bikeporn - acciaio (parte terza)

bdiegoz

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ho guardato il loro sito, guarda che roba questo (da pista)
MODC-BOR2.jpg


è un'idea molto interessante e bella esteticamente

c'è un thread molto bello su un altro forum dedicato a fisse, si vede lavorano molto bene. A me un carro di questo tipo (à la bmc, o meglio à la pelizzoli quando lavorava per masciaghi, ancora più estremizzato) piace molto, soprattutto per misure come le nostre. l'unico problema è il freno, che ti sega le gambe. metterlo sotto dà pulizia, ma non so quanto sia efficace (oltre che scomodo per lavorarci)
 

Ser pecora

Diretur
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16 Aprile 2004
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c'è un thread molto bello su un altro forum dedicato a fisse, si vede lavorano molto bene. A me un carro di questo tipo (à la bmc, o meglio à la pelizzoli quando lavorava per masciaghi, ancora più estremizzato) piace molto, soprattutto per misure come le nostre. l'unico problema è il freno, che ti sega le gambe. metterlo sotto dà pulizia, ma non so quanto sia efficace (oltre che scomodo per lavorarci)

Il freno sotto secondo me non è particolarmente scomodo per farci manutenzione. Al contrario di quello che dicono tanti è persino meno esposto alla sporcizia di quello in posizione classica. Per l'efficacia dipende dal giro che fa il cavo.

Per quanto riguarda l'estetica invece secondo me in taglie grandi il carro così è abbastanza brutto. Basti guardare una Bmc teammachine in taglia 57: il reggisella sembra un palo della luce.
 

mika

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Il freno sotto secondo me non è particolarmente scomodo per farci manutenzione. Al contrario di quello che dicono tanti è persino meno esposto alla sporcizia di quello in posizione classica. Per l'efficacia dipende dal giro che fa il cavo.

Per quanto riguarda l'estetica invece secondo me in taglie grandi il carro così è abbastanza brutto. Basti guardare una Bmc teammachine in taglia 57: il reggisella sembra un palo della luce.


Domanda: in ogni caso, la produzione di Ferriveloci, troverà molto mercato secondo voi ?
 

Mardot

Velocista
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l'unico problema è il freno, che ti sega le gambe. metterlo sotto dà pulizia, ma non so quanto sia efficace (oltre che scomodo per lavorarci)

Il freno sotto secondo me non è particolarmente scomodo per farci manutenzione. Al contrario di quello che dicono tanti è persino meno esposto alla sporcizia di quello in posizione classica. Per l'efficacia dipende dal giro che fa il cavo.

Quale freno?

Per quanto riguarda l'estetica invece secondo me in taglie grandi il carro così è abbastanza brutto. Basti guardare una Bmc teammachine in taglia 57: il reggisella sembra un palo della luce.
o-oo-o
 

mika

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Fanno solo pista/fisse. Già questo li limita ad una nicchia. Nicchia che peraltro non mi pare proprio la più danarosa, vista l'età media del target.
Con l'estero però potrebbero lavorare bene.


Parlo da profano delle fixed-pista, premetto.



Quello che trovo particolare è iniziare una nuova attività, gente giovane, sulla base di stati emozionali retrò. Emozionali ora, perchè appunto sono una traslazione di realtà passate, ai tempi nostri. Realtà un tempo la norma, come oggi può esserlo un telaio moderno, con i suoi canoni.
Intendo dire che possono essere una riproposizione di concetti emozionali ed estetici che si sono fatti propri in un tempo posteriore, distante e distaccato, dall'epoca in cui avevano ragione d'essere. Ma in realtà non fanno parte del DNA, non gli scorgi fra le rughe del viso, nella vibraziobne della voce, nello sguardo commoso, non scorrono nel sangue perchè lì sono nati e si sono sviluppati, ma sono stati un po' iniettati, vissuti come guardando un vecchio film o un ricordo che in raltà non ci appartiene..come Blade Runner.. :-)

Magari ce n'è in certe soluzioni, ma perchè non puntare invece alla massima modernità possibile, quale tu appartieni, pur partendo da un ferro e non da un carbonio ?

A me il messaggio che arriva è questo, riproposizione. Un Pegoretti invece, mi sà di moderno.

Sto sbagliando ?
 
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Ser pecora

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A me il messaggio che arriva è questo, riproposizione. Un Pegoretti invece, mi sà di moderno.

E' un bel discorso. Io credo che "riproporre" sia un passaggio obbligato.
Le bici attuali di Pegoretti sono il risultato di 40 anni di lavoro.
Credo che qualunque artigiano (e persino l'artista) debba confrontarsi con chi è venuto prima per poi, acquisita maturità, proporre qualcosa di proprio.

Tutto sommato questi ferriveloci già qualcosa di nuovo propongono, pur legato ad un certo stile e mercato.

Anzi, "mi fido di più" di chi comincia con cose semplici e codificate, seguendo l'indirizzo dato da qualcuno, piuttosto che quelli che cominciano subito con robe strane e con 1000 tipologie diverse di prodotto. Tipo tante meteore da Nahbs che fanno dalla 29" in titanio al tandem in carbonio alla rando anni '30, che tanto con 2000eu di verniciatura di Joe Bell e 4 cazzilli Chris King pare tutto una meraviglia...
 

bdiegoz

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Parlo da profano delle fixed-pista, premetto.



Quello che trovo particolare è iniziare una nuova attività, gente giovane, sulla base di stati emozionali retrò. Emozionali ora, perchè appunto sono una traslazione di realtà passate, ai tempi nostri. Realtà un tempo la norma, come oggi può esserlo un telaio moderno, con i suoi canoni.
Intendo dire che possono essere una riproposizione di concetti emozionali ed estetici che si sono fatti propri in un tempo posteriore, distante e distaccato, dall'epoca in cui avevano ragione d'essere. Ma in realtà non fanno parte del DNA, non li scorgi fra le rughe del viso, nella vibraziobne della voce, nello sguardo commoso, non scorrono nel sangue perchè lì sono nati e si sono sviluppati, ma sono stati un po' iniettati, vissuti come guardando un vecchio film o un ricordo che in raltà non ci appartiene..come Blade Runner.. :-)

Magari ce n'è in certe soluzioni, ma perchè non puntare invece alla massima modernità possibile, quale tu appartieni, pur partendo da un ferro e non da un carbonio ?

A me il messaggio che arriva è questo, riproposizione. Un Pegoretti invece, mi sà di moderno.

Sto sbagliando ?


non lo so. da qualche tempo frequento fixed forum e c'è da una parte molto effetto madeleine, se mi passi il termine. Dall'altra molta competenza e passione.
Da un punto di vista meramente commerciale sono in diversi che cercano di sfruttare la moda fixed (vai in centro e in diverse vetrine di negozi ti ritrovi la fissa) con marchi del tutto improbabili a costi oggettivamente elevati. Operazione piuttosto semplice, in fondo, anche se richiede un certo capitale di partenza. Prendi contatto con il vetta di turno, un telaio 4 taglie, facebook, sito curato e via come va. in fondo una riproposizione di quanto succedeva anni fa in ambito corsa, prendo i telai in cina, li vernicio viola fluo e li vendo come ultratopdi gamma. Si sa com'è andata :)
Questi ragazzi fanno un'altra cosa, più seria e onesta: sono andati a bottega, hanno imparato, imparano e ci provano. Solo per questo li apprezzo e li sostengo. Se poi va male hanno comunque un mestiere, una competenza, e cadranno in piedi.

- avessi tempo andrei a bottega anch'io, da gemmati -
 
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bdiegoz

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[altro percorso invece credo abbiano intrapreso altri due nostri forumendoli, ottotubi e mikimetal91 (anche se questo è da un po' che non si legge più): per quanto possa valere, seguo con molta stima anche loro]
 

mika

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E' un bel discorso. Io credo che "riproporre" sia un passaggio obbligato.
Le bici attuali di Pegoretti sono il risultato di 40 anni di lavoro.
Credo che qualunque artigiano (e persino l'artista) debba confrontarsi con chi è venuto prima per poi, acquisita maturità, proporre qualcosa di proprio.

Tutto sommato questi ferriveloci già qualcosa di nuovo propongono, pur legato ad un certo stile e mercato.

Anzi, "mi fido di più" di chi comincia con cose semplici e codificate, seguendo l'indirizzo dato da qualcuno, piuttosto che quelli che cominciano subito con robe strane e con 1000 tipologie diverse di prodotto. Tipo tante meteore da Nahbs che fanno dalla 29" in titanio al tandem in carbonio alla rando anni '30, che tanto con 2000eu di verniciatura di Joe Bell e 4 cazzilli Chris King pare tutto una meraviglia...

non lo so. da qualche tempo frequento fixed forum e c'è da una parte molto effetto madeleine, se mi passi il termine. Dall'altra molta competenza e passione.
Da un punto di vista meramente commerciale sono in diversi che cercano di sfruttare la moda fixed (vai in centro e in diverse vetrine di negozi ti ritrovi la fissa) con marchi del tutto improbabili a costi oggettivamente elevati. Operazione piuttosto semplice, in fondo, anche se richiede un certo capitale di partenza. Prendi contatto con il vetta di turno, un telaio 4 taglie, facebook, sito curato e via come va. in fondo una riproposizione di quanto succedeva anni fa in ambito corsa, prendo i telai in cina, li vernicio viola fluo e li vendo come ultratopdi gamma. Si sa com'è andata :)
Questi ragazzi fanno un'altra cosa, più seria e onesta: sono andati a bottega, hanno imparato, imparano e ci provano. Solo per questo li apprezzo e li sostengo. Se poi va male hanno comunque un mestiere, una competenza, e cadranno in piedi.

- avessi tempo andrei a bottega anch'io, da gemmati -


Sì, posso capire. Scommetterei però che telaisti del calibro di Pegoretti o Zullo abbiamo presto cominciato con cercare di realizzare le loro idee, quelle che poi oggi diciamo hanno fatto un po' di storia e di evoluzione.

Fossi stato in loro, visti anche gli studi, avrei cercato di spaccare il mercato, di cominciare a costruire un po' di storia, di dare un'impronta nuova.
Essere moderni ed eleganti non è facile, ma quando riesce il risultato è di quelli che rimangono.
 

Mardot

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Credevo che Bviolaz intendesse bici con quel tipo di carro in generale, non queste ferriveloci che evidentemente non ce l'hanno.
Il freno sotto ce l'avevo sulla MTB Colnago LX. Anzi, ce l'ho, visto che la uso ancora.

E' l'U-brake.

Potenza di frenata inaudita.

In effetti, contrariamente a quello che molti pensano, non si immerda (terminologia tecnica spinta) più di tanto. Poi se uno ci pensa, vede che il fango fa più strada per arrivare a lui che per arrivare al freno alto....
 

bdiegoz

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Sì, posso capire. Scommetterei però che telaisti del calibro di Pegoretti o Zullo abbiamo presto cominciato con cercare di realizzare le loro idee, quelle che poi oggi diciamo hanno fatto un po' di storia e di evoluzione.

Fossi stato in loro, visti anche gli studi, avrei cercato di spaccare il mercato, di cominciare a costruire un po' di storia, di dare un'impronta nuova.
Essere moderni ed eleganti non è facile, ma quando riesce il risultato è di quelli che rimangono.


zullo e pegoretti sono partiti dalla bottega (o meglio, dalle varie botteghe), e prima del responsorium e dell'inqubo ne han fatta di roba.
Poi il materiale è quello, c'è poco da fare: le ultime tubazioni uscite a mia conoscenza sono le xcr, e siamo nel 2007, quasi 10 anni..
Vedo comunque in ferriveloci la ricerca di una strada loro, nelle soluzioni che adottano: vuoi per il carro (per carità anche rossin lo usava con le rossart, e pelizzoli, e...) vuoi per altro.
Ma prima di fare free jazz uno deve sapere cos'è il bebop, altrimenti è solo solo un quaquaraquà.
 

bdiegoz

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Il freno sotto ce l'avevo sulla MTB Colnago LX. Anzi, ce l'ho, visto che la uso ancora.

E' l'U-brake.

Potenza di frenata inaudita.

In effetti, contrariamente a quello che molti pensano, non si immerda (terminologia tecnica spinta) più di tanto. Poi se uno ci pensa, vede che il fango fa più strada per arrivare a lui che per arrivare al freno alto....


ma a voi non capita di allargare il freno in marcia o cose così? io già sacramento in viola fluo quando mi capita di sbrugolare con i freni in posizione normale, lì raddoppierei la dose
 

Ser pecora

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Sì, posso capire. Scommetterei però che telaisti del calibro di Pegoretti o Zullo abbiamo presto cominciato con cercare di realizzare le loro idee, quelle che poi oggi diciamo hanno fatto un po' di storia e di evoluzione.

Che io ricordi Pegoretti ha cominciato a staccarsi dalla propria tradizione (Milani) verso la metà degli anni '90. A parte qualche idea che aveva sviluppato con Pinarello. Zullo ancora più di recente.

Secondo me non è solo questione di idee più o meno nuove (che soprattutto se ci si lega ai metalli oggi sono limitate), ma anche di realizzazione.
In ambito artigianale è facendo che impari e migliori. Non credo sia possibile inventarsi fenomeni con 4 telai saldati.

Nel frattempo non dimentichiamoci che il mondo è cambiato. Per la generazione precedente la propria bottega ed i propri clienti era tutto il mondo. Occasioni di confronto con il pubblico ed i colleghi erano molto più limitate (in Italia forse inesistenti a parte curiosi volenterosi). Oggi, con interdent, si fa parte di una comunità globale, in cui tutto può essere condiviso facilmente.
In un contesto del genere è anche più difficile uscirsene con qualcosa di "nuovo", soprattutto partendo da zero.
 

Mardot

Velocista
25 Febbraio 2008
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PREMESSA
Non sto parlando di Ferriveloci, che non conosco né loro né il loro listino e non sono riuscito a vedere sul sito nemmeno una bici (da strada) montata completamente. [magari non ho guardato bene io]

IN GENERALE
Io quello che sopporto a stento è il QUASI costante tentativo di portare le cose nella via del "figo" o del "radical chic". Ed è un andamento che non è tipico solo del mondo bike, basti vedere i gadget di elettronica, i ristoranti e il cibo in genere, ecc... Se una cosa è SOLO buona non vale. Meglio una cosa meno buona, ma figa, d'elite. Meglio Eataly che una sana trattoria di pesce in riva al mare, tanto per dire.

Tornando alle bici, per seguire anche il discorso di Manuel, a mio avviso, ma è un'opinione sicuramente di parte, per sfondare/spaccare il mercato ci vorrebbero due cose, entrambe obbligatorie, in ordine d'importanza:

1) PREZZO BASSO
2) PRODOTTI NUOVI (o comunque che non richiamano al passato)

Il prezzo lo ritengo il più importante oltre ogni misura, ne ho abbastanza di vedere cancelli venduti a prezzi inauditi, soprattutto in un momento in cui i soldi per una bici non dovrebbero rappresentare un investimento per la vita, ma un'opportunità di svago e perché no un trasporto alternativo.

I prodotti nuovi, che non richiamano il vecchio nemmeno da lontano, servirebbero ad accalappiare tutta una parte di clientela, sempre più folta, che il vecchio non l'hanno mai provato, ma lo conosco e non lo stimano, se non come oggetto di culto (quindi di nicchia).

Partire da telai Spirit o XCr, geometrie moderne, sezioni generose, design moderno, gamma ridotta ma con entry level davvero economici fino ad arrivare a prezzi un po' più alti, ma sempre accessibili, montaggi non esasperati a livello di componentistica, un buon marketing diretto ai giovani che non miri a proporre le bici come oggetti da sfoggiare, e io penso che in un breve periodo inizieresti a vendere telai a pioggia.

E UN GIOVANE è sicuramente avvantaggiato se vuole arrivare a ciò, senza dubbio. E non rischia nulla, tanto il cliente figo, radical, con la puzza sotto al naso, difficilmente va dal nuovo che avanza, tipicamente sceglie il marchio noto e caro, nella maggior parte dei casi.