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automobilisti Vs ciclisti (ancora - parte 2)
Testo
<blockquote data-quote="iban" data-source="post: 7774897" data-attributes="member: 34281"><p>Ho letto la proposta e devo dire che è una cosa su cui già ragionavamo da tempo con altri amici ed eravamo arrivati ad una soluzione sostanzialmente simile, noi però avevamo ipotizzato 24 ore di bici nell'arco della validità della patente di guida per poterne ottenere il rinnovo, che dette così sembrano tantissime ma sono una misera ora al mese nell'arco degli ultimi 2 anni di validità della patente. Vero che la gente va a scuola guida per imparare a guidare, ma è altrettanto vero che già oggi ci sono dei requisiti di età minima e di condizioni psicofisiche minime per ottenere la patente o per ottenerne il rinnovo, che sostanzialmente servono ad attestare che chi guida non sia un pericolo per se stesso o per gli altri, ma visto che chi guida è spesso un pericolo per gli altri in bici non trovo sia assurdo aggiungere questo requisito a tutela della salute pubblica. </p><p>Secondo me avrebbe una valenza multipla, la principale è quella che hai detto tu, e cioè responsabilizzare gli utenti forti, ma servirebbe, in piccolissima parte, anche a togliere auto dalla strada, a far scoprire alle persone che esiste un'alternativa all'automobile e che è utile veloce ed economica per andare al bar, per andare dal fornaio a prendere il pane, per fare le piccole commissioni quotidiane che di solito si fanno in attività di prossimità e a dare un contesto e far capire il senso delle ciclabili e delle infrastrutture dedicate alla mobilità sostenibile. </p><p>Sul fatto che le persone non sanno andare in bicicletta non riesco a capire se tu ti riferisca all'atto fisico dello stare in equilibrio sulla bici (conosco adulti, pochi a dire il vero, che non sanno farlo) o se ti riferisci al conoscere tutte le dinamiche di previsione e minimizzazione dei rischi che chi va in bici con cognizione di causa mette in atto, ma in entrambi i casi credo che sia facilmente superabile, nel secondo caso bastano quelle ore ad insegnare alle persone come si sta in bici, nel primo caso invece è leggermente più complesso ma se proprio non vuoi imparare a stare in equilibrio su una bici ti procuri una bici a tre ruote e ti fai le tue ore, come chi non rispetta il requisito della vista minima si procura il suo paio di occhiali e corregge il difetto. </p><p>Ovviamente bisogna prevedere soluzioni per chi ha disabilità o problemi di mobilità, per esempio chi non può pedalare normalmente potrebbe fare ore equivalenti su bici a tre ruote, bici elettriche assistite o percorsi sicuri indoor, l’importante è sviluppare consapevolezza della vulnerabilità degli utenti deboli della strada. L’obiettivo non è punire o svantaggiare nessuno, ma responsabilizzare tutti chi guida veicoli più pericolosi. </p><p>Posso anche portare l'esempio concreto della la mia compagna che da quando ha iniziato a fare qualche km di bici su strada, ha cambiato completamente la sua percezione dei ciclisti quando guida un’auto. Li guarda diversamente, anticipa meglio le situazioni, rispetta maggiormente gli spazi e le dinamiche di chi pedala, in poche parole ora si accorge della loro presenza e pensa alla loro sicurezza. È una prova pratica di come anche poche ore in bici possano migliorare la sicurezza di tutti sulla strada.</p><p>Poi ovviamente siccome è una proposta intelligente e di buon senso non verrà nemmeno presa in considerazione.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="iban, post: 7774897, member: 34281"] Ho letto la proposta e devo dire che è una cosa su cui già ragionavamo da tempo con altri amici ed eravamo arrivati ad una soluzione sostanzialmente simile, noi però avevamo ipotizzato 24 ore di bici nell'arco della validità della patente di guida per poterne ottenere il rinnovo, che dette così sembrano tantissime ma sono una misera ora al mese nell'arco degli ultimi 2 anni di validità della patente. Vero che la gente va a scuola guida per imparare a guidare, ma è altrettanto vero che già oggi ci sono dei requisiti di età minima e di condizioni psicofisiche minime per ottenere la patente o per ottenerne il rinnovo, che sostanzialmente servono ad attestare che chi guida non sia un pericolo per se stesso o per gli altri, ma visto che chi guida è spesso un pericolo per gli altri in bici non trovo sia assurdo aggiungere questo requisito a tutela della salute pubblica. Secondo me avrebbe una valenza multipla, la principale è quella che hai detto tu, e cioè responsabilizzare gli utenti forti, ma servirebbe, in piccolissima parte, anche a togliere auto dalla strada, a far scoprire alle persone che esiste un'alternativa all'automobile e che è utile veloce ed economica per andare al bar, per andare dal fornaio a prendere il pane, per fare le piccole commissioni quotidiane che di solito si fanno in attività di prossimità e a dare un contesto e far capire il senso delle ciclabili e delle infrastrutture dedicate alla mobilità sostenibile. Sul fatto che le persone non sanno andare in bicicletta non riesco a capire se tu ti riferisca all'atto fisico dello stare in equilibrio sulla bici (conosco adulti, pochi a dire il vero, che non sanno farlo) o se ti riferisci al conoscere tutte le dinamiche di previsione e minimizzazione dei rischi che chi va in bici con cognizione di causa mette in atto, ma in entrambi i casi credo che sia facilmente superabile, nel secondo caso bastano quelle ore ad insegnare alle persone come si sta in bici, nel primo caso invece è leggermente più complesso ma se proprio non vuoi imparare a stare in equilibrio su una bici ti procuri una bici a tre ruote e ti fai le tue ore, come chi non rispetta il requisito della vista minima si procura il suo paio di occhiali e corregge il difetto. Ovviamente bisogna prevedere soluzioni per chi ha disabilità o problemi di mobilità, per esempio chi non può pedalare normalmente potrebbe fare ore equivalenti su bici a tre ruote, bici elettriche assistite o percorsi sicuri indoor, l’importante è sviluppare consapevolezza della vulnerabilità degli utenti deboli della strada. L’obiettivo non è punire o svantaggiare nessuno, ma responsabilizzare tutti chi guida veicoli più pericolosi. Posso anche portare l'esempio concreto della la mia compagna che da quando ha iniziato a fare qualche km di bici su strada, ha cambiato completamente la sua percezione dei ciclisti quando guida un’auto. Li guarda diversamente, anticipa meglio le situazioni, rispetta maggiormente gli spazi e le dinamiche di chi pedala, in poche parole ora si accorge della loro presenza e pensa alla loro sicurezza. È una prova pratica di come anche poche ore in bici possano migliorare la sicurezza di tutti sulla strada. Poi ovviamente siccome è una proposta intelligente e di buon senso non verrà nemmeno presa in considerazione. [/QUOTE]
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