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Allenamento
Metodologie di allenamento
Allenamento specifico per granfondo, gran confusione!
Testo
<blockquote data-quote="ciclettico" data-source="post: 2030057" data-attributes="member: 1915"><p>Grazie del chiarimento.</p><p>La distribuzione dei carichi cui mi riferivo è quella classica dell'amatore con lavoro diurno, quindi due brevi uscite (max 1.5 ore) infrasettimanali il mar e gio, più il fine settimana, con un'uscita lunghetta (3-4 ore) e una più breve.</p><p>In questo caso non esiste la possibilità del lungo infrasettimanale; ma da quanto affermi, anche se si potesse farlo, o questo è lungo davvero, oppure ai fini della forma fisica è sempre più vantaggioso svolgere esercitazioni specifiche.</p><p>Mi pare di capire che sei decisamente favorevole ad uno specifico che lavori sopratutto sulle qualità neuromuscolari e sulla reattività (tipo scatti da fermo e variazioni brevi), più che sul volume a ritmi costanti (tipo ripetute alla soglia).</p><p>In effetti gli amatori fondisti spesso lavorano in modalità diesel tutto l'anno, favorendo sempre la quantità (km e dislivello) sopra tutto il resto, e tendondo inevitabilmente a stallare. Certo che, a chi si pone come obiettivo il terminare al meglio un percorso dalle 5 ore in su, risulta comodo anche psicologicamente affidarsi al criterio "più faccio e meglio è".</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ciclettico, post: 2030057, member: 1915"] Grazie del chiarimento. La distribuzione dei carichi cui mi riferivo è quella classica dell'amatore con lavoro diurno, quindi due brevi uscite (max 1.5 ore) infrasettimanali il mar e gio, più il fine settimana, con un'uscita lunghetta (3-4 ore) e una più breve. In questo caso non esiste la possibilità del lungo infrasettimanale; ma da quanto affermi, anche se si potesse farlo, o questo è lungo davvero, oppure ai fini della forma fisica è sempre più vantaggioso svolgere esercitazioni specifiche. Mi pare di capire che sei decisamente favorevole ad uno specifico che lavori sopratutto sulle qualità neuromuscolari e sulla reattività (tipo scatti da fermo e variazioni brevi), più che sul volume a ritmi costanti (tipo ripetute alla soglia). In effetti gli amatori fondisti spesso lavorano in modalità diesel tutto l'anno, favorendo sempre la quantità (km e dislivello) sopra tutto il resto, e tendondo inevitabilmente a stallare. Certo che, a chi si pone come obiettivo il terminare al meglio un percorso dalle 5 ore in su, risulta comodo anche psicologicamente affidarsi al criterio "più faccio e meglio è". [/QUOTE]
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