Ciao a tutti, domenica sono caduto a circa 50 orari in curva e in discesa, per fortuna senza un granchè di conseguenze fisiche a parte qualche escoriazione e qualche botta qua e là.
Bici Triban RC520 in alluminio di neanche due anni, freni a disco meccanici con pinza idraulica, quasi 13000 km all'attivo.
Sono entrato in curva probabilmente un po' troppo forte, ho frenato forte, il posteriore si è bloccato, ho leggermente allentato per riprendere aderenza e lì sono finito per terra, senza sbattere contro alcun ostacolo.
I danni: ruota posteriore con quick release uscita dai forcellini (il perno del quick release è integro), e cerchio visibilmente storto tipo patatina fritta, nessun raggio rotto; guarnitura con entrambe le corone fortemente piegate dall'urto contro l'asfalto, strisciata sul deragliatore posteriore e piegatura almeno del forcellino, strisciata sul manubrio a consumare il nastro (e ovviamente manubrio e sella storti). Il telaio sarà quindi da far verificare qualora volessi recuperarlo, e non ho controllato ancora la forcella, che è in alluminio con steli in carbonio.
Non vorrei nemmeno spendere per sostituire il forcellino del cambio a caso quando magari è il telaio ad essere storto... e poi ne vale la pena raddrizzare un telaio in alluminio?
Il timore è che le riparazioni finiscano per costarmi quanto la bicicletta (listino 1000 euro e pagata 700) e poi avere una bici che dal punto di vista strutturale non sia al 100%. Mi chiedo allora se non valga la pena cercare invece nell'usato un minimo garantito tenendomi sul budget di 700/800 (massimo 1000) euro o fare un sacrificio grosso e comprarne una nuova... di sicuro non mi fido più tanto di soluzioni con freni a disco e fissaggio della ruota con quick release, e forse nemmeno degli stessi freni a disco che mi sembrano financo sovradimensionati per le biciclette e inconsciamente ti spingono ad andare più forte.
Mi chiedo anche se dopo la prima frenata, con scodata sull'asfalto a ruota bloccata, possa essere accaduto che la ruota posteriore sia uscita dai forcellini prima della caduta e anzi causandola, il che potrebbe spiegare la notevole pacca assorbita dalla guarnitura e la caduta che non è stato tanto una sciuvolata quanto un trovarmi scaraventato a terra.
Cosa ne pensate?
E mi chiedo anche se a 61 anni ne valga ancora la pena di fare tanti chilometri in una volta sola, sarebbero stati circa 130 se avessi completato il giro: ero andato da Milano città al Lissolo per vedere il passaggio della Coppa Agostoni, partito la mattina sarei rientrato nel tardo pomeriggio.
Grazie a un'anima pia che mi ha caricato in auto con la bici sono potuto rientrare a casa persino nell'orario previsto, per fortuna esistono ancora belle persone.
Bici Triban RC520 in alluminio di neanche due anni, freni a disco meccanici con pinza idraulica, quasi 13000 km all'attivo.
Sono entrato in curva probabilmente un po' troppo forte, ho frenato forte, il posteriore si è bloccato, ho leggermente allentato per riprendere aderenza e lì sono finito per terra, senza sbattere contro alcun ostacolo.
I danni: ruota posteriore con quick release uscita dai forcellini (il perno del quick release è integro), e cerchio visibilmente storto tipo patatina fritta, nessun raggio rotto; guarnitura con entrambe le corone fortemente piegate dall'urto contro l'asfalto, strisciata sul deragliatore posteriore e piegatura almeno del forcellino, strisciata sul manubrio a consumare il nastro (e ovviamente manubrio e sella storti). Il telaio sarà quindi da far verificare qualora volessi recuperarlo, e non ho controllato ancora la forcella, che è in alluminio con steli in carbonio.
Non vorrei nemmeno spendere per sostituire il forcellino del cambio a caso quando magari è il telaio ad essere storto... e poi ne vale la pena raddrizzare un telaio in alluminio?
Il timore è che le riparazioni finiscano per costarmi quanto la bicicletta (listino 1000 euro e pagata 700) e poi avere una bici che dal punto di vista strutturale non sia al 100%. Mi chiedo allora se non valga la pena cercare invece nell'usato un minimo garantito tenendomi sul budget di 700/800 (massimo 1000) euro o fare un sacrificio grosso e comprarne una nuova... di sicuro non mi fido più tanto di soluzioni con freni a disco e fissaggio della ruota con quick release, e forse nemmeno degli stessi freni a disco che mi sembrano financo sovradimensionati per le biciclette e inconsciamente ti spingono ad andare più forte.
Mi chiedo anche se dopo la prima frenata, con scodata sull'asfalto a ruota bloccata, possa essere accaduto che la ruota posteriore sia uscita dai forcellini prima della caduta e anzi causandola, il che potrebbe spiegare la notevole pacca assorbita dalla guarnitura e la caduta che non è stato tanto una sciuvolata quanto un trovarmi scaraventato a terra.
Cosa ne pensate?
E mi chiedo anche se a 61 anni ne valga ancora la pena di fare tanti chilometri in una volta sola, sarebbero stati circa 130 se avessi completato il giro: ero andato da Milano città al Lissolo per vedere il passaggio della Coppa Agostoni, partito la mattina sarei rientrato nel tardo pomeriggio.
Grazie a un'anima pia che mi ha caricato in auto con la bici sono potuto rientrare a casa persino nell'orario previsto, per fortuna esistono ancora belle persone.