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automobilisti Vs ciclisti (ancora - parte 2)
Testo
<blockquote data-quote="green dolphin" data-source="post: 7759036" data-attributes="member: 7692"><p>Chiaramente il mio non era un discorso utopistico fine a se stesso: lo scarto tra una norma ed i comportamenti messi in atto per aderire alla norma stessa, come hai detto, anche in altri campi, è spesso evidente e non esiste il rischio zero.</p><p></p><p>La questione che ponevo era più di filosofia del diritto: porsi verso il rispetto del codice della strada non per evitare sanzioni o migliorare la propria condizione, ma farlo per gli altri. Il nocciolo è tutto lì: quando ti stai fermando ad un semaforo non lo fai solo per te. Il primo motivo è per gli altri e perché vuoi che gli altri facciano altrettanto con te. Le azioni che mettiamo in atto vengono dai pensieri, prima di compierle dobbiamo pensarle. Lo scarto tra ideale e reale è tutto lì.</p><p></p><p>Nessuno è perfetto, soprattutto quando entrano in gioco altri fattori come la distrazione, la scarsa capacità di valutare un pericolo o gli effetti di una determinata azione, ma pensare prima di agire può fare la differenza.</p><p></p><p>Per esempio la persona che mi ha caricato sul cofano girando a sinistra perché non mi aveva visto abbagliata dal sole, se la stessa non mi avesse visto perché al telefono, sono due situazioni che producono lo stesso effetto e anche hanno la stessa responsabilità, ma il pensiero alla base dell’azione compiuta dall’automobilista è diverso. Scegliere di guardare lo schermo ed ignorare la strada, è diverso dal pensare che avrebbe potuto portarsi gli occhiali da sole per guidare più in sicurezza.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="green dolphin, post: 7759036, member: 7692"] Chiaramente il mio non era un discorso utopistico fine a se stesso: lo scarto tra una norma ed i comportamenti messi in atto per aderire alla norma stessa, come hai detto, anche in altri campi, è spesso evidente e non esiste il rischio zero. La questione che ponevo era più di filosofia del diritto: porsi verso il rispetto del codice della strada non per evitare sanzioni o migliorare la propria condizione, ma farlo per gli altri. Il nocciolo è tutto lì: quando ti stai fermando ad un semaforo non lo fai solo per te. Il primo motivo è per gli altri e perché vuoi che gli altri facciano altrettanto con te. Le azioni che mettiamo in atto vengono dai pensieri, prima di compierle dobbiamo pensarle. Lo scarto tra ideale e reale è tutto lì. Nessuno è perfetto, soprattutto quando entrano in gioco altri fattori come la distrazione, la scarsa capacità di valutare un pericolo o gli effetti di una determinata azione, ma pensare prima di agire può fare la differenza. Per esempio la persona che mi ha caricato sul cofano girando a sinistra perché non mi aveva visto abbagliata dal sole, se la stessa non mi avesse visto perché al telefono, sono due situazioni che producono lo stesso effetto e anche hanno la stessa responsabilità, ma il pensiero alla base dell’azione compiuta dall’automobilista è diverso. Scegliere di guardare lo schermo ed ignorare la strada, è diverso dal pensare che avrebbe potuto portarsi gli occhiali da sole per guidare più in sicurezza. [/QUOTE]
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