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automobilisti Vs ciclisti (ancora - parte 2)
Testo
<blockquote data-quote="sembola" data-source="post: 7338116" data-attributes="member: 1912"><p>Le sentenze non fanno legge, a meno che parliamo di quelle della Cassazione.</p><p></p><p>Come è già stato scritto la legge non è chiara al 100%, ma l'interpretazione citata più volte è basata non (solo) sulle opinioni dei legali delle associazioni cicloambientali ma su un chiarimento del Ministero. Che, va detto, neanche lui "fa legge" ma provenendo da chi gestisce il "sistema" dei trasporti ha un peso ben diverso dal parere di un avvocato. </p><p></p><p>Per come la vedo io, non vale la pena mettersi a discutere con gli operatori sul terreno. Se sono in buona fede, cioè se non conoscono l'esistenza di tale parere (o lo ritengono errato nella sostanza), resteranno della loro idea. Se invece sono in malafede e ce l'hanno con i ciclisti peggio che mai. O si obbedisce (e magari il giorno dopo tornati a casa si scrive una educata letterina al comando), oppure ci si fa multare e poi si va dal giudice di pace a farla annullare. Il problema è che in questo caso quasi mai l'ente di appartenenza partecipa per motivi di tempo e quindi l'eventuale e probabile esito negativo non risale la "catena di comando", a meno che si tratti di qualcosa di rilevante dal punto di vista assicurativo o peggio. Per cui la volta dopo è probabile che l'episodio si ripeta.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="sembola, post: 7338116, member: 1912"] Le sentenze non fanno legge, a meno che parliamo di quelle della Cassazione. Come è già stato scritto la legge non è chiara al 100%, ma l'interpretazione citata più volte è basata non (solo) sulle opinioni dei legali delle associazioni cicloambientali ma su un chiarimento del Ministero. Che, va detto, neanche lui "fa legge" ma provenendo da chi gestisce il "sistema" dei trasporti ha un peso ben diverso dal parere di un avvocato. Per come la vedo io, non vale la pena mettersi a discutere con gli operatori sul terreno. Se sono in buona fede, cioè se non conoscono l'esistenza di tale parere (o lo ritengono errato nella sostanza), resteranno della loro idea. Se invece sono in malafede e ce l'hanno con i ciclisti peggio che mai. O si obbedisce (e magari il giorno dopo tornati a casa si scrive una educata letterina al comando), oppure ci si fa multare e poi si va dal giudice di pace a farla annullare. Il problema è che in questo caso quasi mai l'ente di appartenenza partecipa per motivi di tempo e quindi l'eventuale e probabile esito negativo non risale la "catena di comando", a meno che si tratti di qualcosa di rilevante dal punto di vista assicurativo o peggio. Per cui la volta dopo è probabile che l'episodio si ripeta. [/QUOTE]
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