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automobilisti Vs ciclisti (ancora - parte 2)
Testo
<blockquote data-quote="alvan" data-source="post: 6709163" data-attributes="member: 72450"><p>Scusa, ma mi pare che stiamo entrando nel classico loop in cui si vuol sostenere che una cosa sia meglio di un'altra (in assoluto) e si cerca di convincere che siano gli altri (che dicono 'io preferisco le arance alla banana, perché le trovo più sugose, ma a te possono pacere più le banane perché più dolci') a voler imporre il proprio punto di vista.</p><p>Infatti, tu insisti 'lo hai provato' mentre io non te lo chiedo, perché, considerata la semplicità dei due oggetti e delle loro differenti informazioni fornite, ritengo che sappia confrontare anche in astratto la differenza tra uno specchio e una serie di segnali luminosi e acustici.</p><p>Ma se mi chiedi perché, a me, piaccia di più, in astratto (il bello della mente umana è la capacità di valutare anche in astratto, sulla base di dati anche non toccati con mano, e penso a cose anche più semplici dell'eroina, come per esempio, bruciarsi con il fuoco o non saltare dal balcone) è presto detto, ma poi non voglio essere accusato di farla complicata.</p><p>Resto sulla posizione semplice che <strong>PER ME</strong> preferisco lo specchietto al radar perché lo trovo più intuitivo e che non mi crea alcun problema che <strong>TU</strong> preferisca il radar, anzi, sono molto contento che sia soddisfatto dell'acquisto.</p><p>Però, e poi la chiudo qui per non prestarmi a diventare noioso o paranoico, ti spiego come la vedo.</p><p>Il nostro cervello non si limita a vedere le immagini come si proiettano sul fondo della retina, ma già in quella fase le processa.</p><p>Cioé: riduce la miriade di pixel a quelli che riconosce essenziali, trasferisce questo flusso già parzialmente processato (si chiama processo di riduzione) all'area della corteccia visiva V1 che è circondata da altre aree V1, V2, V3, V3a, V4 e V5 che sono specializzate per un fulmineo lavoro specialistico di riconoscimento di singole qualità delle informazioni ricevute, le confronta con l'esperienza contenuta nella corteccia temporale inferiore e rende operativo il risultato passa attraverso il talamo e l'amigdala perché si prendano le dovute contromisure, il tutto in un tempo di millisecondi.</p><p>Mi piace immaginare <strong>PER ME</strong> di utilizzare uno strumento di elaborazione endogeno così raffinato per non perdere alcuna sfumatura nel confronto tra i fotoni riflessi dallo specchio e la memorizzazione esperenziale.</p><p>Altri possono invece preferire una informazione più sintetica e processata esternamente, lasciando al cervello la reazione a uno stimolo (led/acustica) a quel messaggio.</p><p>Scusate se l'ho messa sul complicato, ma non sempre San Tommaso è più efficace di George Wald...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="alvan, post: 6709163, member: 72450"] Scusa, ma mi pare che stiamo entrando nel classico loop in cui si vuol sostenere che una cosa sia meglio di un'altra (in assoluto) e si cerca di convincere che siano gli altri (che dicono 'io preferisco le arance alla banana, perché le trovo più sugose, ma a te possono pacere più le banane perché più dolci') a voler imporre il proprio punto di vista. Infatti, tu insisti 'lo hai provato' mentre io non te lo chiedo, perché, considerata la semplicità dei due oggetti e delle loro differenti informazioni fornite, ritengo che sappia confrontare anche in astratto la differenza tra uno specchio e una serie di segnali luminosi e acustici. Ma se mi chiedi perché, a me, piaccia di più, in astratto (il bello della mente umana è la capacità di valutare anche in astratto, sulla base di dati anche non toccati con mano, e penso a cose anche più semplici dell'eroina, come per esempio, bruciarsi con il fuoco o non saltare dal balcone) è presto detto, ma poi non voglio essere accusato di farla complicata. Resto sulla posizione semplice che [B]PER ME[/B] preferisco lo specchietto al radar perché lo trovo più intuitivo e che non mi crea alcun problema che [B]TU[/B] preferisca il radar, anzi, sono molto contento che sia soddisfatto dell'acquisto. Però, e poi la chiudo qui per non prestarmi a diventare noioso o paranoico, ti spiego come la vedo. Il nostro cervello non si limita a vedere le immagini come si proiettano sul fondo della retina, ma già in quella fase le processa. Cioé: riduce la miriade di pixel a quelli che riconosce essenziali, trasferisce questo flusso già parzialmente processato (si chiama processo di riduzione) all'area della corteccia visiva V1 che è circondata da altre aree V1, V2, V3, V3a, V4 e V5 che sono specializzate per un fulmineo lavoro specialistico di riconoscimento di singole qualità delle informazioni ricevute, le confronta con l'esperienza contenuta nella corteccia temporale inferiore e rende operativo il risultato passa attraverso il talamo e l'amigdala perché si prendano le dovute contromisure, il tutto in un tempo di millisecondi. Mi piace immaginare [B]PER ME[/B] di utilizzare uno strumento di elaborazione endogeno così raffinato per non perdere alcuna sfumatura nel confronto tra i fotoni riflessi dallo specchio e la memorizzazione esperenziale. Altri possono invece preferire una informazione più sintetica e processata esternamente, lasciando al cervello la reazione a uno stimolo (led/acustica) a quel messaggio. Scusate se l'ho messa sul complicato, ma non sempre San Tommaso è più efficace di George Wald... [/QUOTE]
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