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automobilisti Vs ciclisti (ancora - parte 2)
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<blockquote data-quote="filixeo" data-source="post: 7260600" data-attributes="member: 87146"><p>Vero quello che dite, che <u>si può fare</u>. Anzi, non correi essere frainteso, quando ho scritto che ci spero è perché anche gli esempi che ho portato sono concreti, come dice lo stesso [USER=1912]@sembola[/USER] si tratta di politici poco lungimiranti se non vengono attuati generalmente anche nel nostro paese.</p><p>Però, riflettiamoci, è vero anche che si tratta di casi, di comportamenti esemplari una tantum anche quelli che citate voi, o no?</p><p>Cioè, anche io ho girato per lavoro e per svago e mi permetto di dire che ci sono comportamenti deplorevoli anche all'estero. In Germania, dove alcune città sono a dir poco virtuose, ci sono altresì paesini bavaresi (con tanto di efficiente ferrovia, ciclabile separata dalla sede stradale splendida, pettinata e pulita anche d'inverno) dove tutta la gente va in auto a lavorare a poche centinaia di metri da casa, non parliamo del traffico di centri come Colonia, Düsseldorf o Duisburg (magari [USER=24804]@bastianella31[/USER] può darci conferma); in Belgio, lontano dalle città più grandi (ma anche in un centro come Nivelles) idem; Strasburgo è un gioiellino per il traffico ciclopedonale mentre la periferia di Parigi è un suicidio ciclistico. Così come a Ferrara, dove vivo, le infrastrutture permettono di recarsi in alcuni centri che distano anche 15km percorrendo splendide ciclabili senza incrociare un'auto mentre altre zone sembrano un Far West di strade brutte e utenti irrispettosi della vita altrui. Qui mi ricollego a questa frase: </p><p></p><p>Sinceramente pretendo che le misure si diffondano capillarmente su tutto il territorio. Se tagli fuori la provincia o la tal strada, permane il malcontento, "perché loro sì e noi no"? Uno stato dovrebbe prendere misure uguali per tutti, ci sono già troppe differenze per aggiungerne altre.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="filixeo, post: 7260600, member: 87146"] Vero quello che dite, che [U]si può fare[/U]. Anzi, non correi essere frainteso, quando ho scritto che ci spero è perché anche gli esempi che ho portato sono concreti, come dice lo stesso [USER=1912]@sembola[/USER] si tratta di politici poco lungimiranti se non vengono attuati generalmente anche nel nostro paese. Però, riflettiamoci, è vero anche che si tratta di casi, di comportamenti esemplari una tantum anche quelli che citate voi, o no? Cioè, anche io ho girato per lavoro e per svago e mi permetto di dire che ci sono comportamenti deplorevoli anche all'estero. In Germania, dove alcune città sono a dir poco virtuose, ci sono altresì paesini bavaresi (con tanto di efficiente ferrovia, ciclabile separata dalla sede stradale splendida, pettinata e pulita anche d'inverno) dove tutta la gente va in auto a lavorare a poche centinaia di metri da casa, non parliamo del traffico di centri come Colonia, Düsseldorf o Duisburg (magari [USER=24804]@bastianella31[/USER] può darci conferma); in Belgio, lontano dalle città più grandi (ma anche in un centro come Nivelles) idem; Strasburgo è un gioiellino per il traffico ciclopedonale mentre la periferia di Parigi è un suicidio ciclistico. Così come a Ferrara, dove vivo, le infrastrutture permettono di recarsi in alcuni centri che distano anche 15km percorrendo splendide ciclabili senza incrociare un'auto mentre altre zone sembrano un Far West di strade brutte e utenti irrispettosi della vita altrui. Qui mi ricollego a questa frase: Sinceramente pretendo che le misure si diffondano capillarmente su tutto il territorio. Se tagli fuori la provincia o la tal strada, permane il malcontento, "perché loro sì e noi no"? Uno stato dovrebbe prendere misure uguali per tutti, ci sono già troppe differenze per aggiungerne altre. [/QUOTE]
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