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automobilisti Vs ciclisti (ancora - parte 2)
Testo
<blockquote data-quote="max_max" data-source="post: 7051832" data-attributes="member: 57632"><p>È una questione di "flusso", e come hai apprezzato la città, la gente, il cibo, e tutto il resto, nel momento che capisci come entrare nel flusso, apprezzerai anche il traffico.</p><p></p><p>È un reciproco curarsi l'uno dell'altro, e se passi con il rosso lo sai che chi ha il verde si cura di te che hai il rosso e non parte sparato. E prima o poi il rosso capita anche a te e ti torna "l'agio" che prima hai concesso. La sublimazione del tutto avviene alle rotonde, dove la precedenza rispetta le antiche usanze ma si concede ogni tanto alla modernità, per cui è un reciproco frenare ed avanzare, una danza di lamiere che all'osservatore non abituato potrà sembrare caos, ma non è nient'altro che quell'attimo fuggente che ti porta oltre l'incrocio, fino ad arrivare al prossimo, dove si ricomincia.</p><p></p><p>Il flusso si autoregola, tiene conto delle direttrici più trafficate, è comprensivo verso chi, si sa, ha fatto un'ora di coda e acquisisce precedenza sul campo anche se non ce l'ha nel codice della strada. Il tutto lo si capisce appena qualcuno tenta di regolarlo, oppure cerca di rispettare tutte le regole, in quel caso si paralizza.</p><p></p><p>Purtroppo troppi giovani napoletani non lo capiscono, confondono il flusso con l'angheria, mentre altri sono distratti dagli smartphone e perdono inevitabilmente l'attimo cercando poi di recuperarlo con azioni fuori flusso. Questi andrebbero presi a calci.</p><p></p><p>Il ciclista sta cercando di capirlo questo flusso, non ha ancora un suo ruolo definito. Spesso in città l'automobilista è deferente, se ti riconosce, è intollerante se ti confonde con l'ennesimo scooter che rompe i coglioni. In questi casi è spesso salvifico ed anche ben accetto un "ué uè" detto a mezzi polmoni, meno frequentemente un "oohhhh" a voce molto alta. Raramente si arriva al "chitemmuort", che però richiede adeguata valutazione delle vie di fuga disponibili, preferibile una discesa davanti con tante macchine incolonnate.</p><p></p><p>La prossima volta che vieni a Napoli fai un fischio, la prima lezione in giro in bici è gratis, ed il caffè , ovviamente, lo offriamo noi.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="max_max, post: 7051832, member: 57632"] È una questione di "flusso", e come hai apprezzato la città, la gente, il cibo, e tutto il resto, nel momento che capisci come entrare nel flusso, apprezzerai anche il traffico. È un reciproco curarsi l'uno dell'altro, e se passi con il rosso lo sai che chi ha il verde si cura di te che hai il rosso e non parte sparato. E prima o poi il rosso capita anche a te e ti torna "l'agio" che prima hai concesso. La sublimazione del tutto avviene alle rotonde, dove la precedenza rispetta le antiche usanze ma si concede ogni tanto alla modernità, per cui è un reciproco frenare ed avanzare, una danza di lamiere che all'osservatore non abituato potrà sembrare caos, ma non è nient'altro che quell'attimo fuggente che ti porta oltre l'incrocio, fino ad arrivare al prossimo, dove si ricomincia. Il flusso si autoregola, tiene conto delle direttrici più trafficate, è comprensivo verso chi, si sa, ha fatto un'ora di coda e acquisisce precedenza sul campo anche se non ce l'ha nel codice della strada. Il tutto lo si capisce appena qualcuno tenta di regolarlo, oppure cerca di rispettare tutte le regole, in quel caso si paralizza. Purtroppo troppi giovani napoletani non lo capiscono, confondono il flusso con l'angheria, mentre altri sono distratti dagli smartphone e perdono inevitabilmente l'attimo cercando poi di recuperarlo con azioni fuori flusso. Questi andrebbero presi a calci. Il ciclista sta cercando di capirlo questo flusso, non ha ancora un suo ruolo definito. Spesso in città l'automobilista è deferente, se ti riconosce, è intollerante se ti confonde con l'ennesimo scooter che rompe i coglioni. In questi casi è spesso salvifico ed anche ben accetto un "ué uè" detto a mezzi polmoni, meno frequentemente un "oohhhh" a voce molto alta. Raramente si arriva al "chitemmuort", che però richiede adeguata valutazione delle vie di fuga disponibili, preferibile una discesa davanti con tante macchine incolonnate. La prossima volta che vieni a Napoli fai un fischio, la prima lezione in giro in bici è gratis, ed il caffè , ovviamente, lo offriamo noi. [/QUOTE]
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