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automobilisti Vs ciclisti (ancora - parte 2)
Testo
<blockquote data-quote="albertissimo" data-source="post: 7749136" data-attributes="member: 11010"><p>Quella strada è molto conosciuta. Sale all'altopiano di Asiago.</p><p>A quanto ho capito la macchina scendeva ed è avvenuto appena fuori dal centro del paese in corrispondenza di una curva verso sinistra (scendendo).</p><p>Su quella strada la gente tiene andature elevate.</p><p>Alle 20.30 (orario dell'incidente) non è ancora buio e quindi dubito non possa averlo visto.</p><p>Ma potrebbe anche essere che non li abbia visti in ragione della luce scarsa.</p><p>Quello che è certo è che non può non aver sentito l'urto e compreso che doveva fermarsi.</p><p>Se si fosse fermato magari il giovane Stefano si sarebbe salvato.</p><p>Dovrà rispondere di omicidio colposo (forse aggravato) in concorso con omissione di soccorso.</p><p>La posizione è delicata.</p><p>Il problema serio del sistema (difficilmente ovviabile) è che si fosse fermato avrebbe risposto "solo" di omicidio colposo.</p><p>L'aggravante è correlata alla violazione delle norme di circolazione stradale (omicidio stradale) che nel caso sono difficilmente contestabili e/o riscontrabili.</p><p>A meno che non sia accertata una violazione delle norme sulla sicurezza stradale (telecamere, rilievo oculare delle forze dell'ordine) è complicato che l'evento non sia ascritto alla "tragica fatalità", quando invece sappiamo che il più delle volte non si tratta di una tragica fatalità ma di una condotta che ignora la sicurezza del prossimo.</p><p>Motociclista, ciclista o pedone che sia.</p><p>In pratica, se l'investitore si fosse fermato per prestare soccorso se la sarebbe verosimilmente cavata con la contestazione di un omicidio colposo e quindi di una pena minima (da 6 mesi a 5 anni) pure sospesa.</p><p>Nella migliore delle ipotesi per lui, sospensione del processo con messa alla prova al cui buon esito il reato è estinto.</p><p>Vuol dire come se nulla fosse mai successo.</p><p>Il danno poi lo paga l'assicurazione.</p><p>Riassunto a grandi linee.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="albertissimo, post: 7749136, member: 11010"] Quella strada è molto conosciuta. Sale all'altopiano di Asiago. A quanto ho capito la macchina scendeva ed è avvenuto appena fuori dal centro del paese in corrispondenza di una curva verso sinistra (scendendo). Su quella strada la gente tiene andature elevate. Alle 20.30 (orario dell'incidente) non è ancora buio e quindi dubito non possa averlo visto. Ma potrebbe anche essere che non li abbia visti in ragione della luce scarsa. Quello che è certo è che non può non aver sentito l'urto e compreso che doveva fermarsi. Se si fosse fermato magari il giovane Stefano si sarebbe salvato. Dovrà rispondere di omicidio colposo (forse aggravato) in concorso con omissione di soccorso. La posizione è delicata. Il problema serio del sistema (difficilmente ovviabile) è che si fosse fermato avrebbe risposto "solo" di omicidio colposo. L'aggravante è correlata alla violazione delle norme di circolazione stradale (omicidio stradale) che nel caso sono difficilmente contestabili e/o riscontrabili. A meno che non sia accertata una violazione delle norme sulla sicurezza stradale (telecamere, rilievo oculare delle forze dell'ordine) è complicato che l'evento non sia ascritto alla "tragica fatalità", quando invece sappiamo che il più delle volte non si tratta di una tragica fatalità ma di una condotta che ignora la sicurezza del prossimo. Motociclista, ciclista o pedone che sia. In pratica, se l'investitore si fosse fermato per prestare soccorso se la sarebbe verosimilmente cavata con la contestazione di un omicidio colposo e quindi di una pena minima (da 6 mesi a 5 anni) pure sospesa. Nella migliore delle ipotesi per lui, sospensione del processo con messa alla prova al cui buon esito il reato è estinto. Vuol dire come se nulla fosse mai successo. Il danno poi lo paga l'assicurazione. Riassunto a grandi linee. [/QUOTE]
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