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Allenamento
Metodologie di allenamento
Allenamento polarizzato
Testo
<blockquote data-quote="Pertoni" data-source="post: 7205801" data-attributes="member: 153820"><p>Salve signori! Riapro la discussione!</p><p>Ho letto ed ascoltato molto riguardo l'allenamento polarizzato. In particolare ho notato che è consigliato/utilizzato per e da atleti che hanno volumi importanti di allenamento. Ad esempio, vari corridori da gare di un giorno che seguo su Strava (es. Campenaerts, uno tra i miei preferiti) utilizza questo approccio. Faccio una digressione veloce: al contrario mi sembra che invece i classici ''gregari'' che finiscono nei Giri fanno molto ''sweetspot'', forse è la specificità del lavoro che si svolge in gara?</p><p></p><p>Tornando a me. mi alleno normalmente 20/24 ore a settimana. Ora è una settimana che giro un po' a sensazione andando a ritmi tranquilli. Il caldo torrido arrivato a Palma de Mallorca più il fatto che non faccio pausa da settembre mi ha fatto sentire ''bono fritto''</p><p>A metà agosto avrò il mio benedetto stacco annuale e poi piano piano ricomincio con la solita routine (allenamento base i primi periodi e poi caccio l'intensità in qualche modo)</p><p>Vorrei essere più diligente di come sono stato fino ad ora con il mio approccio all'allenamento ciclistico (vado in bici da febbraio 2021)</p><p>Vi riassumo le mie idee, se qualcuno avesse la voglia/pazienza e gentilezza di darmi un parere ringrazio!</p><p>- Cicli di 3 giorni di carico, segue un giorno di scarico. I carichi sono uscite lunghe e poi con l'intensità che entra sarà sempre un giro lungo ma con intervalli in soglia/vo2. Quindi potrei passare da 3 giorni di fila dove faccio 4/5 ore al giorno blandi, che si trasforma in primo giorno lungo+intensità seguito da due lunghi e magari al top della preparazione 2 lunghi+intervalli segue un lungo. </p><p>- Da quanto ho capito, il fondo deve essere fatto a ritmi veramente blandi. Limite basso della Z2. Questo perchè minimizza lo stress e''salva la gamba'' a favore delle sgasate in soglia e vo2. Questo viene avvalorato dal fatto che molte ricerche affermano che stare in z2 bassa e alta porta lo ''stesso beneficio'' ma stress diverso, quindi non vale la pena spingere in alta z2 per 5 ore. </p><p>Questo mi sembra di averlo sperimentato: ho sviluppato la brutta abitudine di fare uscite lunghe al limite della z2. Pagando poi appena volevo spingere forte. </p><p>- Ho seri dubbi sul come trovare la famosa LT1, il limite della zona ''a basso stress''. Per questo il fondo ho intenzione di farlo a sensazione mettendomi in testa di andare piano e tranquillo. Questo dice il dottor Seiler, da quanto ho potuto intendere. Il mio obbiettivo è salvare la gamba per gli intervalli forti. Come ho già detto: sul mio corpo ho sperimentato che passare 17/18 ore a settimana al limite della Z2 con i classici sfori in z3 per poi avere la pretesa di poter aggiungere lavori di ottima qualità non funziona. </p><p></p><p>Il mio obbiettivo, in generale, è sopravvivere alle uscite di un gruppo di Palma de Mallorca veramente cattivo. Sono uscite di sopravvivenza lunghe (minimo 4 ore), dove appositamente si fanno percorsi con salite e strappi di massimo 6/7 minuti. Ho fatto l'errore in passato di passare troppo tempo in z3 e sweetspot. Analizzando poi le uscite nervose noto che in quelle zone non ci metto neanche piede, se vedo dove sono stato ''ucciso'' e costretto a finire il giro da solo è proprio dove serve spingere vo2max. Mi sembra che l'allenamento polarizzato unisca le necessità di persone che si allenano tante ore, che necessitano fondo e sforzoni da inizio a fine prestazione, ma di durata minore di 10min </p><p>Qualche idea riguardo questo discorsone? Ringrazio veramente chiunque avesse anche solo la pazienza di leggere! Un abbraccio a tutti, buon fine settimana <3</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Pertoni, post: 7205801, member: 153820"] Salve signori! Riapro la discussione! Ho letto ed ascoltato molto riguardo l'allenamento polarizzato. In particolare ho notato che è consigliato/utilizzato per e da atleti che hanno volumi importanti di allenamento. Ad esempio, vari corridori da gare di un giorno che seguo su Strava (es. Campenaerts, uno tra i miei preferiti) utilizza questo approccio. Faccio una digressione veloce: al contrario mi sembra che invece i classici ''gregari'' che finiscono nei Giri fanno molto ''sweetspot'', forse è la specificità del lavoro che si svolge in gara? Tornando a me. mi alleno normalmente 20/24 ore a settimana. Ora è una settimana che giro un po' a sensazione andando a ritmi tranquilli. Il caldo torrido arrivato a Palma de Mallorca più il fatto che non faccio pausa da settembre mi ha fatto sentire ''bono fritto'' A metà agosto avrò il mio benedetto stacco annuale e poi piano piano ricomincio con la solita routine (allenamento base i primi periodi e poi caccio l'intensità in qualche modo) Vorrei essere più diligente di come sono stato fino ad ora con il mio approccio all'allenamento ciclistico (vado in bici da febbraio 2021) Vi riassumo le mie idee, se qualcuno avesse la voglia/pazienza e gentilezza di darmi un parere ringrazio! - Cicli di 3 giorni di carico, segue un giorno di scarico. I carichi sono uscite lunghe e poi con l'intensità che entra sarà sempre un giro lungo ma con intervalli in soglia/vo2. Quindi potrei passare da 3 giorni di fila dove faccio 4/5 ore al giorno blandi, che si trasforma in primo giorno lungo+intensità seguito da due lunghi e magari al top della preparazione 2 lunghi+intervalli segue un lungo. - Da quanto ho capito, il fondo deve essere fatto a ritmi veramente blandi. Limite basso della Z2. Questo perchè minimizza lo stress e''salva la gamba'' a favore delle sgasate in soglia e vo2. Questo viene avvalorato dal fatto che molte ricerche affermano che stare in z2 bassa e alta porta lo ''stesso beneficio'' ma stress diverso, quindi non vale la pena spingere in alta z2 per 5 ore. Questo mi sembra di averlo sperimentato: ho sviluppato la brutta abitudine di fare uscite lunghe al limite della z2. Pagando poi appena volevo spingere forte. - Ho seri dubbi sul come trovare la famosa LT1, il limite della zona ''a basso stress''. Per questo il fondo ho intenzione di farlo a sensazione mettendomi in testa di andare piano e tranquillo. Questo dice il dottor Seiler, da quanto ho potuto intendere. Il mio obbiettivo è salvare la gamba per gli intervalli forti. Come ho già detto: sul mio corpo ho sperimentato che passare 17/18 ore a settimana al limite della Z2 con i classici sfori in z3 per poi avere la pretesa di poter aggiungere lavori di ottima qualità non funziona. Il mio obbiettivo, in generale, è sopravvivere alle uscite di un gruppo di Palma de Mallorca veramente cattivo. Sono uscite di sopravvivenza lunghe (minimo 4 ore), dove appositamente si fanno percorsi con salite e strappi di massimo 6/7 minuti. Ho fatto l'errore in passato di passare troppo tempo in z3 e sweetspot. Analizzando poi le uscite nervose noto che in quelle zone non ci metto neanche piede, se vedo dove sono stato ''ucciso'' e costretto a finire il giro da solo è proprio dove serve spingere vo2max. Mi sembra che l'allenamento polarizzato unisca le necessità di persone che si allenano tante ore, che necessitano fondo e sforzoni da inizio a fine prestazione, ma di durata minore di 10min Qualche idea riguardo questo discorsone? Ringrazio veramente chiunque avesse anche solo la pazienza di leggere! Un abbraccio a tutti, buon fine settimana <3 [/QUOTE]
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