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Campagnolo victory 6v
Testo
<blockquote data-quote="molo70" data-source="post: 6873647" data-attributes="member: 70170"><p>Il Victory primo tipo è uscito intorno all'85, lo trovi <a href="http://www.retrobike.co.uk/gallery2/d/118782-2/1985+Campagnolo+Catalog+18+bis+-+C-Record.pdf" target="_blank">qui</a>, sul catalogo 18 bis di Campagnolo</p><p></p><p>Era un media gamma, paragonabile al Chorus odierno, e si differenziava dal Triomphe (che aveva lo stesso disegno) solo per i particolari bianchi anziché neri (rotelline del cambio, OR sul registro freni e paramani sulle leve dei freni); erano diversi anche i pedali, più a punta quelli del Victory rispetto a quelli del Triomphe</p><p>Altri particolari minori che lo rendevano riconoscibile erano le viti del cambio incassate, i bloccaggi rapidi di derivazione Record, i manettini del cambio e la forma della gabbia del cambio nella parte superiore</p><p></p><p>Ai tempi non c'era uno standard di pignoni montabili, le ruote libere erano precostruite e difficilmente si sostituivano i pignoni; la scala più utilizzata era la classica 13-23 o 25, tenuto conto che il cambio poteva supportare pignoni fino al 30 (secondo Velobase, anche se io non rischierei tanto); la cosa bella sia di Victory che di Triomphe era il girobulloni della guarnitura (Victory con estrattore incorporato, Triomphe no) - purtroppo offerta solo nella lunghezza delle pedivelle da 170 mm, a differenza della Record offerta in lunghezze da 165 a 180 mm ad intervalli di 2,5 mm - da 116 mm, che consentiva di montare un 35</p><p>Con questa combinazione - pignone maggiore di 25 e corona minore di 38 - era disponibile (e consigliato) montare il cambio a gabbia lunga</p><p></p><p>Era un gruppo molto amato (io lo adoro tuttora), complice anche la fascia di prezzo molto più economica del Record che montava i freni delta; la sua semplicità e robustezza ne hanno decretato il successo</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="molo70, post: 6873647, member: 70170"] Il Victory primo tipo è uscito intorno all'85, lo trovi [URL='http://www.retrobike.co.uk/gallery2/d/118782-2/1985+Campagnolo+Catalog+18+bis+-+C-Record.pdf']qui[/URL], sul catalogo 18 bis di Campagnolo Era un media gamma, paragonabile al Chorus odierno, e si differenziava dal Triomphe (che aveva lo stesso disegno) solo per i particolari bianchi anziché neri (rotelline del cambio, OR sul registro freni e paramani sulle leve dei freni); erano diversi anche i pedali, più a punta quelli del Victory rispetto a quelli del Triomphe Altri particolari minori che lo rendevano riconoscibile erano le viti del cambio incassate, i bloccaggi rapidi di derivazione Record, i manettini del cambio e la forma della gabbia del cambio nella parte superiore Ai tempi non c'era uno standard di pignoni montabili, le ruote libere erano precostruite e difficilmente si sostituivano i pignoni; la scala più utilizzata era la classica 13-23 o 25, tenuto conto che il cambio poteva supportare pignoni fino al 30 (secondo Velobase, anche se io non rischierei tanto); la cosa bella sia di Victory che di Triomphe era il girobulloni della guarnitura (Victory con estrattore incorporato, Triomphe no) - purtroppo offerta solo nella lunghezza delle pedivelle da 170 mm, a differenza della Record offerta in lunghezze da 165 a 180 mm ad intervalli di 2,5 mm - da 116 mm, che consentiva di montare un 35 Con questa combinazione - pignone maggiore di 25 e corona minore di 38 - era disponibile (e consigliato) montare il cambio a gabbia lunga Era un gruppo molto amato (io lo adoro tuttora), complice anche la fascia di prezzo molto più economica del Record che montava i freni delta; la sua semplicità e robustezza ne hanno decretato il successo [/QUOTE]
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