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Allenamento polarizzato
Testo
<blockquote data-quote="canserbero" data-source="post: 7662070" data-attributes="member: 107540"><p>Faccio un po’ fatica a capire il punto vero perché nelle varie risposte si è fatto un po’ di slalom gigante. Provo a rispondere puntualmente</p><p></p><p></p><p>Si è sempre sostenuto di considerare più metriche</p><p></p><p></p><p>qui ci sono due questioni, mi pare. La prima è come utilizzi i dati che raccogli: se sei inesperto o poco attento puoi saltare a conclusioni che non rispecchiano la realtà, ma di questo le metriche non hanno colpa. Comunque per il caso specifico dell’uscita in z2 con spunti in z5 (!!) c’è da dire che invece di analizzare la serie della potenza si può analizzare la serie della</p><p>potenza opportunamente trasformata (media esponenziale con finestra di X secondi comprendente la potenza degli X secondi precedenti all’istante temporale attuale) in modo tale da smorzare picchi. Questo approccio è solitamente usato per calcolare il tempo speso in zona vo2max (intesa come zona di potenza) in modo che vengano rispecchiate maggiormente le cinetiche metaboliche. Bada bene che non sto parlando di potenza normalizzata.</p><p>La seconda questione riguarda l’esecuzione dell’allenamento: se accumuli 10’ in z5, allora imho c’è un problema di esecuzione e non puoi biasimare, ancora una volt, le metriche che analizzi.</p><p></p><p>E bon, usa entrambi. Come ci sono le zone potenza ci sono quelle cardiache, starà a te poi capire qual è la tua fisiologia, come evolve nel tempo e che utilità possono avere per te determinate metriche.</p><p></p><p>Infine, non voglio dilungarmi eccessivamente nel capitolo “dell’inferenza dal campione alla popolazione” (quale popolazione poi non è molto chiara negli articoli). Si sa che le zone definite a % di ftp, % fc san o altro dovrebbero dare indicazioni su ciò che è plausibile a livello di popolazione di riferimento, poi all’atto pratico c’è margine di manovra per tentare di includere-se e come meglio si crede-degli aggiustamenti per tenere conto della variabilità individuale; pur con i limiti, queste zone sono il risultato dell’applicazione del metodo scientifico e possono, se non altro, darci indicazioni su cosa sia sensato fare (per esempio: può essere sensato definire le zone a %di fc san?). Infinitamente meglio di ciò che si tende a fare come singoli, ovvero osservare se stessi o un numero militato ed autoselezionato di individui, fare delle ipotesi e cercare di confutarle con i dati che a disposizione. Questo per dire che trovo curioso che pensi che sia interessante sapere a che % di battiti arriva VDP a fine di una ripetuta in z5 (definita come?). Detto questo, gli strumenti per cercare di individualizzare l’allenamento ci sono, sono relativamente accessibili e informazioni su come usarli reperibili abbastanza agevolmente. È una questione di volontà e investimenti economici e di tempo, sopratutto di tempo.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="canserbero, post: 7662070, member: 107540"] Faccio un po’ fatica a capire il punto vero perché nelle varie risposte si è fatto un po’ di slalom gigante. Provo a rispondere puntualmente Si è sempre sostenuto di considerare più metriche qui ci sono due questioni, mi pare. La prima è come utilizzi i dati che raccogli: se sei inesperto o poco attento puoi saltare a conclusioni che non rispecchiano la realtà, ma di questo le metriche non hanno colpa. Comunque per il caso specifico dell’uscita in z2 con spunti in z5 (!!) c’è da dire che invece di analizzare la serie della potenza si può analizzare la serie della potenza opportunamente trasformata (media esponenziale con finestra di X secondi comprendente la potenza degli X secondi precedenti all’istante temporale attuale) in modo tale da smorzare picchi. Questo approccio è solitamente usato per calcolare il tempo speso in zona vo2max (intesa come zona di potenza) in modo che vengano rispecchiate maggiormente le cinetiche metaboliche. Bada bene che non sto parlando di potenza normalizzata. La seconda questione riguarda l’esecuzione dell’allenamento: se accumuli 10’ in z5, allora imho c’è un problema di esecuzione e non puoi biasimare, ancora una volt, le metriche che analizzi. E bon, usa entrambi. Come ci sono le zone potenza ci sono quelle cardiache, starà a te poi capire qual è la tua fisiologia, come evolve nel tempo e che utilità possono avere per te determinate metriche. Infine, non voglio dilungarmi eccessivamente nel capitolo “dell’inferenza dal campione alla popolazione” (quale popolazione poi non è molto chiara negli articoli). Si sa che le zone definite a % di ftp, % fc san o altro dovrebbero dare indicazioni su ciò che è plausibile a livello di popolazione di riferimento, poi all’atto pratico c’è margine di manovra per tentare di includere-se e come meglio si crede-degli aggiustamenti per tenere conto della variabilità individuale; pur con i limiti, queste zone sono il risultato dell’applicazione del metodo scientifico e possono, se non altro, darci indicazioni su cosa sia sensato fare (per esempio: può essere sensato definire le zone a %di fc san?). Infinitamente meglio di ciò che si tende a fare come singoli, ovvero osservare se stessi o un numero militato ed autoselezionato di individui, fare delle ipotesi e cercare di confutarle con i dati che a disposizione. Questo per dire che trovo curioso che pensi che sia interessante sapere a che % di battiti arriva VDP a fine di una ripetuta in z5 (definita come?). Detto questo, gli strumenti per cercare di individualizzare l’allenamento ci sono, sono relativamente accessibili e informazioni su come usarli reperibili abbastanza agevolmente. È una questione di volontà e investimenti economici e di tempo, sopratutto di tempo. [/QUOTE]
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