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automobilisti Vs ciclisti (ancora - parte 2)
Testo
<blockquote data-quote="green dolphin" data-source="post: 7759709" data-attributes="member: 7692"><p>Ma perché per metterti al sicuro devi infrangere il codice? Non capisco il nesso, e non capisco come possa una infrazione salvarti…</p><p></p><p>Cioè se uno salta un incrocio e rischia di venirti addosso, tu puoi fare una cosa sola sia in bici che in auto, avendo margine: fermarti. In questo modo non infrangi alcuna regola. Però potresti per evitarlo invadere, ad es., un marciapiede e colpire un pedone, facendo una manovra impulsiva e non certamente voluta, ed in quel caso, non avendo altra possibilità, la colpa sarebbe comunque di chi ha causato l’evento iniziale (sempre che sia dimostrabile, ma da questo si aprono scenari e cavilli difficili da tenere a bada).</p><p></p><p>Sopra invece si stava parlando di situazioni in cui un ciclista sceglie volutamente e fa lui tutte le valutazioni del caso sugli effetti del suo gesto, sia per lui che per gli altri, di passare con il rosso, a prescindere dal sentirsi in pericolo.</p><p></p><p>Il codice con norme differenziate che auspichi sarebbe un successo, è indubbio, anche perché potrebbe essere scritto in modo da rispondere più a situazioni reali che ideali, che sono quelle che ci riguardano. Ma in Italia, la mia perplessità è che non puoi concedere ai ciclisti tali differenze e libertà, senza che l’automobilista medio non si incattivisca ancora di più. È a quel punto come ciclista mi domanderei: ho più vantaggi per la mia sicurezza ad essere legittimato a comportamenti “fuori legge” o a rimanere come sono ma più tutelato? È un bel dilemma, che pongo solo per dovere etico, ma entrambe le possibilità non credo si realizzeranno mai.</p><p></p><p>Chiudo con la questione ciclopedonale. C’è un documento del ministero dei trasporti che lessi tempo fa che definisce il limite per il ciclista a 10 km/h. Che diventano 20 km/h per la ciclabile. Anche basandosi su sentenze in cui si citava il caso del ciclista che investe il runner su ciclopedonale, con tutto il groviglio di diatribe sulle responsabilità, e visto che la legge me lo consente, non le uso. E una volta mi hanno caricato sul cofano usandole. L’altra mi hanno aperto una portiera e centrato in pieno: basterebbero a starne alla larga, ma lo faccio perché mi è consentito e perché sono convinto che in una ciclopedonale affollata, un ciclista sia un pericolo per gli altri e spesso i pedoni, cani, runner lo sono per lui. Se non fosse concesso non lo farei.</p><p></p><p>Poi chiaro: per il codice in zona esclusivamente pedonale le bici devono procedere a 6 km/h. Andate in ZTL a Ferrara, ad esempio , in centro storico e scoprirete che neanche le vecchiette con buste della spesa, vanno così piano. Questo è uno di quei casi in cui la norma astrusa è completamente derogata da chiunque. Cioè l’agire comune di tutti di fatto la annulla, non ho mai letto di qualche ciclista multato per questo.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="green dolphin, post: 7759709, member: 7692"] Ma perché per metterti al sicuro devi infrangere il codice? Non capisco il nesso, e non capisco come possa una infrazione salvarti… Cioè se uno salta un incrocio e rischia di venirti addosso, tu puoi fare una cosa sola sia in bici che in auto, avendo margine: fermarti. In questo modo non infrangi alcuna regola. Però potresti per evitarlo invadere, ad es., un marciapiede e colpire un pedone, facendo una manovra impulsiva e non certamente voluta, ed in quel caso, non avendo altra possibilità, la colpa sarebbe comunque di chi ha causato l’evento iniziale (sempre che sia dimostrabile, ma da questo si aprono scenari e cavilli difficili da tenere a bada). Sopra invece si stava parlando di situazioni in cui un ciclista sceglie volutamente e fa lui tutte le valutazioni del caso sugli effetti del suo gesto, sia per lui che per gli altri, di passare con il rosso, a prescindere dal sentirsi in pericolo. Il codice con norme differenziate che auspichi sarebbe un successo, è indubbio, anche perché potrebbe essere scritto in modo da rispondere più a situazioni reali che ideali, che sono quelle che ci riguardano. Ma in Italia, la mia perplessità è che non puoi concedere ai ciclisti tali differenze e libertà, senza che l’automobilista medio non si incattivisca ancora di più. È a quel punto come ciclista mi domanderei: ho più vantaggi per la mia sicurezza ad essere legittimato a comportamenti “fuori legge” o a rimanere come sono ma più tutelato? È un bel dilemma, che pongo solo per dovere etico, ma entrambe le possibilità non credo si realizzeranno mai. Chiudo con la questione ciclopedonale. C’è un documento del ministero dei trasporti che lessi tempo fa che definisce il limite per il ciclista a 10 km/h. Che diventano 20 km/h per la ciclabile. Anche basandosi su sentenze in cui si citava il caso del ciclista che investe il runner su ciclopedonale, con tutto il groviglio di diatribe sulle responsabilità, e visto che la legge me lo consente, non le uso. E una volta mi hanno caricato sul cofano usandole. L’altra mi hanno aperto una portiera e centrato in pieno: basterebbero a starne alla larga, ma lo faccio perché mi è consentito e perché sono convinto che in una ciclopedonale affollata, un ciclista sia un pericolo per gli altri e spesso i pedoni, cani, runner lo sono per lui. Se non fosse concesso non lo farei. Poi chiaro: per il codice in zona esclusivamente pedonale le bici devono procedere a 6 km/h. Andate in ZTL a Ferrara, ad esempio , in centro storico e scoprirete che neanche le vecchiette con buste della spesa, vanno così piano. Questo è uno di quei casi in cui la norma astrusa è completamente derogata da chiunque. Cioè l’agire comune di tutti di fatto la annulla, non ho mai letto di qualche ciclista multato per questo. [/QUOTE]
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