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Metodologie di allenamento
Allenamento polarizzato
Testo
<blockquote data-quote="Salvo@ing" data-source="post: 6083085" data-attributes="member: 36066"><p>Certamente. Un profilo CP/W’ a favore di W’ probabilmente fa digerire meglio il lavoro intermittente piuttosto che l’intervallato. Viceversa il lavoro intervallato potrebbe essere più digeribile (caso di miglior CP Vs. W’).</p><p>Chiedevo tuttavia se ci fossero ricerche o esperienze documentate.</p><p></p><p>Il VO2max ci hanno sempre insegnato che è fortemente dipendente dalla gittata cardiaca, per cui entrambi i lavori potrebbero essere parimenti utili:</p><p>- intervallato perché arrivata (rapidamente, per questo allungo iniziale) la FC al plateau, tenendola per X minuti dovrebbe dare degli ottimi stimoli allenanti</p><p>- intermittente perché tra la fase Off è quella On ci sarà un rapidissimo incremento della FC che dovrebbe appunto migliorare la capacità contrattile del muscolo cardiaco.</p><p></p><p>Quanto sopra a livello “centrale”. A livello periferico gli effetti sono decisamente differenti, intervallato forse mi predispone ad un mantenimento dell’intensità, per durate medie, in condizioni di grande affaticamento, mentre intermittente non mi crea questo adattamento poiché anche “morto” 20-30” si riescono sempre a fare a dovuta intensità, ricorrendo alle riserve anaerobiche; inoltre la fase Off è probabile che, seppur breve mi faccia abbassare un po’ la concentrazione di lattato, migliorando sia gli effetti tampone che la possibilità di utilizzare il lattato come finte energetica.</p><p></p><p>Insomma, possibili effetti completamente diversi ma di grande utilità. </p><p></p><p>Io personalmente ho deciso di utilizzare in queste 3+1 settimane per 2 mesocicli il lavoro intervallato come preminente per poi passare al lavoro intermittente nel periodo di finalizzazione, dove tuttavia abbandonerò il POL puro mantenendo tuttavia una grande polarizzazione del carico, ma inserirò classici lavori o meglio lunghi con salite in piena black-hole.</p><p></p><p></p><p></p><p>Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Salvo@ing, post: 6083085, member: 36066"] Certamente. Un profilo CP/W’ a favore di W’ probabilmente fa digerire meglio il lavoro intermittente piuttosto che l’intervallato. Viceversa il lavoro intervallato potrebbe essere più digeribile (caso di miglior CP Vs. W’). Chiedevo tuttavia se ci fossero ricerche o esperienze documentate. Il VO2max ci hanno sempre insegnato che è fortemente dipendente dalla gittata cardiaca, per cui entrambi i lavori potrebbero essere parimenti utili: - intervallato perché arrivata (rapidamente, per questo allungo iniziale) la FC al plateau, tenendola per X minuti dovrebbe dare degli ottimi stimoli allenanti - intermittente perché tra la fase Off è quella On ci sarà un rapidissimo incremento della FC che dovrebbe appunto migliorare la capacità contrattile del muscolo cardiaco. Quanto sopra a livello “centrale”. A livello periferico gli effetti sono decisamente differenti, intervallato forse mi predispone ad un mantenimento dell’intensità, per durate medie, in condizioni di grande affaticamento, mentre intermittente non mi crea questo adattamento poiché anche “morto” 20-30” si riescono sempre a fare a dovuta intensità, ricorrendo alle riserve anaerobiche; inoltre la fase Off è probabile che, seppur breve mi faccia abbassare un po’ la concentrazione di lattato, migliorando sia gli effetti tampone che la possibilità di utilizzare il lattato come finte energetica. Insomma, possibili effetti completamente diversi ma di grande utilità. Io personalmente ho deciso di utilizzare in queste 3+1 settimane per 2 mesocicli il lavoro intervallato come preminente per poi passare al lavoro intermittente nel periodo di finalizzazione, dove tuttavia abbandonerò il POL puro mantenendo tuttavia una grande polarizzazione del carico, ma inserirò classici lavori o meglio lunghi con salite in piena black-hole. Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk [/QUOTE]
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