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Allenamento
Metodologie di allenamento
Allenamento polarizzato
Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 7253059" data-attributes="member: 20890"><p>- il suo problema non è andare "piano"....è non allenare dal basso le intensità "lente" per cercare di migliorare proprio lì.</p><p>Sempre il solito Seiler ripete <strong>AD OGNI SANTO PODCAST</strong> l'aneddoto che l'ha portato a osservare le prime volte il Polarizzato: ossia un atleta professionista (sci di fondo, se ricordo bene) che nell'allenamento cross training estivo corricchiava in pianura e "<strong>OH MIO DIO!</strong>" camminava in salita per rispettare i ritmi "blandi". L'ha definita "disciplina delle intensità".</p><p>In questo caso l'amatore ha solo paura di chiedersi "sono scarso perché sono così* o mi manca il poter migliorare anche dove ho forse/magari più margini per migliorare?". Se si ingarella sempre e solo di medio e sweetspot non lo saprà mai.</p><p></p><p>- cit. "non provata né dimostrata da nessuno (nemmeno da me stesso)"</p><p>Provata da nessuno? ahah l'invenzione dell'acqua calda inserire carichi diversi e non monotoni a inizio o fine sessione con obiettivi diversi è presente da...sempre non spariamole grosse</p><p></p><p>- la risposta all'ultima parte è: </p><p>a) non esiste che "i benefici" siano manifesti a priori (= il processo di allenamento è dinamico e non predittivo) </p><p>b) tali "benefici" siano uguali per tutti....poiché la risposta ad un processo dose-risposta (allenamento), anche a dosi uguali, ma su soggetti differenti...porta a risposte non necessariamente uguali.</p><p>Ancora, serve meno "filosofia" dell'allenamento e più metodologia e pratica <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_wink.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";-)" title="Icon Wink ;-)" data-shortname=";-)" />.</p><p></p><p></p><p>* e in questo caso polarizzato, piramidale o lentolentello che si voglia...un asino non diventa cavallo</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 7253059, member: 20890"] - il suo problema non è andare "piano"....è non allenare dal basso le intensità "lente" per cercare di migliorare proprio lì. Sempre il solito Seiler ripete [B]AD OGNI SANTO PODCAST[/B] l'aneddoto che l'ha portato a osservare le prime volte il Polarizzato: ossia un atleta professionista (sci di fondo, se ricordo bene) che nell'allenamento cross training estivo corricchiava in pianura e "[B]OH MIO DIO![/B]" camminava in salita per rispettare i ritmi "blandi". L'ha definita "disciplina delle intensità". In questo caso l'amatore ha solo paura di chiedersi "sono scarso perché sono così* o mi manca il poter migliorare anche dove ho forse/magari più margini per migliorare?". Se si ingarella sempre e solo di medio e sweetspot non lo saprà mai. - cit. "non provata né dimostrata da nessuno (nemmeno da me stesso)" Provata da nessuno? ahah l'invenzione dell'acqua calda inserire carichi diversi e non monotoni a inizio o fine sessione con obiettivi diversi è presente da...sempre non spariamole grosse - la risposta all'ultima parte è: a) non esiste che "i benefici" siano manifesti a priori (= il processo di allenamento è dinamico e non predittivo) b) tali "benefici" siano uguali per tutti....poiché la risposta ad un processo dose-risposta (allenamento), anche a dosi uguali, ma su soggetti differenti...porta a risposte non necessariamente uguali. Ancora, serve meno "filosofia" dell'allenamento e più metodologia e pratica ;-). * e in questo caso polarizzato, piramidale o lentolentello che si voglia...un asino non diventa cavallo [/QUOTE]
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