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<blockquote data-quote="Cancelliere" data-source="post: 6621924" data-attributes="member: 40630"><p>La sigla Cr sprint indica che è una Cronosprint (170 è la lunghezza della pedivella), la trovi sui cataloghi 1982 e 1984 della Gipiemme.</p><p>[URL unfurl="true"]https://www.gipiemmewheels.com/catalogues?lang=it[/URL].</p><p>Può darsi che fosse in produzione anche da prima (la Gipiemme è stata fondata nel 1964), ma mi sembra più probabiile che sia stata montata insieme al deragliatore Shimano</p><p></p><p>Per il nastro manubrio, il nero è sicuramente meglio del nastro psichedelico attuale.</p><p>Ma può andar bene un nastro in materiale sintetico, il nastro in pelle non mi sembra in stile con il tipo di bicletta (oltre che decisamente costoso).</p><p>Piuttosto, cambierei la pipa. Quella in acciaio cromato è decisamente successiva a fine anni' 60.</p><p></p><p>Bene le leve mod.51</p><p></p><p>Il marchio Rossital della sella non lo conoscevo.</p><p>Mi intrigava la sella in plastica col telaietto con tendicuoio.</p><p></p><p>Negli anni '60 la Cinelli, con la Unicanitor con lo scafo in tecnopolimero (volgarmente detta "plastica"), rivoluzionò il metodo costruttivo delle selle.</p><p>Fino ad allora le selle delle bici erano, o con telaio a molle e similpelle sulle bici utilitaristiche e sportive, o in cuoio col telaio con vite tendicuoio su quelle da corsa.</p><p>Cinelli introdusse lo scafo in plastica stampato ad iniezione, senza nessun rivestimento, affiancato successivamente dalle versioni rivestite.</p><p>Fu una innovazione geniale, tanto è vero che dopo mezzo secolo la quasi totalità delle selle da bici è ancora fatta così.</p><p></p><p>Ho visto foto di Unicanitor col telaietto tendicuoio, come sulla tua, credo che fossero i primi tipi, un pò sperimentali, un retaggio delle precedenti selle in cuoio. Il tendicuoio era indispensabile per recuperare l'allungamento naturale del cuoio, ma era inutile con il tecnopolimero.</p><p></p><p>Probabilmente quella Rossital è stata una dei primi "cloni" delle prime Unicanitor</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Cancelliere, post: 6621924, member: 40630"] La sigla Cr sprint indica che è una Cronosprint (170 è la lunghezza della pedivella), la trovi sui cataloghi 1982 e 1984 della Gipiemme. [URL unfurl="true"]https://www.gipiemmewheels.com/catalogues?lang=it[/URL]. Può darsi che fosse in produzione anche da prima (la Gipiemme è stata fondata nel 1964), ma mi sembra più probabiile che sia stata montata insieme al deragliatore Shimano Per il nastro manubrio, il nero è sicuramente meglio del nastro psichedelico attuale. Ma può andar bene un nastro in materiale sintetico, il nastro in pelle non mi sembra in stile con il tipo di bicletta (oltre che decisamente costoso). Piuttosto, cambierei la pipa. Quella in acciaio cromato è decisamente successiva a fine anni' 60. Bene le leve mod.51 Il marchio Rossital della sella non lo conoscevo. Mi intrigava la sella in plastica col telaietto con tendicuoio. Negli anni '60 la Cinelli, con la Unicanitor con lo scafo in tecnopolimero (volgarmente detta "plastica"), rivoluzionò il metodo costruttivo delle selle. Fino ad allora le selle delle bici erano, o con telaio a molle e similpelle sulle bici utilitaristiche e sportive, o in cuoio col telaio con vite tendicuoio su quelle da corsa. Cinelli introdusse lo scafo in plastica stampato ad iniezione, senza nessun rivestimento, affiancato successivamente dalle versioni rivestite. Fu una innovazione geniale, tanto è vero che dopo mezzo secolo la quasi totalità delle selle da bici è ancora fatta così. Ho visto foto di Unicanitor col telaietto tendicuoio, come sulla tua, credo che fossero i primi tipi, un pò sperimentali, un retaggio delle precedenti selle in cuoio. Il tendicuoio era indispensabile per recuperare l'allungamento naturale del cuoio, ma era inutile con il tecnopolimero. Probabilmente quella Rossital è stata una dei primi "cloni" delle prime Unicanitor [/QUOTE]
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