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Allenamento
Metodologie di allenamento
Allenamento polarizzato
Testo
<blockquote data-quote="pianpianello" data-source="post: 7253029" data-attributes="member: 149927"><p>Tu giustamente poni un ulteriore questione: i professionisti o quelli comunque forti in Z2 vanno già forte. Chi non è forte invece in Z2 praticamente è costretto a fare solo pianura, perché su rampe al 10% sfora sicuramente. Ora mettiamoci nei panni del povero amatore che esce le classiche 3 volte a settimana sui colli, e si vede costretto a fare pianura lenta per seguire un approccio polarizzato. Magari sente che ha recuperato dai giri precedenti (oppure lo vede dai parametri) e il giorno dopo sarà di riposo, quindi avrebbe voglia di spingere ancora, però magari il polarizzato imporrebbe quel giorno la sessione lenta. Con quale obiettivo? Di aumentare la sua scarsa potenza di una ventina di watt rispetto ad altri approcci più movimentati e divertenti? Diventa evidentemente un problema.</p><p></p><p>Per questo ho cercato di estrapolare i principi base per vedere se è veramente possibile adattarli ad altri contesti. Quello che ne è venuto fuori finora è che secondo me chi fa poche sessioni (e tanti recuperi) potrebbe provare a inserire Z2 continua nella prima parte delle uscite, lasciando l’eventuale intensità solo nella seconda parte. Però è una mia teoria, non provata né dimostrata da nessuno (nemmeno da me stesso). Chi invece ha la possibilità di fare molte sessioni, anche se non ha molte ore in totale, può provare il polarizzato classico, con poche sessioni intense e molte sessioni lente. In pratica chiunque potrebbe provare il polarizzato classico trovando un po’ di tempo per fare rulli quasi ogni giorno, ma tornando al discorso psicologico di prima alcuni (tra cui io) i rulli non li sopportano e preferiscono uscire sempre su strada, anche se meno spesso.</p><p></p><p></p><p></p><p>Da quello che ho intuito, la domanda da fare sarebbe piuttosto quante sono le sessioni minime settimanali per le quali ha senso iniziare a pensare al polarizzato puro e classico (ipotesi mia: forse sono 5 sessioni), e come si applicano i principi negli altri casi in cui le sessioni sono poche e i giorni di recupero tanti. Le ore non si sa quanto contino, alcuni dicono minimo 6 ore settimanali, altri ipotizzano che i benefici evidenti siano visibili solo con molte più ore, altri ancora sostengono che allenarsi un po' a bassa intensità sia importante sempre.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="pianpianello, post: 7253029, member: 149927"] Tu giustamente poni un ulteriore questione: i professionisti o quelli comunque forti in Z2 vanno già forte. Chi non è forte invece in Z2 praticamente è costretto a fare solo pianura, perché su rampe al 10% sfora sicuramente. Ora mettiamoci nei panni del povero amatore che esce le classiche 3 volte a settimana sui colli, e si vede costretto a fare pianura lenta per seguire un approccio polarizzato. Magari sente che ha recuperato dai giri precedenti (oppure lo vede dai parametri) e il giorno dopo sarà di riposo, quindi avrebbe voglia di spingere ancora, però magari il polarizzato imporrebbe quel giorno la sessione lenta. Con quale obiettivo? Di aumentare la sua scarsa potenza di una ventina di watt rispetto ad altri approcci più movimentati e divertenti? Diventa evidentemente un problema. Per questo ho cercato di estrapolare i principi base per vedere se è veramente possibile adattarli ad altri contesti. Quello che ne è venuto fuori finora è che secondo me chi fa poche sessioni (e tanti recuperi) potrebbe provare a inserire Z2 continua nella prima parte delle uscite, lasciando l’eventuale intensità solo nella seconda parte. Però è una mia teoria, non provata né dimostrata da nessuno (nemmeno da me stesso). Chi invece ha la possibilità di fare molte sessioni, anche se non ha molte ore in totale, può provare il polarizzato classico, con poche sessioni intense e molte sessioni lente. In pratica chiunque potrebbe provare il polarizzato classico trovando un po’ di tempo per fare rulli quasi ogni giorno, ma tornando al discorso psicologico di prima alcuni (tra cui io) i rulli non li sopportano e preferiscono uscire sempre su strada, anche se meno spesso. Da quello che ho intuito, la domanda da fare sarebbe piuttosto quante sono le sessioni minime settimanali per le quali ha senso iniziare a pensare al polarizzato puro e classico (ipotesi mia: forse sono 5 sessioni), e come si applicano i principi negli altri casi in cui le sessioni sono poche e i giorni di recupero tanti. Le ore non si sa quanto contino, alcuni dicono minimo 6 ore settimanali, altri ipotizzano che i benefici evidenti siano visibili solo con molte più ore, altri ancora sostengono che allenarsi un po' a bassa intensità sia importante sempre. [/QUOTE]
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