Ciclismo e vegetarianesimo

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Maglia Amarillo
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Più o meno come me, carne max 1 volta a settimana, pesce 1/2 volte, legumi 3/4 volte, frutta e verdura a camion, uova 4/5/6 volte, cereali integrali e simili ogni giorno, latticini zero.
L'intenzione di passare a un'alimentazione vegetariana, non vegana, c'è. Principalmente per un discorso di sostenibilità ambientale (in parte, so bene che le coltivazioni agricole non sono a impatto zero, per quanto mi approvvigiono quasi al 100% da piccoli produttori locali non avendo orti nè eventualmente il tempo da dedicare alle colture) e di empatia con gli esseri viventi dall'altra . E qui mi rendo conto di esser ipocrita quando parlo di empatia verso gli animali, però continuo a mangiare carne e pesce. Il fatto è che per paura di fare danni e per mia ignoranza non avendo grandi basi di scienza dell'alimentazione , pur avendo letto qualcosa sull'argomento non riesco a impostare un piano alimentare che mi sembri ben bilanciato e soprattutto vario, alla fine mi riduco a cucinare sempre quei 4/5 piatti e dopo un pò sento la necessità di variare, per questo mangio ancora carne e pesce.
Trovassi qualcuno di davvero competente e preparato che mi desse un aiuto molto pratico, sarei ben felice di fare il passo verso un'alimentazione a base vegetale. Però alle uova non rinuncerei
Beh le premesse ci sono tutte per fare il passaggio. Alla fine dipende da te, se volessi fare l'antipatico potrei dire che quelle che hai riportato sono scuse, nel senso che sono cose superabili e più semplici di quando tu possa immaginare. Sei già a buon punto, hai capito l'importanza dei legumi e non sei sicuramente parte di quelli che credono che mangiare vegetale voglia dire mangiare solo insalata.

È un percorso, la maggioranza come me prima di passare al 100% vegetale è stato vegetariano, anche se atipico, nel senso che avevo mantenuto solo il parmigiano e comunque già eliminato latte, yogurt, uova, etc.

Per non cucinare sempre gli stessi piatti devi impegnare un po' di tempo, nulla è scontato. Però poi quando ci prendi la mano potrai cucinare ad occhi chiusi. Ci vuole anche un po' di passione, partendo dal presupposto che la scelta che fai è molto etica, non ti farà andare più o meno forte in bici, e ormai il mercato offre molte soluzioni già pronte se proprio non hai tempo.

Se ti va qualche consiglio te lo do volentieri, non sono un nutrizionista, ma ho cercato di mettere a punto un regime alimentare vegetale che sia buono per il palato e buono dal punto di vista nutrizionale. Ma soprattutto ho molta esperienza tra i fornelli. E creatività.

Stasera preparo vellutata di ceci con crostini all'aglio. Cotoletta di sedano rapa al curry con maionese di avocado, insalata iceberg con pomodorini e olive taggiasche. Per dolce ho una vasta scelta, perché siccome domani ho un evento con la ASD di cui faccio parte, potrò scegliere tra torta di mele profumata all'anice e limone, crostata con farina di mandorle ai frutti di bosco, torta rovesciata di Kiwi gialli, torta bassa morbida al cioccolato 70% con aroma di rum.

Come vedi è facile essere vegani ;-)
 

mauretto

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Beh le premesse ci sono tutte per fare il passaggio. Alla fine dipende da te, se volessi fare l'antipatico potrei dire che quelle che hai riportato sono scuse, nel senso che sono cose superabili e più semplici di quando tu possa immaginare. Sei già a buon punto, hai capi into l'importanza dei legumi e non sei sicuramente parte di quelli che credono che mangiare vegetale voglia dire mangiare solo insalata.

È un percorso, la maggioranza come me prima di passare al 100% vegetale è stato vegetariano, anche se atipico, nel senso che avevo mantenuto solo il parmigiano e comunque già eliminato latte, yogurt, uova, etc.

Per non cucinare sempre gli stessi piatti devi impegnare un po' di tempo, nulla è scontato. Però poi quando ci prendi la mano potrai cucinare ad occhi chiusi. Ci vuole anche un po' di passione, partendo dal presupposto che la scelta che fai è molto etica, non ti farà andare più o meno forte in bici, e ormai il mercato offre molte soluzioni già pronte se proprio non hai tempo.

Se ti va qualche consiglio te lo do volentieri, non sono un nutrizionista, ma ho cercato di mettere a punto un regime alimentare vegetale che sia buono per il palato e buono dal punto di vista nutrizionale. Ma soprattutto ho molta esperienza tra i fornelli. E creatività.

Stasera preparo vellutata di ceci con crostini all'aglio. Cotoletta di sedano rapa al curry con maionese di avocado, insalata iceberg con pomodorini e olive taggiasche. Per dolce ho una vasta scelta, perché siccome domani ho un evento con la ASD di cui faccio parte, potrò scegliere tra torta di mele profumata all'anice e limone, crostata con farina di mandorle ai frutti di bosco, torta rovesciata di Kiwi gialli, torta bassa morbida al cioccolato 70% con aroma di rum.

Come vedi è facile essere vegani ;-)

Figurati, hai perfettamente ragione. È questione di essere convinti al 100% e tutto diventa possibile. Chiaro che poi uno impara e aggiusta il tiro, la mia paura è quella di prendere delle cantonate partendo con il fai da te. Ovvio, non che si corrano pericoli mortali in ogni caso, ma almeno comprendere bene le principali linee guida e quali sono gli errori più macroscopici da evitare, sarebbe un buon inizio.
Qualsiasi consiglio pratico che deriva dall'esperienza è bene accetto.

Noi stasera passata di patate dolci, sformatini di tofu e broccoli, ratatouille di carote e cipolle al forno con spezie
 

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Figurati, hai perfettamente ragione. È questione di essere convinti al 100% e tutto diventa possibile. Chiaro che poi uno impara e aggiusta il tiro, la mia paura è quella di prendere delle cantonate partendo con il fai da te. Ovvio, non che si corrano pericoli mortali in ogni caso, ma almeno comprendere bene le principali linee guida e quali sono gli errori più macroscopici da evitare, sarebbe un buon inizio.
Qualsiasi consiglio pratico che deriva dall'esperienza è bene accetto.

Noi stasera passata di patate dolci, sformatini di tofu e broccoli, ratatouille di carote e cipolle al forno con spezie

Leggendo il menù direi che idee ne hai, non mi pare siano piatti cucinati da chi non sa cosa cucinare e fa sempre le stesse 4-5 cose.

Cantonate grosse non dovresti prenderne, mi pare che hai coscienza di ciò che vai a mangiare. Tieni da conto le proteine, appunto, ma gli ingredienti in cui trovarle li sai già: legumi, frutta secca, tofu, seitan (ma io lo uso poco per via del glutine, preferisco quando ho tempo farlo da me partendo da farina di farro, ad esempio). Per i formaggi in casa riesco a fare una "ricotta" dal latte di soia o di mandorla, uno stracchino/squacquerone unendo una mozzarella di riso fatta in casa e yogurt di soia, limone e sale. Una volta ne ho fatto uno un po' più solido partendo dai lupini, era ottimo. Ma il procedimento lungo, anche per via della cottura a bassa temperatura in forno.
 

Alberto1973

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Domanda ai vegetariani:

prendere vitamina B12? A quanto pare senza prodotti animali si rischia carenza.

Prendere altri integratori?

Io non sono vegetariano, non ancora x li meno, ma di carne ne mangio poca (una volta a sett), però mangio tanto pesce. Continuo ad essere tentato a diventare vegetariano. Mangiato carne è un uso molto inefficiente delle risorse a disposizione (terreno, acqua, energia, manodopera, capitale), oltre ad aggravare i cambiamenti di clima (sarei meno sensibile se non fossi genitore, ma essendolo ci tengo che la generazione successiva possa vivere bene).
 
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Domanda ai vegetariani:

prendere vitamina B12? A quanto pare senza prodotti animali si rischia carenza.

Prendere altri integratori?

Io non sono vegetariano, non ancora x li meno, ma di carne ne mangio poca (una volta a sett), però mangio tanto pesce. Continuo ad essere tentato a diventare vegetariano. Mangiato carne è un uso molto inefficiente delle risorse a disposizione (terreno, acqua, energia, manodopera, capitale), oltre ad aggravare i cambiamenti di clima (sarei meno sensibile se non fossi genitore, ma essendolo ci tengo che la generazione successiva possa vivere bene).
Statisticamente, mia moglie in studio vede pu’ carenti di B persone onnivore rispetto a vegetariane/vegane: giusto per chiarire che i confini delle carenze dipendono assai poco da questo. CIo’ detto, io integro con Long Life B12 (esiste in vari dosaggi) Dovresti far dosare la B e D con esami ematochimici e vedere quale è la tua condizione.
 

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Maglia Amarillo
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A me è capitato di avere…uno dei cani in carenza di B12. Cosa alquanto strana perché mangiano praticamente soprattutto carne. La veterinaria mi ha spiegato che oltre ad assumerla dagli alimenti, è molto importante la fase di assimilazione, ed in quello era carente. Ho dovuto integrare.

Per il resto il paradosso per l’alimentazione umana è che per quanto riguarda gli allevamenti, per la tipologia e alimentazione che ha l’animale da reddito, viene praticamente integrata nel mangime e non prodotta naturalmente. In questo modo chi mangia carne assume sicuramente la B12, ovvero un integratore che il bovino/suino/etc. ha ingerito a sua volta. E a quel punto bisognerebbe domandarsi se ciò venga fatto regolarmente negli allevamenti e soprattutto con i necessari dosaggi per essere poi di supporto reale a chi consumerà il prodotto finito.

Questo per avere una risposta a quelli che puntano il dito dicendo: ma voi vegani dovete prendere delle pastiglie per la B12, noi onnivori invece mangiamo “naturale”.
 
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Già, gli animali riescono ad assumere la b12 in natura, o meglio il loro apparato digerente la sintetizza da quello che mangiano al pascolo. Solo che le povere bestie da allevamento i prati e i pascoli non li vedono mai nel loro ciclo vitale, quindi tocca integrare tramite i mangimi.
È uno dei mille aspetti che proprio non riesco a concepire e che fortifica ancora di più la mia posizione da vegetariano
 
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Già, gli animali riescono ad assumere la b12 in natura, o meglio il loro apparato digerente la sintetizza da quello che mangiano al pascolo. Solo che le povere bestie da allevamento i prati e i pascoli non li vedono mai nel loro ciclo vitale, quindi tocca integrare tramite i mangimi.
È uno dei mille aspetti che proprio non riesco a concepire e che fortifica ancora di più la mia posizione da vegetariano
E sarebbe uno di quegli aspetti che dovrebbe far riflettere chiunque, senza prese di posizione di schieramenti vegani vs onnivori: se fossi onnivoro e scoprissi una cosa del genere penserei: ma mi prendono per il cu..?!? Col piffero che continuo a mangiar carne comprata nel supermercato/macelleria, magari ne mangio meno e cerco qualcuno che vende carne di animali cresciuti SOLO a pascolo.

Mi aveva fatto riflettere un documentario che vidi anni fa su questi allevatori nelle Alpi francesi, con pochi capi, razze selezionate, pascoli liberi ed infiniti praticamente. Alla domanda dell'intervistatore se lui manigasse carne, la risposta fu: sporadicamente e solo quella che produco io, altrimenti preferisco una dieta vegetariana.

Quando un allevatore dà una risposta del genere, ha detto tutto, e diventa inutile la difesa di un sistema che non tutela neanche i cosiddetti onnivori, un sistema in cui l'integratore viene dato all'animale perché così potrà trasferirlo all'uomo che lo mangerà...
 
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E sarebbe uno di quegli aspetti che dovrebbe far riflettere chiunque, senza prese di posizione di schieramenti vegani vs onnivori: se fossi onnivoro e scoprissi una cosa del genere penserei: ma mi prendono per il cu..?!? Col piffero che continuo a mangiar carne comprata nel supermercato/macelleria, magari ne mangio meno e cerco qualcuno che vende carne di animali cresciuti SOLO a pascolo.

Mi aveva fatto riflettere un documentario che vidi anni fa su questi allevatori nelle Alpi francesi, con pochi capi, razze selezionate, pascoli liberi ed infiniti praticamente. Alla domanda dell'intervistatore se lui manigasse carne, la risposta fu: sporadicamente e solo quella che produco io, altrimenti preferisco una dieta vegetariana.

Quando un allevatore dà una risposta del genere, ha detto tutto, e diventa inutile la difesa di un sistema che non tutela neanche i cosiddetti onnivori, un sistema in cui l'integratore viene dato all'animale perché così potrà trasferirlo all'uomo che lo mangerà...
Capisco, mi è successo anni fa visitando un alpeggio estivo, c'era anche mia figlia che non aveva nemmeno un anno. Loro allevavano pochissimi capi, meno di una decina di mucche e un pò più di capre per produrre formaggi di malga. La signora ci spiegava come anche loro nel loro piccolo purtroppo erano costretti ad un certo momento a levare i cuccioli alle mamme perché avevano bisogno del latte per produrre e sostenere l'attività, e che comunque d'inverno il fieno accantonato d'estate non bastava per tutta la stagione quindi dovevano ricorrere a mangimi anche loro. Inoltre le loro mucche, seppure cercassero di stressarle poco e farle vivere più a lungo possibile, arrivate a una certa età e non più fertili, senza produrre latte erano un costo insostenibile per loro e quindi doveveno giocoforza cederle a un macello. Mi ha fatto capire esplicitamente che se funzionava così ne loro piccolo allevamento alpino e sostenibile, figuriamoci in quelli intensivi e nelle grandi aziende casearie. Fu da lì che decisi di abbandonare i latticini come prima cosa. Un anno dopo abbandonai anche la carne per lo stesso motivo e qualche mese dopo anche il pesce
 
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Capisco, mi è successo anni fa visitando un alpeggio estivo, c'era anche mia figlia che non aveva nemmeno un anno. Loro allevavano pochissimi capi, meno di una decina di mucche e un pò più di capre per produrre formaggi di malga. La signora ci spiegava come anche loro nel loro piccolo purtroppo erano costretti ad un certo momento a levare i cuccioli alle mamme perché avevano bisogno del latte per produrre e sostenere l'attività, e che comunque d'inverno il fieno accantonato d'estate non bastava per tutta la stagione quindi dovevano ricorrere a mangimi anche loro. Inoltre le loro mucche, seppure cercassero di stressarle poco e farle vivere più a lungo possibile, arrivate a una certa età e non più fertili, senza produrre latte erano un costo insostenibile per loro e quindi doveveno giocoforza cederle a un macello. Mi ha fatto capire esplicitamente che se funzionava così ne loro piccolo allevamento alpino e sostenibile, figuriamoci in quelli intensivi e nelle grandi aziende casearie. Fu da lì che decisi di abbandonare i latticini come prima cosa. Un anno dopo abbandonai anche la carne per lo stesso motivo e qualche mese dopo anche il pesce
Ed in questo quadro il governo prosegue la sua battaglia sul "milk sounding" approvando un decreto ad hoc

e facendo capire come siano gli interessi economici a guidare le scelte, perché il consumatore, anche se fosse mio nonno, ha comunque ben chiaro che il latte di mandorla non lo generi mungendo una mucca. Tanto più che ormai questi prodotti sono isolati ormai in tutti i punti vendita, o almeno hanno una loro identità ben precisa.

Così si agisce facendo leggi e decreti per arginare un problema che non crea problemi. E se fossi nei panni degli allevatori che da anni protestano per le quote latte etc. ciò mi farebbe assai arrabbiare, perché non è quella fetta di vendita di bevande vegetali, tanto meno con la dicitura latte, che sta uccidendo la loro attività.

La sostenibilità, termine ormai usato e abusato, passa attraverso le scelte di ognuno, è vero, ma tali scelte hanno poco impatto se il sistema che c'è intorno, anche per produrre le bevande vegetali, è tutt'altro che sostenibile. Non consumare più latte vaccino non è la soluzione a tutti i mali: va bene per noi, perché con le nostre scelte ci sentiamo di contribuire ad una idea di produzione/consumo più sostenibile. Ma per arrivare davvero a dare un senso alla parola sostenibilità, ci vuole molto di più. Certo, un decreto come quello appena uscito, è la cosa meno utile che si potesse fare al momento.
 

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Domanda ai vegetariani:

prendere vitamina B12? A quanto pare senza prodotti animali si rischia carenza.

Prendere altri integratori?

Io non sono vegetariano, non ancora x li meno, ma di carne ne mangio poca (una volta a sett), però mangio tanto pesce. Continuo ad essere tentato a diventare vegetariano. Mangiato carne è un uso molto inefficiente delle risorse a disposizione (terreno, acqua, energia, manodopera, capitale), oltre ad aggravare i cambiamenti di clima (sarei meno sensibile se non fossi genitore, ma essendolo ci tengo che la generazione successiva possa vivere bene).
io ho iniziato ad integrarla da quest'anno. le analisi degli ultimi due anni erano ok (le ultime poco sopra il limite inferiore), ma la tendenza era a scendere e per evitare di trovarmi con una carenza ho iniziato a prenderla.

la mia dieta a casa è prettamente vegetariana da un anno a questa parte, prima mangiavo pochissima carne (l'ho ridotta nel tempo senza tanto rendermene conto). Mangio occasionalmente pesce, è una cosa che ho tenuto inizialmente per alcuni problemi su consiglio del nutrizionista (ma giusto per non aggiungere altre variabili...), mentre ora in caso di difficoltà di scelta fuori casa. non mi sto forzando a fare nulla, altrimenti penso non sia sostenibile (chiaramente parlo per me).
 
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Ed in questo quadro il governo prosegue la sua battaglia sul "milk sounding" approvando un decreto ad hoc

e facendo capire come siano gli interessi economici a guidare le scelte, perché il consumatore, anche se fosse mio nonno, ha comunque ben chiaro che il latte di mandorla non lo generi mungendo una mucca. Tanto più che ormai questi prodotti sono isolati ormai in tutti i punti vendita, o almeno hanno una loro identità ben precisa.

Così si agisce facendo leggi e decreti per arginare un problema che non crea problemi. E se fossi nei panni degli allevatori che da anni protestano per le quote latte etc. ciò mi farebbe assai arrabbiare, perché non è quella fetta di vendita di bevande vegetali, tanto meno con la dicitura latte, che sta uccidendo la loro attività.

La sostenibilità, termine ormai usato e abusato, passa attraverso le scelte di ognuno, è vero, ma tali scelte hanno poco impatto se il sistema che c'è intorno, anche per produrre le bevande vegetali, è tutt'altro che sostenibile. Non consumare più latte vaccino non è la soluzione a tutti i mali: va bene per noi, perché con le nostre scelte ci sentiamo di contribuire ad una idea di produzione/consumo più sostenibile. Ma per arrivare davvero a dare un senso alla parola sostenibilità, ci vuole molto di più. Certo, un decreto come quello appena uscito, è la cosa meno utile che si potesse fare al momento.
Haha la famosa lotta contro il termine latte, si... è stata sollevata solo in italia e amichetti europei Germania e Francia in Primis. Nel resto del mondo non si pongono minimamente il problema...ma sicuramente saranno loro i barbari :mrgreen: Stanno cercando di metterci una pezza. Ormai è evidente che le alternative vegetali anche solo a 3 o 4 anni fa sono sempre più diffuse e apprezzate. Te ne rendi conto andando al supermercato, al ristorante, ma pure al fast food o al kebabbaro zozzo per dire. E non credo che faccia molto piacere a Coldiretti, Federcarni e compagnia. Ergo agli amici alla camera e senato. Lungi da me fare il complottista, ma non credo di andarci lontano a pensarla così
 
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io ho iniziato ad integrarla da quest'anno. le analisi degli ultimi due anni erano ok (le ultime poco sopra il limite inferiore), ma la tendenza era a scendere e per evitare di trovarmi con una carenza ho iniziato a prenderla.

la mia dieta a casa è prettamente vegetariana da un anno a questa parte, prima mangiavo pochissima carne (l'ho ridotta nel tempo senza tanto rendermene conto). Mangio occasionalmente pesce, è una cosa che ho tenuto inizialmente per alcuni problemi su consiglio del nutrizionista (ma giusto per non aggiungere altre variabili...), mentre ora in caso di difficoltà di scelta fuori casa. non mi sto forzando a fare nulla, altrimenti penso non sia sostenibile (chiaramente parlo per me).
Il problema del fuori casa è per tutti credo, un po' perché i vari risotranti/trattorie etc. hanno anche loro "linee" di produzione per uscire con i piatti velocemente e servire tutti in tempo ragionevole, e quindi ad esempio non è che se hanno in menù le tagliatelle radicchio e speck, basta chiedergli di farle solo al radicchio, perché il sugo di solito è già pronto così. Inoltre, dipende dai posti: io vivo in Romagna e normalmente chi ha in menù la pasta all'uovo, non ha modo di fare neanche due penne al pomodoro, perché non ci sono piatti in menù con la pasta di grano duro e quindi non la hanno proprio.
Quindi poi a parte le patate e le verdure di solito nei ristoranti tradizionali mancano i legumi, questi sconosciuti, e quando ci sono li propongono in antipasto con la pancetta, e si torna al discorso di prima.

Chiaro che si può scegliere dove andare a mangiare, e ormai capita di trovare qualche posto che si è attrezzato e mette per ogni portata, almeno un piatto vegetariano. Pochissimi invece che mettono scelte solo vegane, che ho trovato più facili da trovare nelle pizzerie: ce ne sono alcune, che anche se fanno la pizza in stile napoletano, quindi cornicione alto, bufala, friarielli e salsiccia, etc. hanno un mini menù dedicato con 4-5 pizze vegane, di cui almeno due con l'hummus come base.

Per non parlare della piadina, che qui da me è una vera istituzione: ormai i chioschi la propongono quasi tutti anche all'olio in versione integrale/farro o cereali, e alcuni ne fanno versioni con ripieni anche vegan (uno in particolare fa quella dolce classica all'olio con la nutella vegana fatta da loro), però in generale nei ristoranti, se ti portano la piadina è quella con lo strutto, classica.

In generale accettando la pasta all'uovo, le scelte non sono male perché spostandosi più verso la Romagna montuosa, tra porcini e tartufo, si riescono ad evitare sia i derivati della carne che i latticini. Se si rimane sulla riviera prevale il maiale ed il ragù, nonché il pesce, quindi è già più complicato.
 
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Haha la famosa lotta contro il termine latte, si... è stata sollevata solo in italia e amichetti europei Germania e Francia in Primis. Nel resto del mondo non si pongono minimamente il problema...ma sicuramente saranno loro i barbari :mrgreen: Stanno cercando di metterci una pezza. Ormai è evidente che le alternative vegetali anche solo a 3 o 4 anni fa sono sempre più diffuse e apprezzate. Te ne rendi conto andando al supermercato, al ristorante, ma pure al fast food o al kebabbaro zozzo per dire. E non credo che faccia molto piacere a Coldiretti, Federcarni e compagnia. Ergo agli amici alla camera e senato. Lungi da me fare il complottista, ma non credo di andarci lontano a pensarla così

Quando devi sfamare miliardi di persone che tu lo faccia con un pollo o con un fagiolo stai tranquillo che l'ambiente non ne trae beneficio.
E se da una parte ci sarà una multinazionale che spinge per il mangime dall'altra ce ne sarà una per il concime perchè alla fine anche il semplice fagiolo deve generare profitto specie quando devi produrne tanti. o-o
 
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Quando devi sfamare miliardi di persone che tu lo faccia con un pollo o con un fagiolo stai tranquillo che l'ambiente non ne trae beneficio.
E se da una parte ci sarà una multinazionale che spinge per il mangime dall'altra ce ne sarà una per il concime perchè alla fine anche il semplice fagiolo deve generare profitto specie quando devi produrne tanti. o-o
diciamo che però lato industria della carne ci sono prove documentate di una lobby abbastanza forte a livello europeo (si sono dimesse anche due persone l'anno scorso per questo motivo).
il prezzo della carne è volutamente tenuto sottocosto (la differenza la paghiamo tutti nelle tasse...)

dal fatto alimentare in merito al PAC europeo:
La PAC 2023-2027 destina una parte significativa dei fondi agli allevamenti, con sussidi che nel 2020 hanno coperto fino al 96% del reddito netto per i produttori di carne bovina e ovina. Il comparto animale riceve circa 39 miliardi di euro l'anno, pari al 77% degli aiuti, con una sproporzione di 580 volte superiore rispetto ai legumi
 

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diciamo che però lato industria della carne ci sono prove documentate di una lobby abbastanza forte a livello europeo (si sono dimesse anche due persone l'anno scorso per questo motivo).
il prezzo della carne è volutamente tenuto sottocosto (la differenza la paghiamo tutti nelle tasse...)

dal fatto alimentare in merito al PAC europeo:

Se vogliamo credere che nell'agricoltura non ci siano lobby che influenzano i governi liberi di farlo ma non credo corrisponda a realtà.
Tanto più che chimica ed agricoltura sono sempre andate a braccetto. Basta fare una ricerca o-o

Principali Multinazionali Chimico-Agricole:
  • Bayer (Germania): Leader mondiale nel settore agricolo (post acquisizione Monsanto) e farmaceutico.
  • BASF (Germania): Considerata la più grande azienda chimica al mondo, con una vasta gamma di prodotti per l'agricoltura.
  • Syngenta (Svizzera/Cina): Gigante sementiero e di agrofarmaci.
  • Corteva Agriscience (USA): Nata dalla fusione Dow-DuPont, specializzata in sementi e protezione delle colture.
  • HELM (Germania): Rinomata per la fornitura di soluzioni avanzate in agricoltura.
 

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Il problema del fuori casa è per tutti credo, un po' perché i vari risotranti/trattorie etc. hanno anche loro "linee" di produzione per uscire con i piatti velocemente e servire tutti in tempo ragionevole, e quindi ad esempio non è che se hanno in menù le tagliatelle radicchio e speck, basta chiedergli di farle solo al radicchio, perché il sugo di solito è già pronto così. Inoltre, dipende dai posti: io vivo in Romagna e normalmente chi ha in menù la pasta all'uovo, non ha modo di fare neanche due penne al pomodoro, perché non ci sono piatti in menù con la pasta di grano duro e quindi non la hanno proprio.
Quindi poi a parte le patate e le verdure di solito nei ristoranti tradizionali mancano i legumi, questi sconosciuti, e quando ci sono li propongono in antipasto con la pancetta, e si torna al discorso di prima.

Chiaro che si può scegliere dove andare a mangiare, e ormai capita di trovare qualche posto che si è attrezzato e mette per ogni portata, almeno un piatto vegetariano. Pochissimi invece che mettono scelte solo vegane, che ho trovato più facili da trovare nelle pizzerie: ce ne sono alcune, che anche se fanno la pizza in stile napoletano, quindi cornicione alto, bufala, friarielli e salsiccia, etc. hanno un mini menù dedicato con 4-5 pizze vegane, di cui almeno due con l'hummus come base.

Per non parlare della piadina, che qui da me è una vera istituzione: ormai i chioschi la propongono quasi tutti anche all'olio in versione integrale/farro o cereali, e alcuni ne fanno versioni con ripieni anche vegan (uno in particolare fa quella dolce classica all'olio con la nutella vegana fatta da loro), però in generale nei ristoranti, se ti portano la piadina è quella con lo strutto, classica.

In generale accettando la pasta all'uovo, le scelte non sono male perché spostandosi più verso la Romagna montuosa, tra porcini e tartufo, si riescono ad evitare sia i derivati della carne che i latticini. Se si rimane sulla riviera prevale il maiale ed il ragù, nonché il pesce, quindi è già più complicato.
Ma per la pizza c'è sempre ovunque l'originale vera, la mamma di tutte, sua maestà la marinara :mrgreen: (poi eventualmente per spezzare la monotonia c'è il trick di chiedere che ti ci buttino sopra un pò di verdure a caso in cottura e il gioco è fatto)
Comunque i ristoranti indiani, libanesi, etiopi/eritrei, ma anche i cinesi tradizionali da questo punto di vista sono sempre un'ancora di salvezza.
 
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E se da una parte ci sarà una multinazionale che spinge per il mangime dall'altra ce ne sarà una per il concime perchè alla fine anche il semplice fagiolo deve generare profitto specie quando devi produrne tanti. o-o
Certamente. Basta guardare la filiera delle colture di mais. o i bananeti in sudamerica, per citarne un paio.
Bisognerebbe fare un calcolo realistico di quanto incide sull'ambiente un allevamento piuttosto che una coltura a parità di prodotto. Io non ne ho le competenze e non è che mi fido molto di ciò che si legge in giro perchè mi sembrano ipotesi di parte (vegetariana)