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automobilisti Vs ciclisti (ancora - parte 2)
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<blockquote data-quote="green dolphin" data-source="post: 7763362" data-attributes="member: 7692"><p>Abbracciando e veicolando il concetto di proprietà privata sono state fatte porcate notevoli, in nome di un liberismo tutt’altro che libero. Come spesso accadde un diritto diventa un pretesto per un dovere, spesso a favore del più forte. Non dico che bisognerebbe restaurare il concetto marxista di abolizione della stessa, ma almeno riconoscerne i limiti che ha portato, al pari dei vantaggi.</p><p></p><p>Mi suona strano definire recente la moda di pedonalizzare i centri storici: a Ferrara è così almeno dagli anni ‘70 e nonostante i soliti lamentalismi ed i soliti oppositori, ancora funziona e andando verso il centro storico sembra di essere in Olanda dal numero e impatto delle biciclette. Possibile che se ci sono riusciti i ferraresi, il modello non sia esportabile ed applicabile altrove in Italia?</p><p></p><p>Ovviamente per avere qualcosa bisogna essere disposti a perdere qualcosa: se si spinge un certo tipo di mobilità, l’automobile dovrà fare un passo indietro in certi contesti e situazioni. Certo, se al primo cambiamento minimo come successo a Milano quando hanno ristretto la carreggiata togliendo qualche parcheggio in un viale importante, per far posto ad una pista ciclabile ben strutturata, si invocano le libertà, raccolte di firme, comitati cittadini etc., resterà tutto come è sempre stato.</p><p></p><p>Ovvero teniamoci tutte le nostre libertà, non giudichiamo nessuno, w la pigrizia sacrosanta, i SUV, e tutto il resto. Allarghiamo le carreggiate delle strade per fare posto a più auto possibili, sostituiamo il parco vetture attuale con l’equivalente elettrico, e avremo tutto uguale a prima e anche peggio per ciclisti e pedoni. Senza smog, però. La svolta green sarà compiuta, e avremo perso un’altra possibilità di fare invece qualcosa di diverso per migliorare la vita di tutti noi.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="green dolphin, post: 7763362, member: 7692"] Abbracciando e veicolando il concetto di proprietà privata sono state fatte porcate notevoli, in nome di un liberismo tutt’altro che libero. Come spesso accadde un diritto diventa un pretesto per un dovere, spesso a favore del più forte. Non dico che bisognerebbe restaurare il concetto marxista di abolizione della stessa, ma almeno riconoscerne i limiti che ha portato, al pari dei vantaggi. Mi suona strano definire recente la moda di pedonalizzare i centri storici: a Ferrara è così almeno dagli anni ‘70 e nonostante i soliti lamentalismi ed i soliti oppositori, ancora funziona e andando verso il centro storico sembra di essere in Olanda dal numero e impatto delle biciclette. Possibile che se ci sono riusciti i ferraresi, il modello non sia esportabile ed applicabile altrove in Italia? Ovviamente per avere qualcosa bisogna essere disposti a perdere qualcosa: se si spinge un certo tipo di mobilità, l’automobile dovrà fare un passo indietro in certi contesti e situazioni. Certo, se al primo cambiamento minimo come successo a Milano quando hanno ristretto la carreggiata togliendo qualche parcheggio in un viale importante, per far posto ad una pista ciclabile ben strutturata, si invocano le libertà, raccolte di firme, comitati cittadini etc., resterà tutto come è sempre stato. Ovvero teniamoci tutte le nostre libertà, non giudichiamo nessuno, w la pigrizia sacrosanta, i SUV, e tutto il resto. Allarghiamo le carreggiate delle strade per fare posto a più auto possibili, sostituiamo il parco vetture attuale con l’equivalente elettrico, e avremo tutto uguale a prima e anche peggio per ciclisti e pedoni. Senza smog, però. La svolta green sarà compiuta, e avremo perso un’altra possibilità di fare invece qualcosa di diverso per migliorare la vita di tutti noi. [/QUOTE]
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