Dal Messagero Veneto di sabato 6 giugno:
Giro d'Italia, lo Zoncolan è una scommessa
Messaggero Veneto 06 giugno 2009 pagina 20 sezione: SPORT
di ROBERTO CALVETTI UDINE. Si fa presto a dire Zoncolan, ma se capitasse un inverno ricco di neve come quello passato che cosa potrebbe succedere? É la domanda che tormenta Enzo Cainero, il patron della corsa rosa in regione, che il prossimo anno vuole riportare il Giro dItalia in cima alla montagna carnica, ma che deve fare i conti con lincognita neve. Lannullamento della Carnia Classic, la granfondo che scala lo Zoncolan e che si sarebbe dovuta disputare domani, pone pesantemente il problema. Quello che è successo agli organizzatori del Carnia bike, che due settimane fa hanno dovuto alzare bandiera bianca a causa della neve che impediva il transito non soltanto sullo Zoncolan ma anche a Casera Razzo, è una possibilità che potrebbe ripetersi e annullare una tappa del Giro dItalia significherebbe bruciare un sacco di soldi. La neve, daltra parte, questanno a maggio ha costretto anche quelli del Giro del Friuli per dilettanti a modificare il percorso della terza frazione che sarebbe dovuta passare per Sella Carnizza, a una quota di appena 1086 metri. «In Carnia mi dicono che statisticamente le nevicate dellultimo inverno rappresentano un fatto eccezionale, ma non posso rischiare» dice Cainero, che da tempo sta studiando la tappa che oltre allo Zoncolan dovrebbe includere anche linedita salita del Crostis. «La sistemazione delle strade e la promozione dellevento richiedono un investimento di un milione di euro che non si può buttare a cuor leggero» afferma lorganizzatore udinese che portò il Giro per la prima volta sullo Zoncolan nel 2003 e poi nuovamente nel 2007, dalla parte di Ovaro, consegnando la salita carnica, la cui cima con 100 mila spettatori si era trasformata in una specie di Bernabeu (parole di Angelo Zomegnan), al mito del ciclismo italiano al fianco di Stelvio, Mortirolo e Pordoi. «Quello che è successo questanno introduce un elemento nuovo che ci condiziona fortemente» aggiunge Cainero, che è in costante contatto con la Rcs, la società organizzatrice della corsa rosa, i cui rappresentanti dovevano arrivare in Friuli proprio domani per seguire la Carnia Classic e poi proseguire la ricognizione del tracciato proposto per la tappa del 2010. Sopralluogo annullato e rinviato. «Limportante, comunque, è portare la tappa a casa» tranquillizza Cainero, che ha pronto un ventaglio di cinque-sei proposte da sottoporre allesame di Zomegnan e del suo staff. Tra i progetti, che a giorni saranno illustrati a Milano in casa Gazzetta, cè anche una cronoscalata con arrivo in cima alla montagna carnica, che sarebbe indubbiamente spettacolare e decisiva, ma che non è la più «gradita», sottolinea il patron friulano che spera di riuscire a ottenere un altro importante risultato: una tappa tutta friulana. «É questo laltro grande obiettivo: una frazione con partenza e arrivo nella nostra terra». E magari prima del secondo giorno di riposo della corsa.
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E inoltre per l' edizione del prossimo anno ci sono delle candidature di Bari, Perugia, Livorno, Vicenza, L' Aquila (per il Gran Sasso) e anche di Rimini...
Zomegnan le sta prendendo nota ?
Giro d'Italia, lo Zoncolan è una scommessa
Messaggero Veneto 06 giugno 2009 pagina 20 sezione: SPORT
di ROBERTO CALVETTI UDINE. Si fa presto a dire Zoncolan, ma se capitasse un inverno ricco di neve come quello passato che cosa potrebbe succedere? É la domanda che tormenta Enzo Cainero, il patron della corsa rosa in regione, che il prossimo anno vuole riportare il Giro dItalia in cima alla montagna carnica, ma che deve fare i conti con lincognita neve. Lannullamento della Carnia Classic, la granfondo che scala lo Zoncolan e che si sarebbe dovuta disputare domani, pone pesantemente il problema. Quello che è successo agli organizzatori del Carnia bike, che due settimane fa hanno dovuto alzare bandiera bianca a causa della neve che impediva il transito non soltanto sullo Zoncolan ma anche a Casera Razzo, è una possibilità che potrebbe ripetersi e annullare una tappa del Giro dItalia significherebbe bruciare un sacco di soldi. La neve, daltra parte, questanno a maggio ha costretto anche quelli del Giro del Friuli per dilettanti a modificare il percorso della terza frazione che sarebbe dovuta passare per Sella Carnizza, a una quota di appena 1086 metri. «In Carnia mi dicono che statisticamente le nevicate dellultimo inverno rappresentano un fatto eccezionale, ma non posso rischiare» dice Cainero, che da tempo sta studiando la tappa che oltre allo Zoncolan dovrebbe includere anche linedita salita del Crostis. «La sistemazione delle strade e la promozione dellevento richiedono un investimento di un milione di euro che non si può buttare a cuor leggero» afferma lorganizzatore udinese che portò il Giro per la prima volta sullo Zoncolan nel 2003 e poi nuovamente nel 2007, dalla parte di Ovaro, consegnando la salita carnica, la cui cima con 100 mila spettatori si era trasformata in una specie di Bernabeu (parole di Angelo Zomegnan), al mito del ciclismo italiano al fianco di Stelvio, Mortirolo e Pordoi. «Quello che è successo questanno introduce un elemento nuovo che ci condiziona fortemente» aggiunge Cainero, che è in costante contatto con la Rcs, la società organizzatrice della corsa rosa, i cui rappresentanti dovevano arrivare in Friuli proprio domani per seguire la Carnia Classic e poi proseguire la ricognizione del tracciato proposto per la tappa del 2010. Sopralluogo annullato e rinviato. «Limportante, comunque, è portare la tappa a casa» tranquillizza Cainero, che ha pronto un ventaglio di cinque-sei proposte da sottoporre allesame di Zomegnan e del suo staff. Tra i progetti, che a giorni saranno illustrati a Milano in casa Gazzetta, cè anche una cronoscalata con arrivo in cima alla montagna carnica, che sarebbe indubbiamente spettacolare e decisiva, ma che non è la più «gradita», sottolinea il patron friulano che spera di riuscire a ottenere un altro importante risultato: una tappa tutta friulana. «É questo laltro grande obiettivo: una frazione con partenza e arrivo nella nostra terra». E magari prima del secondo giorno di riposo della corsa.
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E inoltre per l' edizione del prossimo anno ci sono delle candidature di Bari, Perugia, Livorno, Vicenza, L' Aquila (per il Gran Sasso) e anche di Rimini...
Zomegnan le sta prendendo nota ?


