Approvata la nuova normativa amatoriale: rivoluzione etica e tutela della salute

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samuelgol

Flughafenwächter
24 Settembre 2007
43.701
18.782
Bozen
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Bici
Canyon Ultimate SLX. Nome: Andrea
La discussione nelle ultime pagine appare improntata esclusivamente sulla persona di Santilli e della sua intervista.
Potete pure continuare a parlare di lui anche se ritengo che non sia coerente con la discussione ma per questo ci sono i mod. che potranno decidere in modo conforme al regolamento se attivare una discussione ad hoc mentre, a quanto pare, l'intervista appare in linea e non è OT.

Allora cerchiamo di discutere del film e non del regista.

1) Sbaglia Santilli quando sostiene che "Ci sono squadre attrezzate come fossero team professionistici, uomini che mettono in secondo piano la famiglia e il lavoro per seguire tabelle folli e raggiungere i watt prodotti da chi pedala per professione. Se non avessi vissuto da dentro queste esperienze, direttamente come agonista, non avrei potuto percepire davvero l'esasperazione del settore. Pensate che la Granfondo Londra in due anni è diventata la corsa più importante del mondo, da noi purtroppo manca una cultura della ciclabilità attorno alla quale poter far crescere grandi eventi. Siamo circondati da assatanati psicopatici che vogliono avere sempre la bici ultimo modello, seguono la dieta del momento e sbavano dietro a testimonial non credibili come sono gli atleti professionisti che, in quanto tali, sono modelli irraggiungibili per un amatore."

2) La proposta e l'iniziativa di Santilli di abolire la premiazione della classifica generale e limitarla solo a quella di categoria può essere utile al movimento?

La MF dei Castelli già quest'anno ha applicato questo criterio.
Anche tu ora la chiami MF. Finalmente!! :-)
Sull'inerenza o meno degli inteventi ho già risposto.
La normativa etica è un atto organizzativo del mondo amatoriale? L'intervista parla di visione organizzativa del mondo amatoriale? E allora direi che l'argomento quello sia. Se poi volete commentare solo l'atto di 13 mesi fa, direi che dopo oltre 4000 mila post sia già stato detto tutto su quell'atto, quindi il 3d lo chiudiamo? Se, peggio ancora, qualcuno non vuole sentire pareri discordanti e dopo decine di post denigratori (dopati, amici dei dopati, furbetti del quartierino, amici dei furbetti ecc.ecc.) verso l'altrui pensiero, ora la strategia è il bavaglio, direi proprio che ciò non possa avvenire. Per cortesia, non vorrei tornare sul punto. Confrontiamoci con reciproco rispetto e tolleranza.
 
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nyx

Pignone
13 Maggio 2013
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GOOMAH G733
La discussione nelle ultime pagine appare improntata esclusivamente sulla persona di Santilli e della sua intervista.
Potete pure continuare a parlare di lui anche se ritengo che non sia coerente con la discussione ma per questo ci sono i mod. che potranno decidere in modo conforme al regolamento se attivare una discussione ad hoc mentre, a quanto pare, l'intervista appare in linea e non è OT.

Allora cerchiamo di discutere del film e non del regista.

1) Sbaglia Santilli quando sostiene che "Ci sono squadre attrezzate come fossero team professionistici, uomini che mettono in secondo piano la famiglia e il lavoro per seguire tabelle folli e raggiungere i watt prodotti da chi pedala per professione. Se non avessi vissuto da dentro queste esperienze, direttamente come agonista, non avrei potuto percepire davvero l'esasperazione del settore. Pensate che la Granfondo Londra in due anni è diventata la corsa più importante del mondo, da noi purtroppo manca una cultura della ciclabilità attorno alla quale poter far crescere grandi eventi. Siamo circondati da assatanati psicopatici che vogliono avere sempre la bici ultimo modello, seguono la dieta del momento e sbavano dietro a testimonial non credibili come sono gli atleti professionisti che, in quanto tali, sono modelli irraggiungibili per un amatore."

2) La proposta e l'iniziativa di Santilli di abolire la premiazione della classifica generale e limitarla solo a quella di categoria può essere utile al movimento?

La MF dei Castelli già quest'anno ha applicato questo criterio.

1 dice delle cose in parte vere, ma non è affare suo decidere ciò che uno vuol fare della propria vita senza con questo andare contro alle regole

2 non è utile al movimento, le classifiche sono comunque pubblicate in ordine di arrivo e i premi non sono l'ambizione di chi corre l'assoluta, anche perché chi fa bene nell'assoluta viene premiato in categoria

Queste, a mio modo di vedere la cosa, sono due sparate ulteriori nel tentativo di farsi ulteriormente bello nella strenua ricerca di popolarità che sta conducendo da un paio d'anni. Ma questo non è più quello che molti appassionati amatoriali vogliono. Sta esagerando e non nell'interesse di chi pratica il ciclismo amatoriale ma nel suo personale. E questo non va bene.
 
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sindaco

Apprendista Scalatore
26 Aprile 2008
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Anche tu ora la chiami MF. Finalmente!! :-)
Sull'inerenza o meno degli inteventi ho già risposto.
La normativa etica è un atto organizzativo del mondo amatoriale? L'intervista parla di visione organizzativa del mondo amatoriale? E allora direi che l'argomento quello sia. Se poi volete commentare solo l'atto di 13 mesi fa, direi che dopo oltre 4000 mila post sia già stato detto tutto su quell'atto, quindi il 3d lo chiudiamo? Se, peggio ancora, qualcuno non vuole sentire pareri discordanti e dopo decine di post denigratori (dopati, amici dei dopati, furbetti del quartierino, amici dei furbetti ecc.ecc.) verso l'altrui pensiero, ora la strategia è il bavaglio, direi proprio che ciò non possa avvenire. Per cortesia, non vorrei tornare sul punto. Confrontiamoci con reciproco rispetto e tolleranza.

Nessun bavaglio!
L'intervista è coerente con la discussione mentre la persona Santilli, a mio parere, no.
Se vogliamo parlare di Santilli apriamo una apposita discussione e diamo inizio alla danza.
 

samuelgol

Flughafenwächter
24 Settembre 2007
43.701
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Bozen
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Canyon Ultimate SLX. Nome: Andrea
Nessun bavaglio!
L'intervista è coerente con la discussione mentre la persona Santilli, a mio parere, no.
Se vogliamo parlare di Santilli apriamo una apposita discussione e diamo inizio alla danza.
Qui non si parla della persona santilli. Ci mancherebbe altro. Il suo essere avvocato, padre, marito non è oggetto di discussione, nè deve esserlo.
Si parla del dirigente FCI, se vogliamo dell'organizzatore della gara e di ciò che lui dice e fa in tali vesti. La normativa etica è cosa sua, è inevitabile che lo si nomini. L'intervista l'ha rilasciata lui. E' inevitabile che lo si nomini. Ma del resto a lui fa piacere. Apparire e non essere....ma se nessuno parla di te appari a nessuno.
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
514
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Bergamo
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colnago
Nessun bavaglio!
L'intervista è coerente con la discussione mentre la persona Santilli, a mio parere, no.
Se vogliamo parlare di Santilli apriamo una apposita discussione e diamo inizio alla danza.

Ma qui non si parla o critica la persona Santilli, ma si parla e critica l'operato del DIRIGENTE SPORTIVO Santilli.
Nessuno mi pare parli dei fatti personali di Santilli: ma delle cose che dice e poi fa e che finiscono con l'incidere (per alcuni nel bene, per altri nel male) su quello che fanno o possono fare molti di quelli che anche qua si esprimono.

Quindi penso che tu convenga, dall'alto della tua esperienza giuridica, che nel criticare l'operato di una persona che ha funzioni di valenza "pubblicistica" non vi sia alcuna violazione di quanto sancito dalla Costituzione all'art. 21:
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

A noi comuni mortali non é concesso di irrompere negli studi televisivi di Raisport, per fare spot promozionali personali: ad altri viene concesso forse perché quasi tutti coloro che fanno capo alla testata giornalistica sportiva <ciclistica> di quell'emittente sono tesserati in Bicitaly, come tu ben sai.
Mi dirai libera scelta dei soggetti: certamente.
Però meno libera é la scelta di consentire e permettere che sia usato un pubblico servizio per interessi privati, quando vi sei coinvolto.

Sempre a dimostrazione che l'alta azione politico-sportiva, che contraddistingue il suo agire nel mondo ciclistico, é scevra da interessi e fini personali: identica, più e mai meno, alla stessa azione che fanno quasi tutti nelle loro piccole realtà societarie sportive.
 
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nyx

Pignone
13 Maggio 2013
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GOOMAH G733
Pensate che la Granfondo Londra in due anni è diventata la corsa più importante del mondo, da noi purtroppo manca una cultura della ciclabilità attorno alla quale poter far crescere grandi eventi. Siamo circondati da assatanati psicopatici che vogliono avere sempre la bici ultimo modello, seguono la dieta del momento e sbavano dietro a testimonial non credibili come sono gli atleti professionisti che, in quanto tali, sono modelli irraggiungibili per un amatore."

Londra. questo è l'obiettivo reale neppure troppo velato del signor Santilli. Probabilmente obiettivo con un minimo di interesse economico (giustamente chi lavora vuole guadagnare). Il problema è che per ottenere questo risultato dovrebbe fare tabula rasa del 90% delle GF esistenti oggi, ridurre a 10 eventi al massimo il panorama granfondistico (se possibile tutti sotto la sua egida FSL) in modo da assicurarsi il pienone e riempirsi per bene le tasche...e per fare questo tira in ballo l'etica, la mancanza di cultura italiana (ma stiamo scherzando??? l'Italia è al primo posto nel mondo delle granfondo da oltre 20 anni!!), ecc.

No mi dispiace, non ci siamo, non condivido più la linea. Forse (e dico forse) ha ragione Francini...o per lo meno un po' di ragione ce l'ha...
 

andre.road

Scalatore
11 Ottobre 2012
7.099
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Roma
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:-)
Nessun bavaglio!
L'intervista è coerente con la discussione mentre la persona Santilli, a mio parere, no.
Se vogliamo parlare di Santilli apriamo una apposita discussione e diamo inizio alla danza.

Le apparizioni mediatiche di Santilli a mio parere sono pertinenti perché utili a centrare il fuoco su due aspetti fondamentali di questa discussione:

- da un lato, vi è il requisito etico;

- dall'altro, vi è il tentativo di promuovere un orientamento "riformista" dei meccanismi della competizione, con particolare riguardo per la pratica granfondistica.

Del primo si è detto: appare un impianto idoneo ad attuare un duro contrasto, un impianto che nel giro di pochi anni potrebbe produrre degli effetti altrimenti insperati. Alcuni ne contestano la legittimità (e si vedrà il prodursi della giurisprudenza), altri concordano sostanzialmente con la sua applicazione, a patto che a regime il "requisito" sia accompagnato da una capillare diffusione dei controlli che non riguardi solo i primi classificati. Proprio perché - è lo stesso Santilli a sostenerlo - le pratiche dopanti sembrerebbero più diffuse di quanto in realtà si è disposti ad ammettere.

Sul secondo approccio - quello che intende modificare la competizione - si esprimono forti dubbi. Perché si ritiene che ciò potrebbe intaccare pesantemente la pratica del ciclismo inteso come sport, producendo altresì profili discriminatori. Sia per quanto concerne le restrizioni poste in capo agli atleti in uscita dalle categorie professionali/agonistiche, sia per quanto concerne l'eliminazione delle classifiche finali, che - come abbiamo rilevato - Santilli auspica si diffonda ben al di là dell'evento romano.

Ma, per l'appunto, le ragioni del secondo approccio, dal punto di vista della cultura sportiva, risultano del tutto infondate, se si persegue con assiduità e fermezza il primo obiettivo (requisito etico). A meno che, col secondo approccio, non si intenda perseguire obiettivi che esulano dalla cultura sportiva, investendo altri campi di interesse.

Implementiamo i controlli ed applichiamo il requisito, come si è detto, perché l'esasperazione non è nella sana competizione, ma in quella che non rispetta le regole e i principi di lealtà sportiva.
 

gymartino

Apprendista Velocista
8 Luglio 2010
1.356
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Luicciana (Prato)
jc40.beepworld.it
Bici
Pinarello FP 4:13
Le apparizioni mediatiche di Santilli a mio parere sono pertinenti perché utili a centrare il fuoco su due aspetti fondamentali di questa discussione:

- da un lato, vi è il requisito etico;

- dall'altro, vi è il tentativo di promuovere un orientamento "riformista" dei meccanismi della competizione, con particolare riguardo per la pratica granfondistica.

Del primo si è detto: appare un impianto idoneo ad attuare un duro contrasto, un impianto che nel giro di pochi anni potrebbe produrre degli effetti altrimenti insperati. Alcuni ne contestano la legittimità (e si vedrà il prodursi della giurisprudenza), altri concordano sostanzialmente con la sua applicazione, a patto che a regime il "requisito" sia accompagnato da una capillare diffusione dei controlli che non riguardi solo i primi classificati. Proprio perché - è lo stesso Santilli a sostenerlo - le pratiche dopanti sembrerebbero più diffuse di quanto in realtà si è disposti ad ammettere.

Sul secondo approccio - quello che intende modificare la competizione - si esprimono forti dubbi. Perché si ritiene che ciò potrebbe intaccare pesantemente la pratica del ciclismo inteso come sport, producendo altresì profili discriminatori. Sia per quanto concerne le restrizioni poste in capo agli atleti in uscita dalle categorie professionali/agonistiche, sia per quanto concerne l'eliminazione delle classifiche finali, che - come abbiamo rilevato - Santilli auspica si diffonda ben al di là dell'evento romano.

Ma, per l'appunto, le ragioni del secondo approccio, dal punto di vista della cultura sportiva, risultano del tutto infondate, se si persegue con assiduità e fermezza il primo obiettivo (requisito etico). A meno che, col secondo approccio, non si intenda perseguire obiettivi che esulano dalla cultura sportiva, investendo altri campi di interesse.

Implementiamo i controlli ed applichiamo il requisito, come si è detto, perché l'esasperazione non è nella sana competizione, ma in quella che non rispetta le regole e i principi di lealtà sportiva.
Ecco, con questo intervento sono quasi pienamente in accordo.
Dico quasi, perchè il fatto che auspichi qualcosa non vuol anche dire che lo stia cercando di far passare come norma. Se lo farà, gli daremo contro. Se l'auspicio avrà seguito in altri organizzatori ma non nell'utenza, accadrà come alla Pinarello. Se invece avrà seguito anche nell'utenza vorrà dire che tutto sommato non era poi così terribile. Non lo credo, però...
 

Fermick69

Apprendista Passista
24 Aprile 2011
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86
Parma
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BMC
Perché se vuoi fare business lo dichiari prima, non ti metti capo di un movimento nazionale sportivo per riuscire a fare i tuoi interessi (anche legittimi).

Ma concordi, con chi ha la competenza di approvare, i modi di svolgimento di quella parte "agonistica" che ti permette di fare il "business" con gli altri 30.000 del parco buoi.
Vogliamo copiare dalle grandi maratone: posso anche essere d'accordo. Però non parlatemi di gare agonistiche, perché al massimo la parte agonistica é riservata a 200/300 persone.
Però a quelli davanti, che vogliono correre, non gli puoi impedire di farlo.

In America sono abituati alle transumanze di migliaia di bovini da uno stato all'altro e sanno gestire meglio questi avvenimenti.
Davanti guardati a vista le migliori bestie, dietro il resto della mandria.....

E se vuoi arrivare a questo si deve cambiare il regolamento, non fare come comoda a te solo perché sei in quella posizione.

PS: comunque a Roma quest'anno erano circa 3000/3200 iscritti (non partenti) mica 5000 come sbandierato.


Potresti spiegare meglio perchè la parte agonistica è riservata a 200/300 persone e a chi compete e come si possono cambiare le regole?
 

andre.road

Scalatore
11 Ottobre 2012
7.099
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Roma
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:-)
...Implementiamo i controlli ed applichiamo il requisito, come si è detto, perché l'esasperazione non è nella sana competizione, ma in quella che non rispetta le regole e i principi di lealtà sportiva.

Ecco, con questo intervento sono quasi pienamente in accordo.
Dico quasi, perchè il fatto che auspichi qualcosa non vuol anche dire che lo stia cercando di far passare come norma. Se lo farà, gli daremo contro. Se l'auspicio avrà seguito in altri organizzatori ma non nell'utenza, accadrà come alla Pinarello. Se invece avrà seguito anche nell'utenza vorrà dire che tutto sommato non era poi così terribile. Non lo credo, però...

concordo.......quasi del tutto ;-)

perché le regole e la lealtà sportiva non vanno solo scritte, vanno anche applicate e praticate...

allora, se nell'evento che Tu - dirigente FCI - organizzi, mi levi le classifiche e le premiazioni finali, gestisci male (prima) e abolisci (poi) le griglie di merito, mi fai partire tra quelli della cicloturistica con le scarpe da ginnastica (provato io quest'anno) e forse (domani) tra quelli con la pedalata assistita, mentre quelli del tuo team son tutti regolarmente schierati in prima fila..... capisci da solo che c'è qualcosa che non torna ......

a quel punto ne vale anche della credibilità delle cose che dici, scrivi e promuovi in sede di regolazione nazionale

al netto di ogni Falzarano......... o-o
 
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angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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Bergamo
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colnago
Potresti spiegare meglio perchè la parte agonistica è riservata a 200/300 persone e a chi compete e come si possono cambiare le regole?

La vera parte agonistica (ossia quella in cui corrono quelli che vogliono arrivare....) di una gran fondo di fatto é riservata a quelli che corrono nella parte iniziale della manifestazione all'interno di quel lasso di "tempo" di 15/20 minuti che divide il primo dagli altri possibili inseguitori che abbiano chance di qualificarsi.
Inutile voler inventare l'agonismo "non agonistico": chi fa le gran fondo ed é un poco competitivo di sicuro non si ferma in cima alla salita a "magnà er panino con la porchetta". Questo manco Santilli che é un agonista estremo.....
In una gara con 500 partenti quel gruppo iniziale sarà di 50 atleti, in una gara con 5000 partenti sarà di 300 atleti: ossia più o meno circa il 10% dei partenti.

Un dirigente deve avere quindi avere le conoscenze per capire i molti meccanismi che permettono il realizzarsi di una manifestazione.
Ora avendo partecipato, in qualità di referente del Consiglio federale con la Commissione Direttori di Corsa all'epoca presieduta da S. Antonelli, alla stesura del primo disciplinare al Ministero dell'Interno ho ben presente cosa significhi (e quali problemi comporti) muovere una così grande e non omogenea moltitudine di ciclisti su una strada.
All'inizio degli anni 80 venne organizzato ad Arona il raduno nazionale cicloturistico, con oltre 15.000 partecipanti: La statale 33 del Sempione (fra Arona e Gravellona Toce) e quella del Lago d'Orta (fra Gravellona e Gozzano) rimasero bloccate per ore dividendo di fatto in due la provincia di Novara con la Val d'Ossola isolata a nord.
Questa cosa provocò il divieto negli anni successivi di poter organizzare gare nei mesi estivi su quelle statali bloccando di conseguenza l'attività anche delle categorie agonistiche di quelle zone.

E' impensabile ritenere di poter ottenere la totale chiusura del traffico: solo il Giro d'Italia riesce ad ottenerla sui percorsi in linea, e tutti sappiamo che una gran fondo non si può svolgere su percorsi in circuito ....
Quindi é evidente che fuori da quei 15/20 minuti di sospensione temporanea del traffico, che in genere sono contenuti nell'ordinanza di autorizzazione della gara e identificabili tra la vettura di INIZIO e quella di FINE CORSA si debba regolamentare in modo che sia chiaro a tutti il seguente principio:
l'atleta che venga a trovarsi dietro alla vettura di fine corsa può continuare la sua gara per raggiungere la linea d'arrivo, ma dal momento che é supoerato dalla vettura di FINE CORSA, perde la qualifica di ATLETA IN GARA e deve comportarsi come un normale utente della strada (ossia come se stesse facendo un allenamento).
In tal modo si eliminerebbero tutte le contestazioni, legali, giuridiche, civili che invece oggi sovente vediamo nascere per incidenti capitati ad atleti che magari pedalano a più di un'ora dalla testa della corsa.
Con queste due semplici righe garantiresti il loro diritto di finire la granfondo, non godendo delle tutele che hanno quelli che corrono in testa: non li escludi dalla gara, ma gli permetti di arrivare all'arrivo sapendo però come DEBBONO COMPORTARSI nei confronti degli altri utenti della strada (ai quali non puoi imporre di stare fermi delle ore per aspettare gli ultimi di una gran fondo).
Invece si stanno studiando regole cervellotiche!

E questo non solo per le gare amatoriali, ma anche nelle gare delle categorie agonistiche.
 
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sindaco

Apprendista Scalatore
26 Aprile 2008
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Manfredonia
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allora, se nell'evento che Tu - dirigente FCI - organizzi, mi levi le classifiche e le premiazioni finali, gestisci male (prima) e abolisci (poi) le griglie di merito, mi fai partire tra quelli della cicloturistica con le scarpe da ginnastica (provato io quest'anno) e forse (domani) tra quelli con la pedalata assistita, mentre quelli del tuo team son tutti regolarmente schierati in prima fila..... capisci da solo che c'è qualcosa che non torna ......

Le premiazioni finali sono state eliminate già quest'anno per la classifica generale assoluta e non mi pare che chi ne avrebbe avuto diritto si sia lamentato.
Tutto rimarrà pressochè invariato in quanto chiunque è libero di interpretare la manifestazione come meglio gli aggrada.
Chi vuole competere per il tempo finale nella assoluta può tranquillamente farlo ed andare a tutta dall'inizio alla fine e risulterà nella classifica che gli compete senza, però, la premiazione riservata solo per categoria e nella cronoscalata.
Saranno previste griglie dedicate a quelli con scarpe da ginnastica e pedalata assistita e cicloturistica.
Personalmente ritengo che i tempi per una trasformazione di almeno alcune delle nostre granfondo nel senso prospettato da Santilli non siano ancora maturi così come già sperimentato con la Pinarello però se in altri paesi lo spirito è quello vuol dire che c'è qualcosa che non torna e in questo hai ragione.
Mi chiedo e chiedo a tutti voi cosa mai possa spingere 25.000 persone a partecipare alla GF di Londra esborsando un costo di iscrizione, se non sbaglio, di circa € 250, senza essere inseriti in nessuna griglia di merito, senza che venga stilata alcuna classifica, senza pasta party e senza pacco gara.
Tutte cose ritenute imprenscindibili, irrinunciabili e fondamentali per il nostro movimento.
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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colnago
Saranno previste griglie dedicate a quelli con scarpe da ginnastica e pedalata assistita e cicloturistica.
Personalmente ritengo che i tempi per una trasformazione di almeno alcune delle nostre granfondo nel senso prospettato da Santilli non siano ancora maturi così come già sperimentato con la Pinarello però se in altri paesi lo spirito è quello vuol dire che c'è qualcosa che non torna e in questo hai ragione.
Mi chiedo e chiedo a tutti voi cosa mai possa spingere 25.000 persone a partecipare alla GF di Londra esborsando un costo di iscrizione, se non sbaglio, di circa &#8364; 250, senza essere inseriti in nessuna griglia di merito, senza che venga stilata alcuna classifica, senza pasta party e senza pacco gara.
Tutte cose ritenute imprenscindibili, irrinunciabili e fondamentali per il nostro movimento.

Che Santilli sogni di far partecipare alla sua manifestazione, perché non parliamo più di una "gara agonistica amatoriale", anche le bighe a pedali condotte dagli amati "gladiatori" lo sanno anche i sanpietrini del Foro romano e, considerato che fa il ritrovo alle Terme di Caracalla, potrebbe anche inserire una parte riservata a quelli che fanno il ciclopalla (con cui sicuramente si intenderà meglio).
Se vuole, poi, può anche prevedere la partecipazione di quelli con il monociclo, con la draisina, il velocipede o il biciclo. Può far partecipare anche Agostini con la MV Augusta con cui ha vinto 15 mondiali: insomma può fare quello che vuole (tanto già lo fa).
Che lui veda l'organizzazione di una granfondo come un atto "pride" (cit. lett.: celebrazione dell'orgoglio di non vergognarsi) lo abbiamo capito tutti: perché però quella vergogna debba essere scaricata sui partecipanti non lo si capisce, quando il business con quote iscrizione e diritti TV se li tiene lui.
Che voglia fare le premiazioni come gli piace é una cosa che semmai avrà il riscontro del gradimento dal tipo di partecipazione (non in senso quantitativo, ma qualitativo, perché il business non fa testo) che si riscontrerà nella prossima edizione della gf di Roma!
Fino a 50 anni fa al Giro d'Italia veniva premiata la Maglia nera: per il futuro del ciclismo amatoriale sotto l'egida Santilli una partenza da una grande cosa del passato!

Quello che non capiamo e perché anche gli altri debbono chinarsi a questa sua volontà?
 
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andre.road

Scalatore
11 Ottobre 2012
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:-)
Le premiazioni finali sono state eliminate già quest'anno per la classifica generale assoluta e non mi pare che chi ne avrebbe avuto diritto si sia lamentato.
Tutto rimarrà pressochè invariato in quanto chiunque è libero di interpretare la manifestazione come meglio gli aggrada.
Chi vuole competere per il tempo finale nella assoluta può tranquillamente farlo ed andare a tutta dall'inizio alla fine e risulterà nella classifica che gli compete senza, però, la premiazione riservata solo per categoria e nella cronoscalata.
Saranno previste griglie dedicate a quelli con scarpe da ginnastica e pedalata assistita e cicloturistica.
Personalmente ritengo che i tempi per una trasformazione di almeno alcune delle nostre granfondo nel senso prospettato da Santilli non siano ancora maturi così come già sperimentato con la Pinarello però se in altri paesi lo spirito è quello vuol dire che c'è qualcosa che non torna e in questo hai ragione.
Mi chiedo e chiedo a tutti voi cosa mai possa spingere 25.000 persone a partecipare alla GF di Londra esborsando un costo di iscrizione, se non sbaglio, di circa € 250, senza essere inseriti in nessuna griglia di merito, senza che venga stilata alcuna classifica, senza pasta party e senza pacco gara.
Tutte cose ritenute imprenscindibili, irrinunciabili e fondamentali per il nostro movimento.


io a Londra non andrei, a pagare quelle cifre, in un formicaio, per fare si e no 1000 metri di dislivello in 200km....... di Roma parlo perché ho partecipato, mi sono anche divertito a fare lo slalom tra quelli della cicloturistica che stavamo in griglia con me e che mi precedevano in altre griglie, mi sono divertito anche a riprendere quelli della tua squadra che son partiti in prima griglia........ho fatto il mio tempo e son stato contento........motivo per cui aborro il panino con la porchetta sul GPM


Londra non è Roma, caro Sindaco, la cultura sportiva che ho respirato a Roma è stata parecchio in stile matriciano/i soliti ignoti ....motivo per cui resto alquanto preoccupato di alcune derive e dichiarazioni. Al contempo guarderei ai regolamenti di eventi ben più blasonati di Londra e che certamente sono eventi che si svolgono in Italia.

Ma capisco la logica......I veri amatori costituiscono "solo il 10% della torta", dice Santilli........

Sul secondo approccio - quello che intende modificare la competizione - si esprimono forti dubbi. Perché si ritiene che ciò potrebbe intaccare pesantemente la pratica del ciclismo inteso come sport, producendo altresì profili discriminatori. Sia per quanto concerne le restrizioni poste in capo agli atleti in uscita dalle categorie professionali/agonistiche, sia per quanto concerne l'eliminazione delle classifiche finali, che - come abbiamo rilevato - Santilli auspica si diffonda ben al di là dell'evento romano.

Ma, per l'appunto, le ragioni del secondo approccio, dal punto di vista della cultura sportiva, risultano del tutto infondate, se si persegue con assiduità e fermezza il primo obiettivo (requisito etico). A meno che, col secondo approccio, non si intenda perseguire obiettivi che esulano dalla cultura sportiva, investendo altri campi di interesse.

Implementiamo i controlli ed applichiamo il requisito, come si è detto, perché l'esasperazione non è nella sana competizione, ma in quella che non rispetta le regole e i principi di lealtà sportiva.

Ad maiora o-o
 
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gx2

via col vento
29 Ottobre 2008
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Dove non ci sono troll, frustrati e rosiconi
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Gigiant
Mi chiedo e chiedo a tutti voi cosa mai possa spingere 25.000 persone a partecipare alla GF di Londra esborsando un costo di iscrizione, se non sbaglio, di circa € 250, senza essere inseriti in nessuna griglia di merito, senza che venga stilata alcuna classifica, senza pasta party e senza pacco gara.
Tutte cose ritenute imprenscindibili, irrinunciabili e fondamentali per il nostro movimento.

Ma non è che stiamo facendo un po' di confusione?
Nessuno è contrario alle cicloturistiche ;nonzo%
Ma il problema è la demonizzazione dell'agonismo tout court, anche quello sano quindi. Semplice no?
Se santilli si vuole divertire alle cicloturistiche e vuole far divertire i cicloturisti è libero di organizzarne quante gliene pare. Ma l'agonismo è insito nello sport e come ho già scritto precedentemente racchiude anche valori positivi ed educativi.
I tempi maturi per la trasformazione di "alcune" (quali sarei proprio curioso :mrgreen:) granfondo in cicloturistiche non saranno maturi mai. Al più come già in pratica succede potranno essere affiancati i due eventi.
 

giorgibe

Apprendista Scalatore
28 Settembre 2005
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Mi chiedo e chiedo a tutti voi cosa mai possa spingere 25.000 persone a partecipare alla GF di Londra esborsando un costo di iscrizione, se non sbaglio, di circa € 250, senza essere inseriti in nessuna griglia di merito, senza che venga stilata alcuna classifica, senza pasta party e senza pacco gara.
Tutte cose ritenute imprenscindibili, irrinunciabili e fondamentali per il nostro movimento.

avendoci abitato per un bel po', perché londra ha piena coscienza di se, essendo in pratica uno stato dentro una nazione, con un forte senso della comunità, anche se multi multi etnica, con grande attenzione per i temi del trasporto urbano sostenibile, tutti fattori che qui da noi sono lungi dall' essere o mai saranno.
 

gymartino

Apprendista Velocista
8 Luglio 2010
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Pinarello FP 4:13
Ma non è che stiamo facendo un po' di confusione?
Nessuno è contrario alle cicloturistiche ;nonzo%
Ma il problema è la demonizzazione dell'agonismo tout court, anche quello sano quindi. Semplice no?
Se santilli si vuole divertire alle cicloturistiche e vuole far divertire i cicloturisti è libero di organizzarne quante gliene pare. Ma l'agonismo è insito nello sport e come ho già scritto precedentemente racchiude anche valori positivi ed educativi.
I tempi maturi per la trasformazione di "alcune" (quali sarei proprio curioso :mrgreen:) granfondo in cicloturistiche non saranno maturi mai. Al più come già in pratica succede potranno essere affiancati i due eventi.
Ma si, concordo. Ma c'è della gran confusione a mio modo di vedere anche su quel che una persona propone come organizzatore e quel che fa come dirigente.
Come organizzatore preferisce svoltare, a Roma, verso il tipo di ciclismo amatoriale estero ed il cicloturismo. Lo ha detto e lo ha scritto. Ma non ha nè detto nè scritto che proporrà regole per tutti in tal senso. Le norme 2015 son quasi uguali a quelle 2014.
Organizza male la sua GF e favorisce amici e amici di amici. Non lo so, lo leggo qui, non son mai venuto e mai ci verrò, credo. Se anche fosse però è un problema differente e non mi pare che chiedere di parlarne altrove sia mettere bavagli che fra l'altro non si ha il potere di mettere. E' pieno il calendario di manifestazioni organizzate male. Si sceglie. Io ne conosco alcune alle quali non andrò mai più nemmeno gratis (e mi capita di andar gratis piuttosto spesso..)e altre per le quali non riesco a capire chi si lamenta del prezzo. Scelgo.
Per la qualità. Che a mio giudizio non è quella agonistica messa sul piatto da [MENTION=75330]angelo francini[/MENTION]. Non è una corsa di qualità quella in cui c'è molta gente che va forte. Se c'è, è un surplus. La qualità vera è il livello dei servizi, la bellezza del luogo, lo stato delle strade, l'equilibrio del percorso, la scelta a disposizione, la comodità della logistica. Perchè no, anche il prezzo richiesto. Indipendentemente da chi partecipa. Se ci sono queste cose a me se c'è chi va a 40 kmh di media va benissimo, così come se c'è chi si ferma per un panino.
L'organizzi Santilli o la organizzi io non cambia niente. Certo, se lui la organizza a cavolo e mi obbliga a fare altrettanto allora si, cambia. Ma così non è, almeno non al momento.
La normativa etica, (che in tutto questo non c'entra un tubo) è in vigore illegittimamente? mi son convinto di si, leggendo Angelo a più riprese. E' ingiusta? a mio modo di vedere no ma i modi di vedere son molteplici e alla fine solo uno passa. Mi auguro che possa essere uno giusto e anche legittimo. Nel frattempo certa gente se non corre son più felice anche se mi da tre ore. Perchè non è vero quel che dice [MENTION=19352]boogerd[/MENTION] che non hanno provocato danno pubblico. Hanno contribuito ad insozzare, lordare, sporcare, lo sport che amiamo. E questo lo fanno o lo hanno fatto indipendentemente da quanto lontano sono io in classifica. Lo dico per invidia? vorrei andar forte come loro e non mi riesce? ma fatemi il piacere...se volessi andar forte non mi fermerei per il panino. Insinuare questo fra l'altro, fa il paio con chi chiama altri "amici dei dopati". Nè più nè meno.
 

gx2

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29 Ottobre 2008
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Gigiant
Ma si, concordo. Ma c'è della gran confusione a mio modo di vedere anche su quel che una persona propone come organizzatore e quel che fa come dirigente.

è vero, lo ammetto, è un processo alle intenzioni. :==
Se anche sindaco dice che i tempi non sono maturi, non fa che confermare che però la direzione è quella
 

gymartino

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Pinarello FP 4:13
è vero, lo ammetto, è un processo alle intenzioni. :==
Se anche sindaco dice che i tempi non sono maturi, non fa che confermare che però la direzione è quella
E' vero, ma sempre come organizzatore. Almeno per quel che sappiamo. Almeno per il momento. Lo ha fatto anche Fondriest, ad esempio. Con parecchio anticipo. Nel 2010 ho partecipato alla sua GF che era agonistica, dal 2011 è cicloturistica. Non va in tv, non dice sciocchezze, non offende nessuno, sono daccordo, questa è una differenza sostanziale. Ma si tratta allo stesso modo di un organizzatore che da una svolta alla sua manifestazione e sta a vedere come risponde l'utenza.
 

andre.road

Scalatore
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:-)
Ma si, concordo. Ma c'è della gran confusione a mio modo di vedere anche su quel che una persona propone come organizzatore e quel che fa come dirigente..

i ruoli puoi anche distinguerli ma la confusione resta...
il requisito è scritto ma è un provvedimento parziale se non investi sui controlli.....
inoltre se è illegittimo lo decidono le istituzioni e non Francini...
al contempo sarebbe auspicabile che le norme attuative, quelle che abbiam sotto gli occhi, non contenessero eccessive discriminazioni nei confronti di chi è pulito, pur venendo da categorie agonistiche-professionali.... perché già ciò, oltre a sembrare illegittimo, indica una direzione intrapresa.......
così come è auspicabile che chi governa il settore amatoriale non provveda, per il futuro, a fare di tutto il movimento granfondistico un minestrone, sovrapponendo cicloturisti ed amatori agonisti...... magari nelle stesse griglie come già è accaduto a Roma....

insomma che la cultura sportiva venga rispettata, questa si che sarebbe una "rivoluzione etica"

ciò detto mi taccio, buona giornata o-o
 
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