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Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 3592000" data-attributes="member: 20890"><p>L'SRM (o altro strumento analogo) in sé non migliora alcuna prestazione, la corretta applicazione di una metodologia all'uso di mis di potenza ed esigenze del soggetto sì, ma la quantificazione è difficilmente generalizzabile.</p><p>Premesso che solo una piccola percentuale della popolazione possiede le combinazioni genetiche per un incremento del proprio Vo2max (=tradotto in lingua semplice, indipendentemente da quanto e come si allenano possono migliorare solo marginalmente le proprie capacità aerobiche...."un asino non diventa un cavallo da corsa") i miglioramenti non sono legati all'utilizzo di un misuratore di potenza ma a questi fattori, in ordine di importanza:</p><p></p><p>- genetica e "talento"/predisposizione (=poco o spesso scarsamente modificabili con l'allenamento)</p><p>- disponibilità di allenamento (gestione fasi lavorative/recupero in un atleta amatore) e/o quindi ottimizzazione dell'allenamento</p><p>- capacità psico-fisiche</p><p>- attinenza alle esigenze ed obiettivi di performance specifica (= un atleta con spiccate capacità veloci difficilmente potrà pretendere di diventare un atleta da percorsi con 4000m di dislivello)</p><p>- altri fattori correlati</p><p></p><p>Il misuratore di potenza rende oggettivo il carico e gli obiettivi da poter raggiungere poiché misurazione diretta di una componente fisica (potenza o forza) legata a processi metabolici/fisiologici*, i punti deboli e le capacità di analisi della prestazione.</p><p>In sé, e quindi senza un'analisi dei dati, non porta alcun miglioramento rispetto all'uso di una metodologia basata su RPE o FC**</p><p>* FC è solo risposta indiretta al carico/intensità</p><p>** molto spesso atleti che si basano su soli valori FC tendono a limitare la propria prestazione ma questo è un altro tema</p><p></p><p>Usando come parametro FTP, cioè la capacità di esprimere una determinata potenza per ~45-60' e quindi un valore espressamente di ambito aerobico, i miglioramenti MEDI a cui assisto su un numero di x-anta atleti è nell'ordine del 15 +/-5% (n.b. il livello di miglioramento è sempre legato a 1)livello di partenza 2) età 3)tutti i fattori sopra elencati 4) capacità e motivazione nell'intraprendere un carico allenante spesso diverso rispetto a ciò a cui si era abituati).</p><p>Altre combinazioni di potenza x tempo (Critical power) possono subire miglioramenti ancora più marcati.</p><p>Questo avviene indipendentemente dall'uso di FC+RPE o potenza come parametro e metodologia allenante ma non nel primo caso è fondamentale la capacità dell'allenatore di poter "interpretare" le esigenze e modulazione di carico poiché i miglioramenti sono anch'essi misurabili solo in maniera indiretta e/o tramite feedback atleta; con dati oggettivi il compito viene parzialmente semplificato (e viene ridotta la necessità interpretativa) e il processo di miglioramento è sia più immediato che osservabile in ogni istante.</p><p>La necessità interpetativa poi viene acuita nel caso in cui l'atleta non sia in gradi di fornire un feedback sintetico e utile all'allenatore, anche in questo caso un valore oggettivo(potenza)+feedback(soggettivo) ha un'utilità superiore rispetto ad un dato variabile ed indiretto (FC)+feedback(soggettivo).</p><p>Un atleta che usa un misuratore di potenza ha la possibilità di poter meglio coniugare un dato oggettivo con le proprie capacità di auto analisi della prestazione, inevitabilmente senza un valore oggettivo a monte ciò è impossibile.</p><p></p><p>Lato negativo: molti atleti spesso incorrono nella "frustrazione" da dato oggettivo, cioè partendo da una sovrastima spesso errata delle proprie possibilità e capacità, infrangono le proprie motivazioni di fronte ad un dato oggettivo ed inconfutabile e quindi applicano una repulsione indiretta ma immotivata, prediligendo un ritorno ad una valutazione più aleatoria e "giustificabile" delle proprie performance.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 3592000, member: 20890"] L'SRM (o altro strumento analogo) in sé non migliora alcuna prestazione, la corretta applicazione di una metodologia all'uso di mis di potenza ed esigenze del soggetto sì, ma la quantificazione è difficilmente generalizzabile. Premesso che solo una piccola percentuale della popolazione possiede le combinazioni genetiche per un incremento del proprio Vo2max (=tradotto in lingua semplice, indipendentemente da quanto e come si allenano possono migliorare solo marginalmente le proprie capacità aerobiche...."un asino non diventa un cavallo da corsa") i miglioramenti non sono legati all'utilizzo di un misuratore di potenza ma a questi fattori, in ordine di importanza: - genetica e "talento"/predisposizione (=poco o spesso scarsamente modificabili con l'allenamento) - disponibilità di allenamento (gestione fasi lavorative/recupero in un atleta amatore) e/o quindi ottimizzazione dell'allenamento - capacità psico-fisiche - attinenza alle esigenze ed obiettivi di performance specifica (= un atleta con spiccate capacità veloci difficilmente potrà pretendere di diventare un atleta da percorsi con 4000m di dislivello) - altri fattori correlati Il misuratore di potenza rende oggettivo il carico e gli obiettivi da poter raggiungere poiché misurazione diretta di una componente fisica (potenza o forza) legata a processi metabolici/fisiologici*, i punti deboli e le capacità di analisi della prestazione. In sé, e quindi senza un'analisi dei dati, non porta alcun miglioramento rispetto all'uso di una metodologia basata su RPE o FC** * FC è solo risposta indiretta al carico/intensità ** molto spesso atleti che si basano su soli valori FC tendono a limitare la propria prestazione ma questo è un altro tema Usando come parametro FTP, cioè la capacità di esprimere una determinata potenza per ~45-60' e quindi un valore espressamente di ambito aerobico, i miglioramenti MEDI a cui assisto su un numero di x-anta atleti è nell'ordine del 15 +/-5% (n.b. il livello di miglioramento è sempre legato a 1)livello di partenza 2) età 3)tutti i fattori sopra elencati 4) capacità e motivazione nell'intraprendere un carico allenante spesso diverso rispetto a ciò a cui si era abituati). Altre combinazioni di potenza x tempo (Critical power) possono subire miglioramenti ancora più marcati. Questo avviene indipendentemente dall'uso di FC+RPE o potenza come parametro e metodologia allenante ma non nel primo caso è fondamentale la capacità dell'allenatore di poter "interpretare" le esigenze e modulazione di carico poiché i miglioramenti sono anch'essi misurabili solo in maniera indiretta e/o tramite feedback atleta; con dati oggettivi il compito viene parzialmente semplificato (e viene ridotta la necessità interpretativa) e il processo di miglioramento è sia più immediato che osservabile in ogni istante. La necessità interpetativa poi viene acuita nel caso in cui l'atleta non sia in gradi di fornire un feedback sintetico e utile all'allenatore, anche in questo caso un valore oggettivo(potenza)+feedback(soggettivo) ha un'utilità superiore rispetto ad un dato variabile ed indiretto (FC)+feedback(soggettivo). Un atleta che usa un misuratore di potenza ha la possibilità di poter meglio coniugare un dato oggettivo con le proprie capacità di auto analisi della prestazione, inevitabilmente senza un valore oggettivo a monte ciò è impossibile. Lato negativo: molti atleti spesso incorrono nella "frustrazione" da dato oggettivo, cioè partendo da una sovrastima spesso errata delle proprie possibilità e capacità, infrangono le proprie motivazioni di fronte ad un dato oggettivo ed inconfutabile e quindi applicano una repulsione indiretta ma immotivata, prediligendo un ritorno ad una valutazione più aleatoria e "giustificabile" delle proprie performance. [/QUOTE]
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