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automobilisti Vs ciclisti (ancora - parte 2)
Testo
<blockquote data-quote="sembola" data-source="post: 7713521" data-attributes="member: 1912"><p>Il problema è che comportamenti del genere, per quanto schifosi, non sono reati. Il fatto stesso che l'incitamento all'odio razziale, etnico e religioso abbia dovuto essere codificato dimostra che "odiare" e basta non è di per sè punibile. E lasciamo perdere come viene applicato (o non applicato)...</p><p></p><p>Per questo trovo i post della Fondazione sui social piuttosto discutibili e temo anzi che possano essere addirittura controproducenti se (quando) eventuali cause dovessero fare un buco nell'acqua (precedente: <a href="https://www.lanazione.it/pistoia/cronaca/e-stato-assolto-lodiatore-social-dei-ciclisti-8ee7a417" target="_blank">https://www.lanazione.it/pistoia/cronaca/e-stato-assolto-lodiatore-social-dei-ciclisti-8ee7a417</a>)</p><p></p><p></p><p></p><p></p><p>Sui social consentimi di non essere del tutto d'accordo.</p><p>Facciamo un salto indietro di diciamo una quarantina d'anni fa, e immaginiamo un bar dove uno alza gli occhi dal quotidiano e, commentando la tragedia dell'Heysel, dice "Trentasei merde in meno!"</p><p>Quali erano le possibili reazioni?</p><p>La prima, ignorare od uscire. Nessun impatto sul comportamento.</p><p>La seconda, andare a denunciare ai carabinieri, che avrebbero compilato la denuncia sulla loro macchina da scrivere invisibile (cit.). Di nuovo, nessun impatto sul comportamento.</p><p>La terza, contestare l'imbecille, ma visto che di imbecille di tratta è perfettamente inutile, non può comprendere o non avrebbe detto la sua cazzata.</p><p>Il che porta all'ultima possibilità, tirargli un cazzotto fatto bene. Meritatissimo ma, a parte il rischio di finire in tribunale, probabilmente la sua convinzione di essere nel giusto si sarebbe perfino rafforzata.</p><p>Ho scritto "immaginiamo", ma non è una storiella ipotetica ma anzi un ritornello che continua a risuonare appunto a quarant'anni.</p><p>La conclusione è che quello che succede oggi coi social è <strong>esattamente quello che è sempre successo</strong>. Semplicemente prima lo percepiva solo chi ci si trovava coinvolto di persona mentre ora lo vedono in tanti, ma per il resto è cambiato molto poco. E a parte un cambiamento sociale profondo, che mi pare piuttosto improbabile, non ci sono soluzioni oggi come ieri a questi problemi.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="sembola, post: 7713521, member: 1912"] Il problema è che comportamenti del genere, per quanto schifosi, non sono reati. Il fatto stesso che l'incitamento all'odio razziale, etnico e religioso abbia dovuto essere codificato dimostra che "odiare" e basta non è di per sè punibile. E lasciamo perdere come viene applicato (o non applicato)... Per questo trovo i post della Fondazione sui social piuttosto discutibili e temo anzi che possano essere addirittura controproducenti se (quando) eventuali cause dovessero fare un buco nell'acqua (precedente: [URL]https://www.lanazione.it/pistoia/cronaca/e-stato-assolto-lodiatore-social-dei-ciclisti-8ee7a417[/URL]) Sui social consentimi di non essere del tutto d'accordo. Facciamo un salto indietro di diciamo una quarantina d'anni fa, e immaginiamo un bar dove uno alza gli occhi dal quotidiano e, commentando la tragedia dell'Heysel, dice "Trentasei merde in meno!" Quali erano le possibili reazioni? La prima, ignorare od uscire. Nessun impatto sul comportamento. La seconda, andare a denunciare ai carabinieri, che avrebbero compilato la denuncia sulla loro macchina da scrivere invisibile (cit.). Di nuovo, nessun impatto sul comportamento. La terza, contestare l'imbecille, ma visto che di imbecille di tratta è perfettamente inutile, non può comprendere o non avrebbe detto la sua cazzata. Il che porta all'ultima possibilità, tirargli un cazzotto fatto bene. Meritatissimo ma, a parte il rischio di finire in tribunale, probabilmente la sua convinzione di essere nel giusto si sarebbe perfino rafforzata. Ho scritto "immaginiamo", ma non è una storiella ipotetica ma anzi un ritornello che continua a risuonare appunto a quarant'anni. La conclusione è che quello che succede oggi coi social è [B]esattamente quello che è sempre successo[/B]. Semplicemente prima lo percepiva solo chi ci si trovava coinvolto di persona mentre ora lo vedono in tanti, ma per il resto è cambiato molto poco. E a parte un cambiamento sociale profondo, che mi pare piuttosto improbabile, non ci sono soluzioni oggi come ieri a questi problemi. [/QUOTE]
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