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Allenamento
Metodologie di allenamento
Allenamento senza il sensore di potenza, cardio style.
Testo
<blockquote data-quote="bifone" data-source="post: 2661701" data-attributes="member: 6413"><p>Domanda interessante<img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /></p><p>Ho letto tutti gli interventi, per default mi trovo d'accordo con quasi tutto quello sostenuto da Roberto, sulle SFR nutro delle riserve. Le SFR sono nate in occasione del record dell'ora di Moser e sono, a mio modesto parere, un mezzo specifico per "tenere" il passo in pianura, concordo con il fatto che la stessa qualità si può sviluppare anche con altri mezzi allenanti. Tornando al topic, secondo me per capire i limiti dell'impostazione di un programma con il cardio bisogna prima chiarire alcuni concetti. A mio modo di vedere lo scopo dell'allenamento è lo sviluppo dei diversi sistemi energetici in base al modello di prestazione che si deve raggiungere. Il modello di prestazione di un cronoman o di un velocista sarà molto diverso rispetto di un fondista per capirci. I sistemi energetici rispondono alla potenza metabolica richiesta e a null'altro. Cosa misura la FC? La FC misura il grado di coinvolgimento dell'organismo durante una determinata attività. Capiamo che le cose sono sostanzialmente diverse, però sappaimo anche che c'è una notevole collimazione tra la crescita della potenza metabolica e l'aumento della FC. La collimazione però non è perfetta, infatti la FC, rispondendo ad uno stress globale dell'organismo e non soltanto all'aumento della potenza metabolica, ha delle fluttuazioni causate anche da fattori cognitivi o emotivi. Ad esempio è stato verificato che uno studente ansioso in attesa di essere interrogato può mantenere per più di 30' la FC ad oltre il 90% della FC max. Dobbiamo dedurre che sta facendo 30' di fuori soglia? Evidentemente no! La FC ci può dare utili informazioni accoppiate alla percezione dello sforzo e a dati oggettivi, come ad esempio la velocità (impotizzo l'assenza di power meter). Se ad esempio ieri ho fatto un lavoro a VO2max molto intenso e oggi provo a fare un lavoro in soglia è molto probabile che non riuscirò a raggiungere la FC di soglia per tanto che mi impegno, infatti è risaputo che una delle variabili che influiscono sulla FC (abbassandola) è la quantità di glicogeno muscolare che condiziona anche la produzione di lattato. Poco glicogeno significa poc produzione di lattato e pocà necessità di ventilare e quindi FC più bassa. Il dato però è molto indicativo per l'atleta attento perché se ho un determinato tipo di allenamento da svolgere e vedo che non riesco a stare nel range, significa che quell'allenamento non dovrebbe essere fatto e magari sostituito con qualcosa di più produttivo, tornando all'esempio della soglia fare un lavoro sulla potenza lipidica invece che alla soglia come pianificato sarà molto più interessante. Concludo, e mi scuso per la lungaggine, sicuramente è possibile, però è meno preciso e soprattutto ci vuole una estrema sensibilità nel capire come leggere la FC.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bifone, post: 2661701, member: 6413"] Domanda interessante:mrgreen: Ho letto tutti gli interventi, per default mi trovo d'accordo con quasi tutto quello sostenuto da Roberto, sulle SFR nutro delle riserve. Le SFR sono nate in occasione del record dell'ora di Moser e sono, a mio modesto parere, un mezzo specifico per "tenere" il passo in pianura, concordo con il fatto che la stessa qualità si può sviluppare anche con altri mezzi allenanti. Tornando al topic, secondo me per capire i limiti dell'impostazione di un programma con il cardio bisogna prima chiarire alcuni concetti. A mio modo di vedere lo scopo dell'allenamento è lo sviluppo dei diversi sistemi energetici in base al modello di prestazione che si deve raggiungere. Il modello di prestazione di un cronoman o di un velocista sarà molto diverso rispetto di un fondista per capirci. I sistemi energetici rispondono alla potenza metabolica richiesta e a null'altro. Cosa misura la FC? La FC misura il grado di coinvolgimento dell'organismo durante una determinata attività. Capiamo che le cose sono sostanzialmente diverse, però sappaimo anche che c'è una notevole collimazione tra la crescita della potenza metabolica e l'aumento della FC. La collimazione però non è perfetta, infatti la FC, rispondendo ad uno stress globale dell'organismo e non soltanto all'aumento della potenza metabolica, ha delle fluttuazioni causate anche da fattori cognitivi o emotivi. Ad esempio è stato verificato che uno studente ansioso in attesa di essere interrogato può mantenere per più di 30' la FC ad oltre il 90% della FC max. Dobbiamo dedurre che sta facendo 30' di fuori soglia? Evidentemente no! La FC ci può dare utili informazioni accoppiate alla percezione dello sforzo e a dati oggettivi, come ad esempio la velocità (impotizzo l'assenza di power meter). Se ad esempio ieri ho fatto un lavoro a VO2max molto intenso e oggi provo a fare un lavoro in soglia è molto probabile che non riuscirò a raggiungere la FC di soglia per tanto che mi impegno, infatti è risaputo che una delle variabili che influiscono sulla FC (abbassandola) è la quantità di glicogeno muscolare che condiziona anche la produzione di lattato. Poco glicogeno significa poc produzione di lattato e pocà necessità di ventilare e quindi FC più bassa. Il dato però è molto indicativo per l'atleta attento perché se ho un determinato tipo di allenamento da svolgere e vedo che non riesco a stare nel range, significa che quell'allenamento non dovrebbe essere fatto e magari sostituito con qualcosa di più produttivo, tornando all'esempio della soglia fare un lavoro sulla potenza lipidica invece che alla soglia come pianificato sarà molto più interessante. Concludo, e mi scuso per la lungaggine, sicuramente è possibile, però è meno preciso e soprattutto ci vuole una estrema sensibilità nel capire come leggere la FC. [/QUOTE]
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