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BDC-MAG.com
Canyon lancia il primo Team professionistico eRacing
Testo
<blockquote data-quote="RicktheQuick" data-source="post: 6394574" data-attributes="member: 58084"><p>a parte la definizione di "denigrare" mi interessa molto da un punto di vista culturale.</p><p>il ciclismo, il calcio, il cinema, rapprensentano un intrattenimento, un'arte, un qualcosa che a te è inaccessibile per diversi motivi, spesso fisici, e ti viene proposto come spettatore.</p><p>il videogioco ti viene proposto come attore: "tieni, questa esperienza è per te". e tu, invece che godertela, guardi gli altri mentre se la godono? è come, invece che uscire in bicicletta, guardare il filmato di uno che esce in bicicletta. io trovo estremamente preoccupante una società che sviluppi la passione per qualcosa del genere. mi pare assurdo pensare di guardare il video di uno che guardi un film o che legga un libro. guardo io il film, leggo io il libro, e così gioco io al videogioco.</p><p>qui il discorso è simile: il ciclismo è uno sport con tanti tempi morti nei quali ammiri lo scenario, così come è uno sport di squadra, con una certa componente tattica, è uno sport "di fortuna" coi guasti meccanici, è uno sport di guida, nelle discese o nei tornanti in salita, o nel pavè sconnesso.</p><p>a guardare due che fanno i rulli ognuno a casa sua, cosa vedi? a cosa ti stai appassionando? a me pare problematica una deriva voyeuristica del genere, del guardare gli altri fare cose e conseguentemente fare cose solo per essere guardati. ci leggo la stessa deriva dei social network, il trionfo dell'apparire più becero e inutile, alla ricerca di contenuti di nessun valore o interesse nella convinzione che poi potremo avere i nostri "seguitori" anche quando noi vorremo essere coccolati pur non avendo fatto niente che valga la pena di essere notato, solo qualcosa di normale, banale.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="RicktheQuick, post: 6394574, member: 58084"] a parte la definizione di "denigrare" mi interessa molto da un punto di vista culturale. il ciclismo, il calcio, il cinema, rapprensentano un intrattenimento, un'arte, un qualcosa che a te è inaccessibile per diversi motivi, spesso fisici, e ti viene proposto come spettatore. il videogioco ti viene proposto come attore: "tieni, questa esperienza è per te". e tu, invece che godertela, guardi gli altri mentre se la godono? è come, invece che uscire in bicicletta, guardare il filmato di uno che esce in bicicletta. io trovo estremamente preoccupante una società che sviluppi la passione per qualcosa del genere. mi pare assurdo pensare di guardare il video di uno che guardi un film o che legga un libro. guardo io il film, leggo io il libro, e così gioco io al videogioco. qui il discorso è simile: il ciclismo è uno sport con tanti tempi morti nei quali ammiri lo scenario, così come è uno sport di squadra, con una certa componente tattica, è uno sport "di fortuna" coi guasti meccanici, è uno sport di guida, nelle discese o nei tornanti in salita, o nel pavè sconnesso. a guardare due che fanno i rulli ognuno a casa sua, cosa vedi? a cosa ti stai appassionando? a me pare problematica una deriva voyeuristica del genere, del guardare gli altri fare cose e conseguentemente fare cose solo per essere guardati. ci leggo la stessa deriva dei social network, il trionfo dell'apparire più becero e inutile, alla ricerca di contenuti di nessun valore o interesse nella convinzione che poi potremo avere i nostri "seguitori" anche quando noi vorremo essere coccolati pur non avendo fatto niente che valga la pena di essere notato, solo qualcosa di normale, banale. [/QUOTE]
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