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Testo
<blockquote data-quote="rotor" data-source="post: 6037802" data-attributes="member: 91697"><p>Boyle è un preparatore accreditato, il suo libro "avanzamenti nell'allenamento funzionale" è senza ombra di dubbio un testo che ogni istruttore di palestra dovrebbe avere in scaffale. degli esercizi raffigurati direi che potrebbero essere interessanti in un periodo generale lo squat, la leg press singola, l'esercizio di calves, e forse meno per un ciclista il cable single leg raise. Comunque il discorso del lavoro unilaterale è oggetto di studio perchè stimolerebbe a fondo la parte neurale del movimento a carico dell'arto singolo più di quanto non faccia la contrazione bilaterale, ciò rafforzerebbe maggiormente la "consapevolezza esecutiva", potrebbe ridurre il deficit di forza, e produrre un andamento diverso anche della coordinazione tra i gruppi muscolari.</p><p>Quanto vorrei dire è che comunque vada nel ciclismo la contrazione produttiva di forza è sempre unilaterale/alternata. Un banale esempio è che ognuno di noi ha chiaro quale arto sia più forte rispetto all'altro, se decidessi di sprintare e di andare fuori sella probabilmente questo avverrà sempre con lo stesso arto di "attacco". E allora conviene inserire negli schemi di allenamento, dei lavori monolaterali che via via sfumano in lavori bilaterali.</p><p>Questo creerebbe dei presupposti favorevoli per l'estrinsecazione di picchi più elevati di potenza.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="rotor, post: 6037802, member: 91697"] Boyle è un preparatore accreditato, il suo libro "avanzamenti nell'allenamento funzionale" è senza ombra di dubbio un testo che ogni istruttore di palestra dovrebbe avere in scaffale. degli esercizi raffigurati direi che potrebbero essere interessanti in un periodo generale lo squat, la leg press singola, l'esercizio di calves, e forse meno per un ciclista il cable single leg raise. Comunque il discorso del lavoro unilaterale è oggetto di studio perchè stimolerebbe a fondo la parte neurale del movimento a carico dell'arto singolo più di quanto non faccia la contrazione bilaterale, ciò rafforzerebbe maggiormente la "consapevolezza esecutiva", potrebbe ridurre il deficit di forza, e produrre un andamento diverso anche della coordinazione tra i gruppi muscolari. Quanto vorrei dire è che comunque vada nel ciclismo la contrazione produttiva di forza è sempre unilaterale/alternata. Un banale esempio è che ognuno di noi ha chiaro quale arto sia più forte rispetto all'altro, se decidessi di sprintare e di andare fuori sella probabilmente questo avverrà sempre con lo stesso arto di "attacco". E allora conviene inserire negli schemi di allenamento, dei lavori monolaterali che via via sfumano in lavori bilaterali. Questo creerebbe dei presupposti favorevoli per l'estrinsecazione di picchi più elevati di potenza. [/QUOTE]
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