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Allenamento
Metodologie di allenamento
Allenamento polarizzato
Testo
<blockquote data-quote="pianpianello" data-source="post: 7662389" data-attributes="member: 149927"><p>Il punto è che analizzare quello che fanno i professionisti è complicato, e che a seconda di come lo fa, ottieni risultati e implicazioni diverse. Io ho solo detto che dalle mie osservazioni normalmente vanno piano ed evitano il medio (quindi polarizzano appunto), ma il significato di "piano" e "medio" sono parametri miei soggettivi e dovrei stare qui a spiegarli, ma non penso valga la pena farlo.</p><p></p><p></p><p></p><p>Che è un rischio che corrono anche gli scienziati, e chi prende in considerazione i loro studi, in generale non solo nel ciclismo, ma in ogni ambito scientifico. Il primo studio linkato qui ad esempio considerava solo la potenza come dato, e la divideva in tre zone di intensità secondo alcune formule.</p><p></p><p>Ogni volta che riassumi dei dati secondo un punto di vista, rischi di perdere dati da altri punti di vista. Ogni volta che guardo un giro di un professionista, mi rendo conto che è difficile riassumerlo in pochi parametri. Se ad esempio riassumi il parametro intensità con una zona unica (tipo potenza >LT2), lì dentro vanno a perdersi tutte le differenze tra soglia, fuorisoglia, allunghi, volate, eccetera. Se sommi il tempo totale in una zona, vai a perdere tutta la dinamica che ha portato a quel tempo totale (24x1, 12x2, 6x4, 4x6 danno lo stesso risultato, i tempi di recupero vengono persi, eccetera). Se guardi il cardio e vedi battiti elevati per 5 minuti, magari pensi che ha fatto un blocco a z4 o z5, poi magari vai a guardare la potenza e scopri che sono 20-40 o scatti simili.</p><p></p><p>Recentemente un professionista (di cui non dirò il nome per privacy <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" />) in allenamento ha fatto più di 4 ore a 300 watt medi costanti, in cui <u>ogni mezzora esatta</u> ha inserito 2 minuti a 470 watt. Come si può riassumere scientificamente con pochi parametri una cosa del genere? Io non ne ho idea. In totale sono 470w per circa 14 minuti, e senza altri riferimenti uno potrebbe ipotizzare che li ha fatti in un colpo solo, o spezzati in intervalli con recuperi non troppo lunghi. Invece sono 7 intervalli da 2 minuti con recuperi di addirittura mezzora (nb: ha 460w best test sui 20 minuti, quei 470w con le formule a spanne dovrebbero equivalere a 108% di FTP, forse considerando un ipotetico calo 110% boh).</p><p></p><p>Potrei fare mille esempi, ma ho già rotto i coglioni abbastanza credo (tipo interessante il grafico del cuore nella cronosquadre alla Vuelta Valenciana, difficile da riassumere con un dato, e valori e sforzi che in allenamento non si vedono praticamente mai).</p><p></p><p>Concludo dicendo che mi piacerebbe fare un'analisi dei dati di alcuni professionisti in maniera precisa, ma mi ci vorrebbe un sacco di tempo e diventerei letteralmente scemo. Non credo di avere molto altro da dire a sto punto.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="pianpianello, post: 7662389, member: 149927"] Il punto è che analizzare quello che fanno i professionisti è complicato, e che a seconda di come lo fa, ottieni risultati e implicazioni diverse. Io ho solo detto che dalle mie osservazioni normalmente vanno piano ed evitano il medio (quindi polarizzano appunto), ma il significato di "piano" e "medio" sono parametri miei soggettivi e dovrei stare qui a spiegarli, ma non penso valga la pena farlo. Che è un rischio che corrono anche gli scienziati, e chi prende in considerazione i loro studi, in generale non solo nel ciclismo, ma in ogni ambito scientifico. Il primo studio linkato qui ad esempio considerava solo la potenza come dato, e la divideva in tre zone di intensità secondo alcune formule. Ogni volta che riassumi dei dati secondo un punto di vista, rischi di perdere dati da altri punti di vista. Ogni volta che guardo un giro di un professionista, mi rendo conto che è difficile riassumerlo in pochi parametri. Se ad esempio riassumi il parametro intensità con una zona unica (tipo potenza >LT2), lì dentro vanno a perdersi tutte le differenze tra soglia, fuorisoglia, allunghi, volate, eccetera. Se sommi il tempo totale in una zona, vai a perdere tutta la dinamica che ha portato a quel tempo totale (24x1, 12x2, 6x4, 4x6 danno lo stesso risultato, i tempi di recupero vengono persi, eccetera). Se guardi il cardio e vedi battiti elevati per 5 minuti, magari pensi che ha fatto un blocco a z4 o z5, poi magari vai a guardare la potenza e scopri che sono 20-40 o scatti simili. Recentemente un professionista (di cui non dirò il nome per privacy :mrgreen:) in allenamento ha fatto più di 4 ore a 300 watt medi costanti, in cui [U]ogni mezzora esatta[/U] ha inserito 2 minuti a 470 watt. Come si può riassumere scientificamente con pochi parametri una cosa del genere? Io non ne ho idea. In totale sono 470w per circa 14 minuti, e senza altri riferimenti uno potrebbe ipotizzare che li ha fatti in un colpo solo, o spezzati in intervalli con recuperi non troppo lunghi. Invece sono 7 intervalli da 2 minuti con recuperi di addirittura mezzora (nb: ha 460w best test sui 20 minuti, quei 470w con le formule a spanne dovrebbero equivalere a 108% di FTP, forse considerando un ipotetico calo 110% boh). Potrei fare mille esempi, ma ho già rotto i coglioni abbastanza credo (tipo interessante il grafico del cuore nella cronosquadre alla Vuelta Valenciana, difficile da riassumere con un dato, e valori e sforzi che in allenamento non si vedono praticamente mai). Concludo dicendo che mi piacerebbe fare un'analisi dei dati di alcuni professionisti in maniera precisa, ma mi ci vorrebbe un sacco di tempo e diventerei letteralmente scemo. Non credo di avere molto altro da dire a sto punto. [/QUOTE]
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