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automobilisti Vs ciclisti (ancora - parte 2)
Testo
<blockquote data-quote="sembola" data-source="post: 6500214" data-attributes="member: 1912"><p>Sul buonsenso sono d'accordo al 100%, del resto andiamo in bici per divertirci e non per litigare o correre rischi inutili. Sulla seconda frase però non sono più tanto d'accordo, perchè nel "peggiore dei casi" (per lui) l'automobilista risale in macchina senza riuscire a vedere nulla per il capsicum, con il naso rotto che piscia sangue o peggio dopo aver preso una coltellata. Almeno, questo è quello che temerei io in caso di lite stradale anche da automoblista, per cui torno a chiedermi <strong>per quale motivo un automobilista pensa di non correre questi rischi nei confronti di un ciclista?</strong></p><p></p><p>Ti racconto un episodio recente che è capitato a me non più di dieci giorni fa. Notturna in gravel, o meglio seminotturna, partenza alle 18.30 e rientro alle 22.30, per rientrare a casa devo salire una rampa sull'altro lato della strada ma c'è un gruppo di pedoni che camminano proprio davanti per cui dopo aver segnalato il cambio di direzione mi fermo lungo la mezzeria per aspettare che passino. Nel senso opposto di marcia arriva un'Audi che strombazza, si ferma, il guidatore cala il finestrino e da un metro mi grida "sei proprio un cretino!". Premesso che non riesco proprio a spiegarmi il motivo di un'azione del genere (ero fermo lungo la mezzeria ma dentro la mia corsia, in una strada urbana perfettamente illuminata, in irreprensibile assetto notturno con fari e gilet a norma di legge), se mi fossi sporto l'avrei facilmente colpito con un cazzotto senza alcuna possibilità di difendersi e dato un primo colpo avrei potuto farlo ancora e ancora. Per la cronaca, mi son limitato a mandarlo in culo, ma se avessi avuto le palle girate o fossi stato un poco di buono o semplicemente avessi perso la testa? Cosa spinge a ritenersi al sicuro, tanto da poter aggredire verbalmente qualcun altro senza motivo apparente, col rischio di una reazione potenzialmente pericolosa?</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="sembola, post: 6500214, member: 1912"] Sul buonsenso sono d'accordo al 100%, del resto andiamo in bici per divertirci e non per litigare o correre rischi inutili. Sulla seconda frase però non sono più tanto d'accordo, perchè nel "peggiore dei casi" (per lui) l'automobilista risale in macchina senza riuscire a vedere nulla per il capsicum, con il naso rotto che piscia sangue o peggio dopo aver preso una coltellata. Almeno, questo è quello che temerei io in caso di lite stradale anche da automoblista, per cui torno a chiedermi [B]per quale motivo un automobilista pensa di non correre questi rischi nei confronti di un ciclista?[/B] Ti racconto un episodio recente che è capitato a me non più di dieci giorni fa. Notturna in gravel, o meglio seminotturna, partenza alle 18.30 e rientro alle 22.30, per rientrare a casa devo salire una rampa sull'altro lato della strada ma c'è un gruppo di pedoni che camminano proprio davanti per cui dopo aver segnalato il cambio di direzione mi fermo lungo la mezzeria per aspettare che passino. Nel senso opposto di marcia arriva un'Audi che strombazza, si ferma, il guidatore cala il finestrino e da un metro mi grida "sei proprio un cretino!". Premesso che non riesco proprio a spiegarmi il motivo di un'azione del genere (ero fermo lungo la mezzeria ma dentro la mia corsia, in una strada urbana perfettamente illuminata, in irreprensibile assetto notturno con fari e gilet a norma di legge), se mi fossi sporto l'avrei facilmente colpito con un cazzotto senza alcuna possibilità di difendersi e dato un primo colpo avrei potuto farlo ancora e ancora. Per la cronaca, mi son limitato a mandarlo in culo, ma se avessi avuto le palle girate o fossi stato un poco di buono o semplicemente avessi perso la testa? Cosa spinge a ritenersi al sicuro, tanto da poter aggredire verbalmente qualcun altro senza motivo apparente, col rischio di una reazione potenzialmente pericolosa? [/QUOTE]
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