Anni '70

Stefano1964

Apprendista Velocista
19 Settembre 2011
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Bel periodo quello.
Nel 1970 avevo 6 anni, ed ero già reduce dalla contestazione studentesca e dall'occupazione dell'asilo.
Vivevo con dolore la fine degli anni '60, che per me erano stati straordinari, ed iniziavo a vivere anni bui, di disordine esistenziale. In Italia c'era l'austerità, e sospetti di colpo di stato.

Io mi ponevo molte domande:

1) Ma John Lennon, non poteva prendersi una meno cessa?

2) Diventerò mai più alto di 1,60?

3) Ma dove sta, l'Isola di Wight?

4) Riuscirò mai a trombarmi una come Raffaella Carrà?

5) E, comunque, tra quanto potrò iniziare a trombare?

6) Come faccio a superare l'esame di seconda elementare? Imparerò mai le tabelline?

Come potete vedere, questioni non da poco.
All'asilo avevo avuto problemi. Il primo l'avevo frequentato soltanto per tre giorni, poi ero stato sbattuto fuori. E allora mi mandarono in un altro asilo vicino a casa, sempre dalle suore.
Io non mi facevo ancora le pippe, e quindi ero mooooolto irrequieto. Menavo a tutti quanti.

In prima elementare invece mi trovavo abbastanza bene. Ero già allora un leader naturale.
A volte facevo cose strane. Una volta mi soffiai forte il naso, poi, dato che ero contento perché era uscita tanta roba, andai a far vedere il fazzoletto alla maestra.
Mi piaceva portare il grembiule e il fiocco, però andavo sempre in ritardo.
La maestra teneva una bacchetta di legno, e me la tirava sulle mani. Che dolore.

Tenete presente che Syd Barrett era già uscito dai Pink Floyd, e non se ne avevano notizie precise.
I miei amici più grandi avevano un grande stereo Grundig, davano delle feste, e io stavo sempre in mezzo alle palle.
Tutti avevano la ragazza, e io no. E' anche vero che gli altri avevano una dozzina di anni in più di me.
Infatti non avevo ancora nemmeno la bicicletta.

Però mi giravano lo stesso gli zebedei. Le ragazze di quegli anni portavano le minigonne, ed erano molto belle. A me piacevano quelle coi capelli lisci, però avevo le idee parecchio confuse su quello che avrei potuto fare con loro.
Mi piacevano quelle tipe un poco hippy, non so se avete presente il genere Breezy.

Comunque. All'epoca pensavo che Little Tony fosse un gran fico. Sapevo già che non avrei mai potuto indossare un pulloverino in lana nera coi fili argentati, come quello che aveva lui.
Non che mi sentissi inferiore. Ma non ero un tipo da discoteca.
 
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Non avevo voglia di fare i compiti. Che rottura di palle, specialmente se in tv davano Ombre rosse.

Poi, la notte spesso sognavo di essere un super eroe.
M'immaginavo tutto vestito con una tuta aderente, che saltavo giù dal cornicione di un palazzo per salvare una gnocca che mi piaceva parecchio.
Dopo averla salvata, lei era la mia ragazza, e io provavo un grande amore.

In ogni caso, anche se lo fossi stato, sarei stato un super eroe sfortunato.
Non ho mai visto una gnocca in difficoltà, in tutti questi anni. Avrei rischiato di passare più di quarant'anni appostato su un cornicione, senza niente da fare.

Poi mi piaceva Tex, Zagor, il Comandante Mark e pure il Grande Blek.
Io a sei anni sapevo leggere quasi bene.
 

Stefano1964

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Mia mamma mi aveva in pratica raccomandato, per entrare alle elementari, e così mi trovavo in una classe di semi genii.
Ci fosse stato uno che faceva la raccolta, che so, delle figurine dei calciatori.
Nella mia classe no. Come minimo si facevano le raccolte di figurine degli animali preistorici, io poi per distinguermi iniziai la raccolta dei fossili. Minchia, a sei anni.
Avevamo degli album bellissimi, mi ricordo che io completai la raccolta delle figurine sul Risorgimento. Al giornalaio, quando vedeva uno di noi, gli si raddrizzava la giornata. Riusciva a mollare delle figurine che non voleva nessuno.
I bambini normali compravano le figurine Panini, delle squadre di calcio, poi se le giocavano pure. Noi no, non eravamo nemmeno capaci.

C'era questa vaga atmosfera di cultura, cazzo. Poi c'erano anche dei soggetti bravissimi a scuola, il più asino ero io.

Nel pomeriggio invece avevo altri amici, più terra terra, e così giocavo sempre a pallone e andavo in bici, avete presente quella custom con il cambio sul tubo superiore? Ero sempre sozzo, andavo in montagna, o meglio in collina. I compiti non li facevo quasi mai, e infatti beccavo sempre le bacchettate.

La sera vedevo la televisione con mamma, papà e i miei zii.
All'epoca c'erano gli sceneggiati, roba fortissima. Io andavo pazzo per Belfagor, anzi, tutta la mia classe stravedeva per quello sceneggiato. In pratica, vivevamo tutta la settimana in attesa della prossima puntata. Poi mi piaceva moltissimo Maigret, quello con Gino Cervi, eppoi il massimo, il Commissario De Vincenzi, con Paolo Stoppa.
Mi piacque tanto anche La Freccia nera, ricordate che io ero sempre convinto che sarei diventato un super eroe.