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Allenamento
Metodologie di allenamento
Capacità di assorbimento carichi allenanti
Testo
<blockquote data-quote="rotor" data-source="post: 6465850" data-attributes="member: 91697"><p>questa domanda SuperC prevede una risposta di una complessità enorme. E' difficile per due aspetti:</p><p>1) per la definizione del carico giornaliero e dei carichi a venire nel ciclo di allenamento annuale</p><p>2) per la conseguente impostazione dei recuperi nell'immediata reazione alla seduta e al ciclo settimanale/mensile/annuale.</p><p>Un allenatore di cui non si conosce l'identità ebbe a dire "chi ha scoperto l'allenamento ha scoperto anche il riposo dall'allenamento".</p><p>Ma se analizzai bene nella sua chiarezza quanto ha detto Gilbert, sorge spontaneo supporre che carico e recupero sono direttamente correlati con la capacità individuale di "assorbire" e "smaltire" un dato carico imposto.</p><p>Oggi si dispone di molti dati in merito ai valori fisiologici monitorati prima durante e dopo ogni seduta di allenamento e conseguentemente di soluzioni più o meno adeguate per evitare errori proprio nella programmazione dei carichi in vista di preparazioni agonisitiche.</p><p>Ma è un terreno ancora sdrucciolevole, vi sono all'orizzonte nuove tesi e conseguenze pratiche.</p><p>Certamente le sensazioni personali dell'atleta non sono oggi sufficienti a stabilire la capacità di recupero, alla domanda "come ti senti oggi?" "piuttosto bene"..capiamo tutti che è molto vago e per certi versi aleatorio stabilire un certo protocollo di lavoro molto intenso con un atleta la cui sensazione pre-seduta è sintetizzata in un "piuttosto bene". Grande ausilio quindi dal prelievo del lattato, ma che prevede una certa esperienza in materia, invece l'analisi della "variabilità della frequenza cardiaca" può rappresentare per chiunque dotato di un moderno sportwatch una valida soluzione per confermare, confrontare e valorizzare il recupero post-seduta.</p><p>Rimane ferma e solida nella scienza dell'allenamento e della psicologia dello sport la legge per la quale lo stato d'animo e mentale di un atleta peggiora con un eccesso di carico, il sintomo più evidente è l'alterazione del sonno, segno inequivocabile che si è oltrepassato un certo limite e da qui occorre un riposo certo.</p><p>Chi è più nel settore di me, potrà aggiungere molto altro, vi sono molti preparatori in grado di accentuare e approfondire al meglio al questione.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="rotor, post: 6465850, member: 91697"] questa domanda SuperC prevede una risposta di una complessità enorme. E' difficile per due aspetti: 1) per la definizione del carico giornaliero e dei carichi a venire nel ciclo di allenamento annuale 2) per la conseguente impostazione dei recuperi nell'immediata reazione alla seduta e al ciclo settimanale/mensile/annuale. Un allenatore di cui non si conosce l'identità ebbe a dire "chi ha scoperto l'allenamento ha scoperto anche il riposo dall'allenamento". Ma se analizzai bene nella sua chiarezza quanto ha detto Gilbert, sorge spontaneo supporre che carico e recupero sono direttamente correlati con la capacità individuale di "assorbire" e "smaltire" un dato carico imposto. Oggi si dispone di molti dati in merito ai valori fisiologici monitorati prima durante e dopo ogni seduta di allenamento e conseguentemente di soluzioni più o meno adeguate per evitare errori proprio nella programmazione dei carichi in vista di preparazioni agonisitiche. Ma è un terreno ancora sdrucciolevole, vi sono all'orizzonte nuove tesi e conseguenze pratiche. Certamente le sensazioni personali dell'atleta non sono oggi sufficienti a stabilire la capacità di recupero, alla domanda "come ti senti oggi?" "piuttosto bene"..capiamo tutti che è molto vago e per certi versi aleatorio stabilire un certo protocollo di lavoro molto intenso con un atleta la cui sensazione pre-seduta è sintetizzata in un "piuttosto bene". Grande ausilio quindi dal prelievo del lattato, ma che prevede una certa esperienza in materia, invece l'analisi della "variabilità della frequenza cardiaca" può rappresentare per chiunque dotato di un moderno sportwatch una valida soluzione per confermare, confrontare e valorizzare il recupero post-seduta. Rimane ferma e solida nella scienza dell'allenamento e della psicologia dello sport la legge per la quale lo stato d'animo e mentale di un atleta peggiora con un eccesso di carico, il sintomo più evidente è l'alterazione del sonno, segno inequivocabile che si è oltrepassato un certo limite e da qui occorre un riposo certo. Chi è più nel settore di me, potrà aggiungere molto altro, vi sono molti preparatori in grado di accentuare e approfondire al meglio al questione. [/QUOTE]
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