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Allenamento
Metodologie di allenamento
Allenamento polarizzato
Testo
<blockquote data-quote="pianpianello" data-source="post: 7297750" data-attributes="member: 149927"><p>Il problema è che sto parlando di Z2 “vera”, cioè quella definita dal dottor San Milan basata su parametri metabolici, e non quella calcolata con formule. Senza analisi specifiche, il metodo più affidabile sembra quello soggettivo del respiro o della conversazione, ma ovviamente anche in questo caso <strong>è facile sbagliare</strong>. Solo per fare un esempio, il dottor San Milan in un altro video aveva affermato che molti professionisti hanno una Z2 vera molto alta che, se calcolata con le formule, risulterebbe già nel range di una Z3 calcolata.</p><p></p><p>Mi informerò meglio, ma suppongo che la risposta alla mia domanda sia che non cambia granché per la curva di ossidazione dei grassi (che credo sia simmetrica tra Z2 e Z3, con picco in Z2 alta che è il nostro target ideale), però se sconfini in Z3 il maggior utilizzo di glucosio e produzione di acido lattico può “rovinare” l’allenamento se protratto nel tempo. <strong>A questo punto in generale forse è consigliabile andare un po’ più piano, piuttosto che troppo veloce. </strong>Certo è che dalla Z2 alta in poi è proprio quando andare in bici diventa divertente. In pratica bisogna andare in giro mollando i pedali appena si inizia a divertirsi. Che condanna! (ecco appunto perché l’amatore medio che va in bici per divertirsi tende a stare sempre in Z3)</p><p></p><p>Sul discorso del “fare fondo”, questo è appunto “fare fondo”, però è anche una parte essenziale del polarizzato, essendo il polarizzato per la maggior parte fatto di “fondo”. Anzi, proprio la <strong>qualità del fondo</strong> e i suoi principi sono la vera base del polarizzato, perché l’altra parte, quella intensa, dipende dagli obiettivi specifici dell’atleta e non è generalizzabile, al contrario del fondo di qualità, che resta uguale per ogni atleta (a tal proposito il dottor San Milan cita atleti che hanno avuto benefici in vari sport con sforzi di durata completamente diversa, da chi fa maratone a chi fa sforzi di pochi minuti).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="pianpianello, post: 7297750, member: 149927"] Il problema è che sto parlando di Z2 “vera”, cioè quella definita dal dottor San Milan basata su parametri metabolici, e non quella calcolata con formule. Senza analisi specifiche, il metodo più affidabile sembra quello soggettivo del respiro o della conversazione, ma ovviamente anche in questo caso [B]è facile sbagliare[/B]. Solo per fare un esempio, il dottor San Milan in un altro video aveva affermato che molti professionisti hanno una Z2 vera molto alta che, se calcolata con le formule, risulterebbe già nel range di una Z3 calcolata. Mi informerò meglio, ma suppongo che la risposta alla mia domanda sia che non cambia granché per la curva di ossidazione dei grassi (che credo sia simmetrica tra Z2 e Z3, con picco in Z2 alta che è il nostro target ideale), però se sconfini in Z3 il maggior utilizzo di glucosio e produzione di acido lattico può “rovinare” l’allenamento se protratto nel tempo. [B]A questo punto in generale forse è consigliabile andare un po’ più piano, piuttosto che troppo veloce. [/B]Certo è che dalla Z2 alta in poi è proprio quando andare in bici diventa divertente. In pratica bisogna andare in giro mollando i pedali appena si inizia a divertirsi. Che condanna! (ecco appunto perché l’amatore medio che va in bici per divertirsi tende a stare sempre in Z3) Sul discorso del “fare fondo”, questo è appunto “fare fondo”, però è anche una parte essenziale del polarizzato, essendo il polarizzato per la maggior parte fatto di “fondo”. Anzi, proprio la [B]qualità del fondo[/B] e i suoi principi sono la vera base del polarizzato, perché l’altra parte, quella intensa, dipende dagli obiettivi specifici dell’atleta e non è generalizzabile, al contrario del fondo di qualità, che resta uguale per ogni atleta (a tal proposito il dottor San Milan cita atleti che hanno avuto benefici in vari sport con sforzi di durata completamente diversa, da chi fa maratone a chi fa sforzi di pochi minuti). [/QUOTE]
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