Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Altri temi
Emozioni & Imprese
Bici e letteratura
Testo
<blockquote data-quote="Pino Lombardi" data-source="post: 503283" data-attributes="member: 3533"><p>Non voglio credere che si sia gi&#224; esaurito l'argomento.</p><p>Ci provo io a suggerire qualcosa di conosciuto a pochi:</p><p></p><p>E' "La bicicletta" di Alfredo Oriani, scritto quasi cento anni fa ma ci sono pagine davvero commoventi per chi ama la bici non solo per sport ma come scelta di vita. Questo &#232; il brano pi&#249; indimenticabile:</p><p></p><p>"Il piacere della bicicletta &#232; quello stesso della libert&#224;, forse meglio di una liberazione andarsene ovunque, ad ogni momento, arrestandosi alla prima velleit&#224; di un capriccio, senza preoccupazioni come per un cavallo, senza servit&#249; come in treno.</p><p>La bicicletta siamo ancora noi , che vinciamo lo spazio e il tempo; stiamo in bilico e quindi nella indecisione di un giuoco colla tranquilla sicurezza di vincere; siamo soli senza nemmeno il contatto colla terra, che le nostre ruote sfiorano appena, quasi in balia del vento, contro il quale lottiamo come un uccello.</p><p>Non &#232; il viaggio o la sua economia nel compierlo che ci soddisfa, ma la facolt&#224; appunto di interromperlo e di mutarlo, quella poesia istintiva di una improvvisazione spensierata, mentre una forza orgogliosa ci gonfia il cuore di sentirci cos&#236; liberi.</p><p>Domani la carrozzella automobile ci permetter&#224; viaggi pi&#249; rapidi e pi&#249; lunghi, ma non saremo pi&#249; n&#233; cos&#236; liberi n&#233; cos&#236; soli: la carrozzella non potr&#224; identificarsi con noi come la bicicletta, non saranno le nostre gambe che muovono gli stantuffi, non sar&#224; il nostro soffio che la spinge nelle salite.</p><p>Seduti come in un treno non ci torner&#224; pi&#249; l&#8217;illusione di essere giovani, correndo coll&#8217;impeto stesso della giovinezza; non avremo trionfato del vento, non ci saremo ritemprati nella fatica al sol; ma la nuova macchina c&#8217;imporr&#224; le preoccupazioni dei propri guasti non riparabili al momento, c&#8217;impedir&#224; di sognare, perch&#233; non potremo pi&#249; guidarla istintivamente, e ci dar&#224; il senso doloroso del limite, appunto perch&#233; separata da noi, sospinta da una forza che non pu&#242; fondersi colla nostra"..</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Pino Lombardi, post: 503283, member: 3533"] Non voglio credere che si sia già esaurito l'argomento. Ci provo io a suggerire qualcosa di conosciuto a pochi: E' "La bicicletta" di Alfredo Oriani, scritto quasi cento anni fa ma ci sono pagine davvero commoventi per chi ama la bici non solo per sport ma come scelta di vita. Questo è il brano più indimenticabile: "Il piacere della bicicletta è quello stesso della libertà, forse meglio di una liberazione andarsene ovunque, ad ogni momento, arrestandosi alla prima velleità di un capriccio, senza preoccupazioni come per un cavallo, senza servitù come in treno. La bicicletta siamo ancora noi , che vinciamo lo spazio e il tempo; stiamo in bilico e quindi nella indecisione di un giuoco colla tranquilla sicurezza di vincere; siamo soli senza nemmeno il contatto colla terra, che le nostre ruote sfiorano appena, quasi in balia del vento, contro il quale lottiamo come un uccello. Non è il viaggio o la sua economia nel compierlo che ci soddisfa, ma la facoltà appunto di interromperlo e di mutarlo, quella poesia istintiva di una improvvisazione spensierata, mentre una forza orgogliosa ci gonfia il cuore di sentirci così liberi. Domani la carrozzella automobile ci permetterà viaggi più rapidi e più lunghi, ma non saremo più né così liberi né così soli: la carrozzella non potrà identificarsi con noi come la bicicletta, non saranno le nostre gambe che muovono gli stantuffi, non sarà il nostro soffio che la spinge nelle salite. Seduti come in un treno non ci tornerà più l’illusione di essere giovani, correndo coll’impeto stesso della giovinezza; non avremo trionfato del vento, non ci saremo ritemprati nella fatica al sol; ma la nuova macchina c’imporrà le preoccupazioni dei propri guasti non riparabili al momento, c’impedirà di sognare, perché non potremo più guidarla istintivamente, e ci darà il senso doloroso del limite, appunto perché separata da noi, sospinta da una forza che non può fondersi colla nostra".. [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Altri temi
Emozioni & Imprese
Bici e letteratura
Alto
Basso