari dei disequilibri e instabilità accentuate spesso a livello di bacino (addominali/lombari) e che quindi gettano alle ortiche un'eventuale (scientificamente non provata) possibilità di trasferimento/utilità di tempo speso con esercizi muscolazione arti inferiori a DETRIMENTO di tempo applicato per mantenere/migliorare le proprie capacità aerobiche (che fanno la differenza in tutti gli ambiti di espressione prestativa >60-120''). Altra applicazione con un buon riscontro l'ho avuta con atleti indirizzati all'esecuzione di piccola o medi (mai grande) pliometria. [/QUOTE]
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