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chi non vincerà il Giro.
Testo
<blockquote data-quote="Aqualung" data-source="post: 480270" data-attributes="member: 1897"><p>Il Giro lo fanno i corridori, il Tour lo fanno gli...organizzatori. E' questa la differenza. la frase "&#232; il Tour che fa grande un corridore" &#232; sacrosanta.</p><p>I francesi hanno saputo costruire una gran bella macchina, molto ben organzizzata che negli anni si &#232; arricchita di tanto tanto prestigio. E questo &#232; solo merito della bravura degli organizzatori francesi. Il percorso del Tour da un po' di tempo &#232; peggiore di quello del Giro. La prima settimana poi &#232; di una noia mortale, ma i corridori che sanno dell'importaza della corsa si dannano con velocit&#224; folli, tentativi di fuga e quant'altro ancora pur di mettersi in vetrina. Al Tour i ciclisti sono solo dei numeri, non contano praticamente nulla, devono pensare solo pedalare. Al Giro le proteste non si contano se la strada &#232; un po' pericolosa. Al Tour nessuno osa fare altrettanto, anche se si attraversa un strada appena liberata dall'alta marea (Saint Michel), dove le cadute anche gravi non si contano. Al Tour un tappone alpino, per il maltempo, non viene annullato, ma ridicolamente ridotto a 30 km (1996). E nessun percorso alternativo viene preso in considerazione, perch&#232; neppure il maltempo deve avere una piccola soddisfazione. Se fosse successo al Giro un tale fatto, si sarebbe gridato, giustamente, al vilipendio. </p><p>Al Tour non vengono invitati fior di campioni come Pantani od il neo campione del mondo (sic!) Cipollini, rei di non aver avuto rispetto con i loro precoci ritiri.</p><p>"Il Tour pu&#242; permettersi di snobbare i campioni", e questo non fa che accrescere ulteriormente il prestigio della Gran Boucle.</p><p>Insomma il Tour &#232; una gran bella montatura ed il Giro non avrebbe nulla di che invidiargli, se non una organizzazione molto pi&#249; capace nel costruire "l'immagine". </p><p>Per quanto riguarda i "brocchi" corridori italiani, di vincitori della corsa francese ne avremmo avuti di pi&#249; nella storia recente se i vari Chiappucci e Bugno non si fossero trovati sulla strada un fuoriclasse di nome Indurain.</p><p>Il ciclismo ha le sue "ere". Finite quelle di Indurain prima e di Armstrong poi, mi pare che i corridori adatti alle grandi corse a tappe siano soprattutto italiani e spagnoli.</p><p>Basso, ma anche il giovane Cunego, a mio parere, hanno grandi possibilit&#224; di aprire una nuova era. E sarebbe ora di avere un nuovo Gimondi.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Aqualung, post: 480270, member: 1897"] Il Giro lo fanno i corridori, il Tour lo fanno gli...organizzatori. E' questa la differenza. la frase "è il Tour che fa grande un corridore" è sacrosanta. I francesi hanno saputo costruire una gran bella macchina, molto ben organzizzata che negli anni si è arricchita di tanto tanto prestigio. E questo è solo merito della bravura degli organizzatori francesi. Il percorso del Tour da un po' di tempo è peggiore di quello del Giro. La prima settimana poi è di una noia mortale, ma i corridori che sanno dell'importaza della corsa si dannano con velocità folli, tentativi di fuga e quant'altro ancora pur di mettersi in vetrina. Al Tour i ciclisti sono solo dei numeri, non contano praticamente nulla, devono pensare solo pedalare. Al Giro le proteste non si contano se la strada è un po' pericolosa. Al Tour nessuno osa fare altrettanto, anche se si attraversa un strada appena liberata dall'alta marea (Saint Michel), dove le cadute anche gravi non si contano. Al Tour un tappone alpino, per il maltempo, non viene annullato, ma ridicolamente ridotto a 30 km (1996). E nessun percorso alternativo viene preso in considerazione, perchè neppure il maltempo deve avere una piccola soddisfazione. Se fosse successo al Giro un tale fatto, si sarebbe gridato, giustamente, al vilipendio. Al Tour non vengono invitati fior di campioni come Pantani od il neo campione del mondo (sic!) Cipollini, rei di non aver avuto rispetto con i loro precoci ritiri. "Il Tour può permettersi di snobbare i campioni", e questo non fa che accrescere ulteriormente il prestigio della Gran Boucle. Insomma il Tour è una gran bella montatura ed il Giro non avrebbe nulla di che invidiargli, se non una organizzazione molto più capace nel costruire "l'immagine". Per quanto riguarda i "brocchi" corridori italiani, di vincitori della corsa francese ne avremmo avuti di più nella storia recente se i vari Chiappucci e Bugno non si fossero trovati sulla strada un fuoriclasse di nome Indurain. Il ciclismo ha le sue "ere". Finite quelle di Indurain prima e di Armstrong poi, mi pare che i corridori adatti alle grandi corse a tappe siano soprattutto italiani e spagnoli. Basso, ma anche il giovane Cunego, a mio parere, hanno grandi possibilità di aprire una nuova era. E sarebbe ora di avere un nuovo Gimondi. [/QUOTE]
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