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Allenamento
Metodologie di allenamento
Allenamento senza il sensore di potenza, cardio style.
Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 2661784" data-attributes="member: 20890"><p>Come riferimento, n=1, ho fatto più volte il Mortirolo che non è lungo come il Fauniera ma come pendenze non scherza proprio a rpm >70 (<a href="http://rmassa.files.wordpress.com/2008/03/mortirolo-grafico.jpg" target="_blank">link grafico</a> il primo che ho trovato...) e Vam di ~1300 circa (nulla di eccezionale vista la pendenza).</p><p></p><p>Ho molte salite ripide anche qui in zona e non scendo mai sotto le 65-60 rpm (anche nel fare lavori "specifici"), e in genere consiglio lo stesso anche a chi seguo. Sono anni che non faccio SFR ma allenamenti diversificati per migliorare la potenza sostenibile per i target previsti (CP).</p><p>le SFR andrebbero riviste e contestualizzate come un lavoro con parametri diversi con obiettivo di "resistenza alla potenza".</p><p>Quali lavori? Come giustamente hai sottolineato, dipende dagli obiettivi da raggiungere: nel mio caso più è bassa l'intensità (es SST) allora lavoro a basse rpm (anche 60-65), più aumenta la potenza richiesta (es Z5, lavori in Vo2max) e la cadenza diventa un parametro secondario, poichè il focus totale si incentra sulla potenza da sostenere. L'essere troppo vincolati a specifici valori di rpm da rispettare all'unità (così come fc) è un retaggio dell'allenamento con riferimento FC (così restiamo in tema). Il vantaggio di un allenamento con potenza è quello di scremare/filtrare a seconda della necessità tutti gli inupt secondari e, a seconda dei lavori specifici, dare priorità ad altri valori, in primis appunto la potenza espressa.</p><p></p><p>Palestra: concordo con te e l'ho affermato più volte, a meno che ci siano particolari problemi specifici o mancanza di forza GENERALE, il ciclista ha maggiori benefici nell'allenamento sulle componenti aerobiche più che sulla forza, fattore limitante solo in poche circostanze specifiche.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 2661784, member: 20890"] Come riferimento, n=1, ho fatto più volte il Mortirolo che non è lungo come il Fauniera ma come pendenze non scherza proprio a rpm >70 ([URL="http://rmassa.files.wordpress.com/2008/03/mortirolo-grafico.jpg"]link grafico[/URL] il primo che ho trovato...) e Vam di ~1300 circa (nulla di eccezionale vista la pendenza). Ho molte salite ripide anche qui in zona e non scendo mai sotto le 65-60 rpm (anche nel fare lavori "specifici"), e in genere consiglio lo stesso anche a chi seguo. Sono anni che non faccio SFR ma allenamenti diversificati per migliorare la potenza sostenibile per i target previsti (CP). le SFR andrebbero riviste e contestualizzate come un lavoro con parametri diversi con obiettivo di "resistenza alla potenza". Quali lavori? Come giustamente hai sottolineato, dipende dagli obiettivi da raggiungere: nel mio caso più è bassa l'intensità (es SST) allora lavoro a basse rpm (anche 60-65), più aumenta la potenza richiesta (es Z5, lavori in Vo2max) e la cadenza diventa un parametro secondario, poichè il focus totale si incentra sulla potenza da sostenere. L'essere troppo vincolati a specifici valori di rpm da rispettare all'unità (così come fc) è un retaggio dell'allenamento con riferimento FC (così restiamo in tema). Il vantaggio di un allenamento con potenza è quello di scremare/filtrare a seconda della necessità tutti gli inupt secondari e, a seconda dei lavori specifici, dare priorità ad altri valori, in primis appunto la potenza espressa. Palestra: concordo con te e l'ho affermato più volte, a meno che ci siano particolari problemi specifici o mancanza di forza GENERALE, il ciclista ha maggiori benefici nell'allenamento sulle componenti aerobiche più che sulla forza, fattore limitante solo in poche circostanze specifiche. [/QUOTE]
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