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Allenamento
Metodologie di allenamento
Aumento prestazioni in salite con pendenza sopra al 10%
Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 2392768" data-attributes="member: 20890"><p>il punto cardine è avere dei riferimenti oggettivi, siano essi (preferibilmente) FTP in watt o FC alla soglia.</p><p></p><p>Le tipologie di lavoro sono variegate ma per semplificare possiamo parlare di 3 ambiti:</p><p>1) lavoro su cadenza e adattamento neromuscolare: esempio variazioni di ritmo (tratti a 55-60 rpm alternati ad altri a 75-80); preferibilmente se ci si concentra sulla cadenza non si raggiungono valori eccessivamente alti in watt o fc (non si supera la soglia funzionale per intenderci), ma si sta ad un 90-95% di tale valore, quello che gli anglosassoni definiscono come come "sweet spot", punto dolce, cioè un ritmo sostenibile anche per >60'</p><p>2) lavori di soglia: più si sale con valori di potenza (e di sforzo percepito) e più diventa difficile imporre lavori di cadenza "obbligata". In questi lavori si danno dei range di cadenza "medi", possibilmente studiando la cadenza mantenuta dall'atleta in consizioni "libere". Si lavora in Zona di soglia con percorrenze progressivamente maggiori a seconda della programmazione, obiettivi stagionali ecc...per intenderci da 15' fino anche a 45'. Il lavoro più comune è 2x20'</p><p>3) lavori al Vo2max, con lo scopo di andare ad incidere e adattarsi a concentrazioni di lattato più alte. Si lavora sulla durata in genere mai superiore ai 5-6' per ripetizione, sulle serie e soprattutto sui tempi di recupero con rapporto variabile sempre a seconda del periodo. Quasi sempre, per il motivo di cui sopra, non si impongono cadenze obbligate, però si possono dare indicazioni sulla tipologia di salita (pendenza). Questi lavori richiedono MOLTA concentrazione e voglia di soffrire, ma indubbiamente sono quelli che inducono ai maggiori benefici (sempre però considerando che >intensità nei carichi = >necessità di monitorare i recuperi)</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 2392768, member: 20890"] il punto cardine è avere dei riferimenti oggettivi, siano essi (preferibilmente) FTP in watt o FC alla soglia. Le tipologie di lavoro sono variegate ma per semplificare possiamo parlare di 3 ambiti: 1) lavoro su cadenza e adattamento neromuscolare: esempio variazioni di ritmo (tratti a 55-60 rpm alternati ad altri a 75-80); preferibilmente se ci si concentra sulla cadenza non si raggiungono valori eccessivamente alti in watt o fc (non si supera la soglia funzionale per intenderci), ma si sta ad un 90-95% di tale valore, quello che gli anglosassoni definiscono come come "sweet spot", punto dolce, cioè un ritmo sostenibile anche per >60' 2) lavori di soglia: più si sale con valori di potenza (e di sforzo percepito) e più diventa difficile imporre lavori di cadenza "obbligata". In questi lavori si danno dei range di cadenza "medi", possibilmente studiando la cadenza mantenuta dall'atleta in consizioni "libere". Si lavora in Zona di soglia con percorrenze progressivamente maggiori a seconda della programmazione, obiettivi stagionali ecc...per intenderci da 15' fino anche a 45'. Il lavoro più comune è 2x20' 3) lavori al Vo2max, con lo scopo di andare ad incidere e adattarsi a concentrazioni di lattato più alte. Si lavora sulla durata in genere mai superiore ai 5-6' per ripetizione, sulle serie e soprattutto sui tempi di recupero con rapporto variabile sempre a seconda del periodo. Quasi sempre, per il motivo di cui sopra, non si impongono cadenze obbligate, però si possono dare indicazioni sulla tipologia di salita (pendenza). Questi lavori richiedono MOLTA concentrazione e voglia di soffrire, ma indubbiamente sono quelli che inducono ai maggiori benefici (sempre però considerando che >intensità nei carichi = >necessità di monitorare i recuperi) [/QUOTE]
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